Crea una chat di gruppo e dice di voler accoltellare l'insegnante

Crea una chat di gruppo e dice di voler accoltellare l'insegnante

Sventata l'aggressione a una docente pianificata da un minore in una chat di gruppo: il coltello è stato trovato nascosto a scuola.
Crea una chat di gruppo e dice di voler accoltellare l'insegnante
Sventata l'aggressione a una docente pianificata da un minore in una chat di gruppo: il coltello è stato trovato nascosto a scuola.

Agli ormai diversi casi di cronaca che raccontano di violenze ai docenti da parte degli alunni si aggiunge quello appena reso noto dai Carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme (CZ), questa volta fortunatamente senza gravi conseguenze. Un minorenne è stato deferito in stato di libertà per aver creato una conversazione di gruppo su una piattaforma social (non è stato specificata quale), nella quale avrebbe espresso l’intenzione di aggredire un’insegnante con un’arma da taglio, ritenendola responsabile della sua mancata promozione scolastica. L’identità non è ovviamente stata diffusa. Il comunicato che abbiamo ricevuto in redazione specifica che il procedimento penale è in corso.

Pianificava l’aggressione nella chat di gruppo

Il giovane è stato identificato e rintracciato nella giornata di martedì 22 settembre. Contestualmente è scattata la perquisizione presso la sua abitazione, portando al sequestro del telefono e di alcuni indumenti che saranno utili alle indagini. È stato effettuato anche un intervento nella scuola frequentata, per informare la dirigente di quanto accaduto e per ispezionare i locali. La ricerca ha permesso di trovare effettivamente un’arma da taglio, nascosta in un vano di servizio.

Il comunicato dei Carabinieri si ferma qui, senza altri dettagli. Un articolo pubblicato da ANSA aggiunge invece che si tratta di un quattordicenne intenzionato ad aggredire il docente di italiano e che l’istituto in questione è il Nicotera Costabile, come già scritto in apertura di Lamezia Terme. Queste le parole riportate dall’agenzia, attribuite alla dirigente, Maria Angela Bilotti.

Il sistema generale ha funzionato. Quello che ha funzionato è stata la rete, soprattutto dei compagni. Questi ragazzi hanno visto questa situazione strana e hanno subito riferito ad un adulto e quindi in buona sostanza è scattato il piano.

Si sarebbe dunque rivelato decisivo l’intervento dei compagni, abbastanza tempestivo da evitare l’aggressione vera e propria. Dopo essersi accorti del potenziale pericolo, avrebbero dato l’allarme.

Fonte: ANSA
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Pubblicato il
25 set 2026
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