Crittografia, una sicurezza per tutti

Una coalizione mondiale di attivisti scrive ai governi per chiedere il rispetto del diritto alle comunicazioni sicure, e la salvaguardia di una tecnologia fondamentale senza l'implementazione di backdoor di sorta

Roma – Quasi duecento organizzazioni, attivisti, esperti e luminari della crittografia da 40 diversi paesi del mondo hanno firmato una lettera aperta indirizzata ai governi del mondo , una missiva digitale in cui si incoraggiano politici e politicanti a non manomettere le tecnologie crittografiche con backdoor o leggi in grado di comprometterne l’utilizzo.

La lettera, citando il parere delle Nazioni Unite e un recente rapporto stilato dai più autorevoli esperti di cifratura, invoca “sicurezza per tutti”, facendo espressamente appello alla protezione dei cittadini, delle economie e delle stesse autorità governative che dallo sviluppo e dalla preservazione delle comunicazioni sicure può scaturire.

I tool e le tecnologie crittografiche sono infatti “essenziali” per la difesa dell’infrastruttura digitale e le comunicazioni personali, dice la lettera, visto che l’assenza di cifratura – o la manomissione degli algoritmi – facilita l’abuso, le frodi e più in generale le azioni di criminali e altri soggetti malevoli.

Al bando le limitazioni all’uso della cifratura e le backdoor, la collaborazione forzata o la fornitura “a comando” delle chiavi crittografiche usate dagli utenti di Internet, da una parte all’altra del mondo (Australia, Brasile, Mongolia, Myanmar, Turchia, Zimbabwe) 195 diversi “attori” hanno provato a unire le loro voci contro le iniziative di legge pensate per minare l’efficacia delle comunicazioni cifrate.

Alfonso Maruccia

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