Criptovalute ed NFT in supporto all'Ucraina

Criptovalute ed NFT in supporto all'Ucraina

L'Ucraina sta raccogliendo fondi sotto forma di criptovalute ed NFT per supportare le attività belliche ed aiutare i civili intrappolati entro i confini.
L'Ucraina sta raccogliendo fondi sotto forma di criptovalute ed NFT per supportare le attività belliche ed aiutare i civili intrappolati entro i confini.

Il Governo ucraino ha pubblicato una pagina dedicata per gestire e stimolare le donazioni in cryptoasset. Tali flussi, infatti, consentono una attività di fundraising alternativa ed estremamente efficiente, tutta gestita dal Ministero per la Trasformazione Digitale e che al momento ha già messo da parte qualcosa come 70 milioni di dollari.

La cifra raccolta è stata accumulata grazie a donazioni così differenziate:

  • 400 BTC
  • +8000 ETH
  • +400.000 DOT
  • +9mln USDT
  • + 7500 SOL
  • +1,7mln USDC

Chiunque possieda un wallet ha la possibilità di dare il proprio aiuto alla causa. Naturalmente sono possibili anche donazioni in denaro tradizionale, ma la pagina le dedica a chi vuole “HODL” (termine che indica coloro i quali intendono conservare le criptovalute con fare speculativo di lungo periodo).

Criptovalute ed NFT

A tutto ciò si aggiunge “Meta History – Museum of war“, una collezione di NFT ufficialmente approvata dal Ministero per la Trasformazione Digitale ucraino e che vede in queste creazioni un modo per creare valore ulteriore attorno a quanto sta accadendo, così da poter disporre di fondi ulteriori da spendere per la difesa del Paese.

Spiega il sito (disponibile in doppia lingua) che gli NFT servono “per preservare la memoria degli eventi reali che stanno accadendo, per divulgare informazioni veritiere nella comunità digitale nel mondo e per raccogliere donazioni“. “Il 100% dei fondi“, continua, “andrà in aiuto di soldati e civili“. Secondo quanto spiegato dal ministro Fedorov – che al termine di questa guerra sarà sicuramente ricordato per l’incredibile attivismo e per la grande creatività dimostrati in parallelo agli scontri bellici – nelle prime 24 ore erano già stati venduti 1051 NFT per  una raccolta pari a 500 mila dollari. L’idea è quella di attingere a questi fondi anche per ricostruire l’economia del Paese, nonché i suoi elementi culturali, quando le armi saranno finalmente poste a tacere.

Quando questo messaggio veniva pubblicato, però, ancora non erano arrivate nel mondo le immagini della strage di Bucha. Oggi la fine degli scontri sembra nuovamente più lontana e le immagini della guerra, al netto degli NFT, portano con sé un carico narrativo tale da riscrivere la storia dei tempi moderni. In parallelo a tutto ciò NFT e criptovalute si inseriscono come nuovi strumenti di fundraising, per riversarsi però tristemente in una morte novecentesca che nessuna innovazione umana è ancora in grado di mettersi alle spalle.

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Pubblicato il 4 apr 2022
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