Cuba, sorge una Nova alba per i pinguini

Il paese presenta la sua prima distro Linux, spinta dalla voglia di libertà dalla ingombrante presenza degli OS di Microsoft. E non è solo

Roma – Cuba festeggia la nascita del suo primo pinguino: è stata annunciata di recente la compilazione della prima distro Linux interamente progettata sull’isola. L’attesa release costituisce l’ennesimo passo dell’ apertura del regime verso la tecnologia e soprattutto verso l’open source.

Battezzata col nome Nova , la distribuzione del celebre SO open source è stata presentata alla Conferenza sulla Comunicazione e le Tecnologie tenutasi a L’Havana, a circa un anno dall’inizio dei lavori. Al momento, comunque, il Governo cubano non ha reso noto quali pacchetti software saranno compresi in Nova Linux, che potrebbe essere basata su una revisione di Gentoo, così come non è ancora chiaro come e dove la distribuzione potrà essere scaricata. Inoltre, stando ad alcune fonti , non sarebbe stata creata alcuna divisione di supporto tecnologico ufficiale dal Governo, motivo per cui molto probabilmente saranno le varie community a fornire assistenza agli utenti.

La nascita della nuova distro è di sicuro vista negli ambienti governativi cubani come una buona occasione per disfarsi della presenza ingombrante di Microsoft, i cui sistemi operativi parrebbero albergare nell’80 per cento dei computer presenti sull’isola. Non è mai stato fatto mistero della poca simpatia nutrita dalle autorità locali per l’azienda statunitense, considerata una vera e propria minaccia alla sicurezza nazionale poiché si ritiene che le agenzie governative d’oltremare abbiano facile accesso al codice di Redmond.

“Ottenere un controllo maggiore sul processo informatico è una questione di primaria importanza” ha commentato il ministro delle Comunicazioni Ramiro Valdes, che da tempo auspica la svolta verso il free software del paese. Nelle ipotesi dell’elite cubana i primi risultati si potranno vedere entro pochi anni: “mi piacerebbe pensare che entro cinque anni più del 50 per cento degli utenti cubani migrerà a Linux” ha dichiarato Hector Rodriguez, decano della School of Free Software presso la University of Information Sciences dell’isola.

Qualcuno potrebbe notare quanto parlare di libertà oggi a Cuba, soprattutto in ambito informatico provochi ancora qualche perplessità, nonostante i recenti segni di apertura verso Internet e la tecnologia : nel 2006 il paese è stato inserito nella lista dei 13 nemici di Internet, dimostrandosi sempre duro nel contrastare opinioni scomode, prime tra tutte quelle dei blogger .

La notizia ha suscitato curiosità e attenzione in tutto il web: la nascita di Nova è stata salutata con entusiasmo da tutta la comunità globale di Linux, nonché dalla Free Software Foundation presieduta da Richard Stallman, che nel suo discorso risalente a poco più di un anno fa ha infiammato i desideri ed i cuori di cittadini e governanti, chiedendo a gran voce l’adozione dei pinguini ovunque sia possibile farlo.

Nonostante, poi, Microsoft mantenga ancora la leadership nel settore dei sistemi operativi, Cuba non è la sola a volersi innamorare del pinguino: tra gli altri, suscita curiosità il caso della Russia, anch’essa intenzionata a creare un sistema operativo tutto suo . Dopo il susseguirsi in rete di numerosi rumour che vogliono Fedora come base portante della futura distro made in Russia, la notizia è stata confermata direttamente dal team di Russian Fedora il quale ha comunque precisato che, piuttosto che di una nuova distro fatta ex novo, si tratterà in maniera più semplice di un adattamento della versione originale di Fedora in russo: “si tratta solo di una maniera più comoda di fornire agli utenti che utilizzano Fedora una versione ottimizzata e pronta per l’uso, senza dover necessitare di scaricare componenti aggiuntivi dal web” si legge sul sito dedicato al progetto. “Gli utenti potrebbero infatti decidere di ottenere la release ufficiale di Fedora e di installare altro software additivo. Quindi, bastano solo poche modifiche per ottenere lo stesso risultato del nostro adattamento”.

Vincenzo Gentile

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  • Pietro DallAcqua scrive:
    Live
    Ho fatto per anni l'organizzatore di concerti presso un circolo culturale. Non grossi nomi ma gente che chiede compensi equi. Il puto di vista del 95% degli artisti che non sono portati in palmo di mano da major e media ma gente a cui piace suonare, a cui piace la musica, suonata, è di rivolta a questo sistema, preferiscono media gratuiti come Lastfm oppure myspace e dal vivo offrono ottime performance. Gente magari che sul proprio sito permette di scaricare gratuitamente non solo la propria musica, ma spartiti e altro.Questi sanno bene che la registrazione è un mezzo che porta al live. L'unica cosa che non è piratabile. Vero, ci sono registrazioni audio e video, ma non è la stessa cosa dell'esperienza della musica dal vivo.Non entro nel merito dei generi, vi posso assicurare che se adesso volessi ascoltare qualche pezzo di Britney spears non avrei bisogno di piratare niente, lo trovo in streaming. La pirateria non è un problema nostro, ma di gente che deve vendere fuffa.
  • mik.ud scrive:
    La musica e' piu' facile da piratare

    La musica come abbiamo visto è in calo, gli audiovisivi
    dal 2001 hanno quasi raddoppiato il fatturato. Perché
    quindi dobbiamo pensare che la crisi della musica sia
    tutta causata dalla pirateria?Non dobbiamo dimenticare che la musica pirata e' piu' facile da scaricare (10-100 volte piu' compatta e veloce) e piu' facile da fruire (lettori MP3) del video. A volte si tratta di piccole differenze che si sommano e si amplificano. Certo non nego i punti validi dell'articolo, ma a volte si fanno le cose piu' facili, mentre altre soglie vengono varcate solo dai piu' furbi e attivi. Quando una cosa e' molto facile, diffusa e poco perseguita la fanno (quasi) tutti.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 14 febbraio 2009 04.13-----------------------------------------------------------
  • 3my78 scrive:
    bello
    Leonardo Maccari fa sempre eccellenti articoli!http://3my78.blogspot.com/
    • io e te scrive:
      Re: bello
      ma anche no.la musica di XXXXX mi sembra gia' riconoscibile in poco tempo e quella che restera' pure in qualche anno,stiamo parlando di pop, non di lirica.nno c'e' bisogno di aspettare molto per vedere cosa rimane nel setaccio.
  • Joliet Jake scrive:
    Il "caso" della musica in calo
    Diciamo che mi aspettavo risultati del genere.E' interessante avere dati certi a proposito. Si potrebbe inoltre guardare agli incassi degli ultimi anni delle varie multinazionali e il valore delle loro azioni. Un modo semplicissimo per dimostrare che i loro guadagni lievitano in continuazione e che non esiste nessuna crisi...Per la musica si evince che il calo invece c'è, a vantaggio di altri tipi di media.Ma la spiegazione in questo caso mi sembra ovvia.Software e videogiochi si aggiornano e rinnovano, quindi vengono venduti.Per i film: la maggior parte sono orrendi, ma ci sono al momento registi originali che mantengono alto l'interesse anche di chi non compra i blockbusters.E la musica?Nominatemi 5 autori/gruppi degli anni 2000 che meritano di passare alla storia! Dai, su! Qualche album che verrà ascoltato ininterrottamente per i prossimi 20 anni.Oppure ditemi un nome di un album spettacolare del...che so...2004?Controprova: fate la stessa cosa con gli anni 60/70. Quanto enormemente lunga è la lista?Prendete un anno a caso, tipo il 1969.Quante DECINE di album prodotti in quell'album sono passati alla storia e diventati di culto?Ecco, appunto...Mi sembra abbastanza banale il motivo per cui molta gente ha smesso di comprare nuova musica oggigiorno.
    • MeX scrive:
      Re: Il "caso" della musica in calo

      Controprova: fate la stessa cosa con gli anni
      60/70. Quanto enormemente lunga è la
      lista?
      Prendete un anno a caso, tipo il 1969.
      Quante DECINE di album prodotti in quell'album
      sono passati alla storia e diventati di
      culto?bah... facile con il senno di poi... se avessi vissuto ai tempi dei Beatles magari avresti bollato "Yellow Submarine" come una canzoncina senza senso...Come fai a dire con certezza quale della nostra musica contemporanea sará ascoltata tra 20 anni????
      • ullala scrive:
        Re: Il "caso" della musica in calo
        - Scritto da: MeX

        Controprova: fate la stessa cosa con gli anni

        60/70. Quanto enormemente lunga è la

        lista?

        Prendete un anno a caso, tipo il 1969.

        Quante DECINE di album prodotti in quell'album

        sono passati alla storia e diventati di

        culto?

        bah... facile con il senno di poi... se avessi
        vissuto ai tempi dei Beatles magari avresti
        bollato "Yellow Submarine" come una canzoncina
        senza
        senso...

        Come fai a dire con certezza quale della nostra
        musica contemporanea sará ascoltata tra 20
        anni????Certezza assoluta magari no! ma i beatles erano già un mito nel 69 ai tempi di yellow submarine!Cosa che non puoi dire che so io... di Britney Spears (manco so se si scrive così)..A me ad esempio yellow submarine sembrava una canzoncina allora e mi sembra tale anche adesso.Potresti dire lo stesso per "lady XXXXXXX" È roba "divertita" scritta per puro divertimento.E rimane con i suoi limiti divertente pure adesso.Tutto molto semplice! Ma non era difficile prevedere che gli stessi beatles che avevano scritto "and I love her" e altri capolavori avrebbero potuto far diventare cult anche "yellow submarine".http://www.youtube.com/watch?v=x8fNDfdjXd8Dai retta a me sono disposto a scommettere già adesso che certa gente non farà storia!
        • MeX scrive:
          Re: Il "caso" della musica in calo
          i tuoi contemporanei non faranno mai la TUA storia, questo è ovvio.Come c'è scritto sul muro della GAM a Torino:"Ogni forma d'arte è stata contemporanea"
          • ullala scrive:
            Re: Il "caso" della musica in calo
            - Scritto da: MeX
            i tuoi contemporanei non faranno mai la TUA
            storia, questo è
            ovvio.
            Come c'è scritto sul muro della GAM a Torino:
            "Ogni forma d'arte è stata contemporanea"Non è questione di "contemporanea" contemporanee sono sia l'arte che le cagate!Ma le cagate non diventano storia dell'arte rimangono cagate!I beatles (te lo ridico perchè forse non hai capito) erano un mito anche quando erano "contemporanei" non lo sono diventati 20 anni dopo!
          • MeX scrive:
            Re: Il "caso" della musica in calo

            Non è questione di "contemporanea" contemporanee
            sono sia l'arte che le
            cagate!
            Ma le cagate non diventano storia dell'arte
            rimangono
            cagate!
            I beatles (te lo ridico perchè forse non hai
            capito) erano un mito anche quando erano
            "contemporanei" non lo sono diventati 20 anni
            dopo!ovvio!Il punto è che dopo 30, 40 anni sopravvive solo IL MEGLIO la creme della creme la selezione è già stata fatta.Nella contemporaneità invece sei cirocondato da belle cose, cose carine e merde ed è difficile se non impossibile prevedere cosa resisterà nei secoli dei secoli...
          • ullala scrive:
            Re: Il "caso" della musica in calo
            - Scritto da: MeX

            Non è questione di "contemporanea" contemporanee

            sono sia l'arte che le

            cagate!

            Ma le cagate non diventano storia dell'arte

            rimangono

            cagate!

            I beatles (te lo ridico perchè forse non hai

            capito) erano un mito anche quando erano

            "contemporanei" non lo sono diventati 20 anni

            dopo!

            ovvio!
            Il punto è che dopo 30, 40 anni sopravvive solo
            IL MEGLIO la creme della creme la selezione è già
            stata
            fatta.
            Nella contemporaneità invece sei cirocondato da
            belle cose, cose carine e merde ed è difficile se
            non impossibile prevedere cosa resisterà nei
            secoli dei
            secoli...Si si... secondo te il papa chiamava Michelangelo ma aveva un "legittimo dubbio" che fosse un imbianchino!Abbiamo capito!
          • MeX scrive:
            Re: Il "caso" della musica in calo
            ma Michelangelo era solo un bravo pittore, non un mito incontestabile:"Il Giudizio Universale fu oggetto di una pesante disputa tra il Cardinale Carafa e Michelangelo: l'artista venne accusato di immoralità e intollerabile oscenità, poiché aveva dipinto delle figure nude, con i genitali in evidenza, all'interno della più importante chiesa della cristianità, perciò una campagna di censura (nota come "campagna delle foglie di fico") venne organizzata da Carafa e Monsignor Sernini (ambasciatore di Mantova) per rimuovere gli affeschi."http://www.ratzingerbenedettoxvi.com/cappellasistina2.htmQuesto è il punto, nella contemporaneità l'artista è solo un tizio che fa cose pregevoli... non è IL Michelangelo
          • ullala scrive:
            Re: Il "caso" della musica in calo
            - Scritto da: MeX
            ma Michelangelo era solo un bravo pittore, non un
            mito
            incontestabile:
            "Il Giudizio Universale fu oggetto di una pesante
            disputa tra il Cardinale Carafa e Michelangelo:
            l'artista venne accusato di immoralità e
            intollerabile oscenità, poiché aveva dipinto
            delle figure nude, con i genitali in evidenza,
            all'interno della più importante chiesa della
            cristianità, perciò una campagna di censura (nota
            come "campagna delle foglie di fico") venne
            organizzata da Carafa e Monsignor Sernini
            (ambasciatore di Mantova) per rimuovere gli
            affeschi."

            http://www.ratzingerbenedettoxvi.com/cappellasisti

            Questo è il punto, nella contemporaneità
            l'artista è solo un tizio che fa cose
            pregevoli... non è IL
            MichelangeloLe "foglie di fico" non a caso non erano una contestazione sulla natura artistica dell'opera di Michelangelo ma una contestazione "moralistica"...Trattasi di esempio "a pera" Monsignor Sernini ottenne "soddisfazione" solo DOPO la morte di Michelangelo grazie al lavoro commissionato al "braghettone" (aka Daniele da Volterra apprendista di Michelangelo) nella migliore delle ipotesi queso contraddice completamente la tua teoria, con Giulio II e Michelangelo viventi parrebbe che l'arte di Michelangelo fosse riconosciuta e dopo no.... (il contrario di quello che sostieni)...Nella realtà non sono vere nessuna delle 2 cose Michelangelo era considerato da tutti un genio ed era STRAPAGATO come CONTEMPORANEO tu stai semplicemente confondendo questioni "moralistiche" e questioni artistiche.San pietro e la sua cupola con la "lanterna" dicono molto in materia non meno della scultura e della cappella sistina.Tu i "braghettoni" e le "foglie di fico" non tolti dai restauratori neppure nel restauro del 93-94 non han cambiato la sostanza....Tu i braghettoni ce li hai invece sugli occhi e nel cervello e ti impediscono di vedere chiaramente la realtà ora come fra 400 anni... è una proprietà che condividi col tuo amico Mosignor Sernini!Una scorsa al vocabolario dove poi trovare la differenza tra morale e arte potrebbe chiarirti le idee.Ma comunque per me la partita si chiude qui... se volevi capire hai capito, se non volevi capire non ho ragione per insistere a discutere con chi è troppo ignorante per riconoscere la propria ignoranza non c'è nessuno scopo.Tu aspetta pure che Britney Spears diventi cult come lo sono (e lo erano da contemporanei) i Beatles, permettimi solo di avere qualche dubbio in proposito!
          • MeX scrive:
            Re: Il "caso" della musica in calo

            Tu i "braghettoni" e le "foglie di fico" non
            tolti dai restauratori neppure nel restauro del
            93-94 non han cambiato la
            sostanza....
            Tu i braghettoni ce li hai invece sugli occhi e
            nel cervello e ti impediscono di vedere
            chiaramente la realtà ora come fra 400 anni... è
            una proprietà che condividi col tuo amico
            Mosignor
            Sernini!

            Una scorsa al vocabolario dove poi trovare la
            differenza tra morale e arte potrebbe chiarirti
            le
            idee.

            Ma comunque per me la partita si chiude qui... se
            volevi capire hai capito, se non volevi capire
            non ho ragione per insistere a discutere con chi
            è troppo ignorante per riconoscere la propria
            ignoranza non c'è nessuno
            scopo.
            Tu aspetta pure che Britney Spears diventi cult
            come lo sono (e lo erano da contemporanei) i
            Beatles, permettimi solo di avere qualche dubbio
            in
            proposito!prendo atto della tua "moderazione"... guarda che sono il primo a considerare una follia i "tacconi" che la chiesa pose sulle sue opere... ma stai certo che i contemporanei di Michelangelo (e parlo della massa, non di chi commissionava opere d'arte e conosceva arte contemporanea) se avessero visto un uccello in chiesa non avrebbero risparmiato critiche...Nella mostra sul Male che fu allestita a Torino per esempio l'ingresso era vietato ai minori in quanto c'erano immagini di fisting... con pugni in XXXX e quant'altro... ora, io riconosco il mio limite nella percezione dell'arte contemporanea... ma vedere la foto con uno con un pugno in XXXX non l'ho percepita come arte, magari tra 400 anni invece sará appeso nella cameretta dei bambini
          • albe scrive:
            Re: Il "caso" della musica in calo

            contemporanea... ma vedere la foto con uno con un
            pugno in XXXX non l'ho percepita come arte,
            magari tra 400 anni invece sará appeso nella
            cameretta dei
            bambinisecondo me il pugno in XXXX è una rappresentazione delle codnizioni contrattuali/salariali dei giovini d'oggi :Dbye albe
          • MeX scrive:
            Re: Il "caso" della musica in calo
            seeee altro che pugno... la direttamente di testa![img]http://www.dinoxpc.com/public/images/e5607c4b2476123fa9a4baac67530db2_testa_nel_XXXX.jpg[/img]
      • anonimo scrive:
        Re: Il "caso" della musica in calo
        - Scritto da: MeX

        Controprova: fate la stessa cosa con gli anni

        60/70. Quanto enormemente lunga è la

        lista?

        Prendete un anno a caso, tipo il 1969.

        Quante DECINE di album prodotti in quell'album

        sono passati alla storia e diventati di

        culto?

        bah... facile con il senno di poi... se avessi
        vissuto ai tempi dei Beatles magari avresti
        bollato "Yellow Submarine" come una canzoncina
        senza
        senso...

        Come fai a dire con certezza quale della nostra
        musica contemporanea sará ascoltata tra 20
        anni????Però degli anni '80 è rimasto ben poco.
        • MeX scrive:
          Re: Il "caso" della musica in calo

          Però degli anni '80 è rimasto ben poco.bah... ci sono molti che considerano gli 80s un genere musicale!http://www.google.ie/search?hl=en&q=80s+music&btnG=Search&meta=
          • anonimo scrive:
            Re: Il "caso" della musica in calo
            - Scritto da: MeX

            Però degli anni '80 è rimasto ben poco.

            bah... ci sono molti che considerano gli 80s un
            genere
            musicale!
            http://www.google.ie/search?hl=en&q=80s+music&btnGSì lo so, ci sono stati anche buoni gruppi, però se li paragono con quelli degli anni precedenti non c'è paragone. Almeno per me ovviamente.Gli anni '70 poi sono stati un periodo fantastico non solo per quanto riguarda la musica, ma proprio in generale c'è stato un grande fermento in tanti settori.Ecco viverli non mi è piaciuto, ma culturalmente sono stati un periodo molto interessante.
        • tiziocazio scrive:
          Re: Il "caso" della musica in calo

          Però degli anni '80 è rimasto ben poco.Dici? A me pare una leggenda metropolitana che si rifà soprattutto al technopop radiofonico più aberrante.Gli '80 hanno visto un fiorire di generi e mescolanze che fino al decennnio precedente erano impensabili.L'affermazione e caduta del punk, la new wave, il goth, il rinascimento folk, post-punk, i primi vagiti del "crossover", le contaminazioni rock-elettronica pop, il metal e i suoi sottoderivati, l'affermazione dell'elettronica colta, la deflagrazione dei generi di musica estrema (ancora il metal, il noise, l'industrial più ottuso, l'hardcore).Dopo che per tutti i '70 ci hanno ammorbato con l'onnipresente prog gli anni '80 secondo me sono stati la rinascita della musica.
          • anonimo scrive:
            Re: Il "caso" della musica in calo
            - Scritto da: tiziocazio
            gli anni '80 secondo me sono
            stati la rinascita della
            musica.E' una questione di punti di vista e di gusti. C'è anche chi pensa che la Cuccarini sia stata la più grande ballerina degli ultimi 100 anni.
    • ExtraT scrive:
      Re: Il "caso" della musica in calo
      QUOTONE!!! e te lo posso dire perchè in quei mitici anni giravo con kharamè, fascia (ora si chiama bandana), capelli afro (adesso... lasciamo perdere...) e chitarra in spalla, nel purtroppo sempre poco tempo fra un esame all'università ed il successivo. Suono ancora la chitarra - rigorosamente '60-'70-'80 (...già di meno, Bob Marley e reggae a parte).
    • tiziocazio scrive:
      Re: Il "caso" della musica in calo

      E la musica?
      Nominatemi 5 autori/gruppi degli anni 2000 che
      meritano di passare alla storia! Dai, su! Qualche
      album che verrà ascoltato ininterrottamente per i
      prossimi 20
      anni.
      Oppure ditemi un nome di un album spettacolare
      del...che
      so...2004?Current 93, Sunn O))), Boredoms (fenomenale il live con 77 batterie. Sì, 77), Radiohead, Coil... la lista è lunga. Se non conosci questi gruppi fatti un giro su ebay e vedi quanto sono quotati i loro dischi in vinile...Album spettacolare del 2004? "Venice" di Fennesz. "A Ghost Is Born" dei Wilco. "Smile" di Brian Wilson (questo sono sicuro che lo conosci), "Erde" di Forseti, "Hypnotic Underworld" dei Ghost, l'omonimo degli Espers...I dischi buoni ci sono sempre e comunque. Certo, se poi ci si limita ad ascoltare la radio e guardare mtv e sanremo mi pare ovvio che si abbia l'impressione che la musica di oggi faccia schifo.Comunque secondo me non c'è nulla di peggio dei nostalgici aggrappati tristemente al passato. La musica e il linguaggio musicale cambiano ed evolvono nel tempo. Pensa se oggi suonassero ancora tutti come nei '60, sai che palle? 50 anni di dischi tutti uguali. Guarda i Rolling Stones: all'epoca sono stati un gruppo fenomenale e importantissimo, i RS di oggi fanno solo ridere, sono dei dinosauri invecchiati male. (per inciso ho i loro album più famosi come Symphaty ecc.)
      Controprova: fate la stessa cosa con gli anni
      60/70. Quanto enormemente lunga è la
      lista?
      Prendete un anno a caso, tipo il 1969.
      Quante DECINE di album prodotti in quell'album
      sono passati alla storia e diventati di
      culto?Certo, ma così è facile, sono passati 40 anni e passa da allora, è normale che un album sia stato storicizzato e diventato di culto. L'instant cult è una cosa rara, il discorso sulla musica di culto del 2000 lo si potrà fare tra 10-15 anni, più o meno. Adesso, ad esempio, si può dire che Nevermind dei Nirvana sia diventato un album di culto e "simbolo", ma l'album è uscito nel 1991, all'epoca mica si parlava di album "storico" o "fondamentale". Altri esempi dei '90 possono essere Slint o My Bloody Valentine, O si può dire lo stesso di band '80 come Joy Division, Cure, Sonic Youth, Dead Kennedys, Crass, Tom Waits.Inoltre come sai prima era più difficile produrre musica, e se ne produceva anche in meno copie, che sono andate esaurite e mai più ristampate grazie alle solite politiche delle major. Il culto è dato anche dalla rarità di un album, non lo dimentichiamo.
      • minchio pallino scrive:
        Re: Il "caso" della musica in calo
        eh ok, i boredoms i ruins i gerogerigegege e guai a dimenticarsi i melt banana. fighissimi, originali, eclettici, sperimentatori, quel che ti pare. ma in effetti led zeppelin e black sabbath sono stati altro. hanno saputo toccare qualcosa dentro un sacco di persone e lo continuano a fare. giusto perchè pur essendo pop e accessibili erano roba di gran qualità. cioè, I,II,III e IV piacciono sia a mia madre che a sua madre che a me. amenaza al mundo no. se poi si vuol pretendere che il 100% della popolazione sia musicofila ed estremamente openmind (sempre riguardo alla musica)... lo sai bene anche te, è tempo buttato al XXXXX.
        • tiziocazio scrive:
          Re: Il "caso" della musica in calo
          - Scritto da: minchio pallino
          eh ok, i boredoms i ruins i gerogerigegege e guai
          a dimenticarsi i melt banana. fighissimi,
          originali, eclettici, sperimentatori, quel che ti
          pare. ma in effetti led zeppelin e black sabbath
          sono stati altro. hanno saputo toccare qualcosa
          dentro un sacco di persone e lo continuano a
          fare. giusto perchè pur essendo pop e accessibili
          erano roba di gran qualità. cioè, I,II,III e IV
          piacciono sia a mia madre che a sua madre che a
          me. amenaza al mundo no. se poi si vuol
          pretendere che il 100% della popolazione sia
          musicofila ed estremamente openmind (sempre
          riguardo alla musica)... lo sai bene anche te, è
          tempo buttato al
          XXXXX.Certo, non lo metto in dubbio, ma stai sicuro che i Boredoms li ascolteranno ancora tra 20 anni, Melt Banana e japanoizu un po' meno, credo (ma a me piacciono, sia chiaro). Adesso come adesso il gruppo capace di mettere d'accordo la "massa", da non intendersi in senso spregiativo, e i musicofili sono solo i Radiohead.Comunque il punto è sempre quello, Led Zep e Black Sabbath sono gruppi usciti fuori nei '70, è normale che oggi siano considerati di culto e amati anche dalle generazioni non più giovanissime. Non si può pretendere di storicizzare un periodo ancora in divenire come i 2000, c'è bisogno di tempo. Lo si sta iniziando a fare adesso con i '90 e con la musica di quel decennio: si prende quel che è passato allora, lo si riascolta e si fanno le debite considerazioni alla luce di cosa è sucXXXXX dopo. Non a caso ho citato i Nirvana, che senza dubbio sono stati il gruppo-simbolo dell'intero decennio. ;)
      • MeX scrive:
        Re: Il "caso" della musica in calo
        IPERQUOTO
    • giovanni paolo terzo scrive:
      Re: Il "caso" della musica in calo

      Oppure ditemi un nome di un album spettacolare
      del...che
      so...2004? "you are a woman i'm a machine" dei "death from above 1979"
    • gino tavera scrive:
      Re: Il "caso" della musica in calo
      - Scritto da: Joliet Jake
      Diciamo che mi aspettavo risultati del genere.
      E' interessante avere dati certi a proposito. Si
      potrebbe inoltre guardare agli incassi degli
      ultimi anni delle varie multinazionali e il
      valore delle loro azioni. Un modo semplicissimo
      per dimostrare che i loro guadagni lievitano in
      continuazione e che non esiste nessuna
      crisi...

      Per la musica si evince che il calo invece c'è, a
      vantaggio di altri tipi di
      media.
      Ma la spiegazione in questo caso mi sembra ovvia.
      Software e videogiochi si aggiornano e rinnovano,
      quindi vengono
      venduti.
      Per i film: la maggior parte sono orrendi, ma ci
      sono al momento registi originali che mantengono
      alto l'interesse anche di chi non compra i
      blockbusters.

      E la musica?
      Nominatemi 5 autori/gruppi degli anni 2000 che
      meritano di passare alla storia! Dai, su! Qualche
      album che verrà ascoltato ininterrottamente per i
      prossimi 20
      anni.
      Oppure ditemi un nome di un album spettacolare
      del...che
      so...2004?
      Controprova: fate la stessa cosa con gli anni
      60/70. Quanto enormemente lunga è la
      lista?
      Prendete un anno a caso, tipo il 1969.
      Quante DECINE di album prodotti in quell'album
      sono passati alla storia e diventati di
      culto?

      Ecco, appunto...
      Mi sembra abbastanza banale il motivo per cui
      molta gente ha smesso di comprare nuova musica
      oggigiorno.Dimmi... che differenze ci sono tra gli anni 60/70 e i 2000?Ecco, appunto...Di album spettacolari ce ne sono sempre stati, solo se si aspetta che il mercato che abbiamo li riconosca, hai voglia...Non so "l'altra" gente cosa fa, ma io QUI in Italia compro sempre meno. Perché?Perché c'è sempre meno roba decente. O compro all'estero o scarico fantasmi.
  • Aname scrive:
    Interessante
    Sarebbe stato interessante mettere anche un grafico in cui si visualizzi l'andamento dei prezzi dei vari media e l'inflazione. Sono sicuro che si capirebbe come mai la gente tende a spendere più per una suoneria piuttosto che per un cofanetto di musica riciclata. Con qualche calcolo si capirebbe anche perchè la gente non compra più un album di musica pop... perchè per comperare ci voglino i soldi, e se i soldi non ci sono, non si compra. Inoltre, se una persona desidera guardare un film la sera dopo una giornata di lavoro, non avrà certo il tempo per ascoltare un album musicale, e i soldi da spendere solo per il gusto di buttar via i soldi non ci sono più.
  • ILBaK scrive:
    Condividiamo queste informazioni...
    Articolo interessante e che da ragione ad alcune idee che proposi al "forum antipirateria" del governo... Internet è già oggi un grande strumento di condivisione e diffusione delle opere d'arte e tale deve restare. Un luogo dove l'artista può creare un suo spazio autogestito e amministrare da solo i propri affari, anche aumentando non poco il proprio guadagno netto sulle proprie opere...Non posso non aggiungere una nota riguardo il forum antipirateria: Su quel forum siamo in quattro o cinque a parlare in quanto utenti, contro svariate sedicenti associazioni che mirano, ad esempio, ad integrare la SIAE con le forze armate, dandogli le stesse potenzialità esecutive della guardia di finanza... Sarebbe interessante se chi è informato intervenisse per proporre le proprie ricerche... Penso che l'argomento tocchi un pò tutti...Per una volta non facciamo "gli italiani" che si lamentano solo quando esce la legge, visto che c'è questa (seppur piccola) opportunità, facciamoci sentire...
    • aPenguin scrive:
      Re: Condividiamo queste informazioni...
      - Scritto da: ILBaK
      Articolo interessante e che da ragione ad alcune
      idee che proposi al "forum antipirateria" del
      governo... Internet è già oggi un grande
      strumento di condivisione e diffusione delle
      opere d'arte e tale deve restare. Un luogo dove
      l'artista può creare un suo spazio autogestito e
      amministrare da solo i propri affari, anche
      aumentando non poco il proprio guadagno netto
      sulle proprie
      opere...

      Non posso non aggiungere una nota riguardo il
      forum antipirateria: Su quel forum siamo in
      quattro o cinque a parlare in quanto utenti,
      contro svariate sedicenti associazioni che
      mirano, ad esempio, ad integrare la SIAE con le
      forze armate, dandogli le stesse potenzialità
      esecutive della guardia di finanza... Sarebbe
      interessante se chi è informato intervenisse per
      proporre le proprie ricerche... Penso che
      l'argomento tocchi un pò
      tutti...
      Per una volta non facciamo "gli italiani" che si
      lamentano solo quando esce la legge, visto che
      c'è questa (seppur piccola) opportunità,
      facciamoci
      sentire...MEGAQUOTONE!su quel forum il tuo nick è Bak immagino..il mio è plancton
      • ILBaK scrive:
        Re: Condividiamo queste informazioni...

        MEGAQUOTONE!
        su quel forum il tuo nick è Bak immagino..
        il mio è planctonEheh sì!Ciao grande! ;]
    • 01234 scrive:
      Re: Condividiamo queste informazioni...
      occhio che per diversi aspetti la siae (o meglio i suoi ispettori) hanno già prerogative degli agenti di polizia tributaria...
  • attonito scrive:
    bell'articolo
    Nespole, non credevo di poter dire "bell'articolo" in riferimento alla roba pubblicata su PI (con la periodica eccezione di Cassandra).Chiunque tu sia, ignoto autore, continua cosi'.
  • gabriella giudici scrive:
    Diritto d'AUTORE?
    Penso che il dato più interessante del post di MeX sia proprio quell'1% che remunera il lavoro dell'artista. Ciò che spesso si perde di vista parlando di diritto d'autore è infatti che la tutela del creatore d'opera è sparita da un pezzo dalla visione della legge. La disciplina americana (a cui si ispirano ormai tutte le leggi dei paesi WTO) è la più esplicita in questo senso: in base al principio del work-for-hire chi inventa qualcosa di nuovo durante un impiego retribuito perde ogni diritto presente e futuro sulla propria creazione i cui diritti vengono riscossi dall'impresa. E' tempo di capire del retoriche del profitto e della rendita, è tempo di abbatterle.
  • MeX scrive:
    cose giuste... ma i fatti restano...
    "Quello che bisogna chiedersi a questo punto è se ha senso continuare a considerare il mercato dei media come una somma di mercati separati che non si influenzano a vicenda. L'esperienza comune ci dice che la risposta è semplicemente no, perché il digitale ha unito i mezzi di fruizione delle opere dell'ingegno. Mentre prima usavamo uno strumento per guardare la televisione, uno per ascoltare la musica, uno per ricevere informazioni ecc., oggi gli strumenti sono promiscui e multiuso. Non ha alcun senso quindi vedere un mercato per volta se si vuole sostenere che il settore dell'intrattenimento è in crisi. "Allora se prendiamo il settore dell'informatica e ci mettiamo dentro software, servizi, hardware abbiamo sicuramente dati diversi rispetto a prendere ogni settore a parte... questo é ovvio e normale.Peró, l'hardware ad esempio é una macrocategoria, allora vediamo, incremento delle vendite HW... ci sono... peró quello che si vendono sono laptop a basso costo o netbook venduti quasi al costo con risicatissimo margine di guadagno... quindi? il mercato HW é in crisi (e visti anche gli annunci di nvidia mi sembra che i fatti siano questi)Insomma quello che voglio dire é che il fatto che il mercato dell'intrattenimento sia VOLUMINOSO non vuol dire automaticamente che sia anche REMUNERATIVO.Ad esempio se prendiamo la musica (settore che un po'conosco per esperienza diretta) vi posso garantire che sul traffico del MOBILE i guadagni sono ripartiti cosí:70% Provider telefonico25% Fornitore del servizio3% Major discografica1% Casa discografica indiendente (che fornisce il contenuto)1% (se va bene!) Artista (colui che produce il contenuto)Quindi, dire che il mercato dell'intrattenimento é VOLUMINOSO é vero, peró é sbagliato saltare alla conclusione che sia REMUNERATIVO e che sia un BUSINESS in crescita.
    • tiziocazio scrive:
      Re: cose giuste... ma i fatti restano...
      - Scritto da: MeX
      Insomma quello che voglio dire é che il fatto che
      il mercato dell'intrattenimento sia VOLUMINOSO
      non vuol dire automaticamente che sia anche
      REMUNERATIVO.

      Ad esempio se prendiamo la musica (settore che un
      po'conosco per esperienza diretta) vi posso
      garantire che sul traffico del MOBILE i guadagni
      sono ripartiti
      cosí:
      70% Provider telefonico
      25% Fornitore del servizio
      3% Major discografica
      1% Casa discografica indiendente (che fornisce
      il
      contenuto)
      1% (se va bene!) Artista (colui che produce il
      contenuto)

      Quindi, dire che il mercato dell'intrattenimento
      é VOLUMINOSO é vero, peró é sbagliato saltare
      alla conclusione che sia REMUNERATIVO e che sia
      un BUSINESS in
      crescita.Ma il problema in questo caso non è della pirateria, ma dei soliti magna-magna, che guarda caso sono sempre gli stessi dappertutto.
      • MeX scrive:
        Re: cose giuste... ma i fatti restano...

        Ma il problema in questo caso non è della
        pirateria, ma dei soliti magna-magna, che guarda
        caso sono sempre gli stessi
        dappertutto.il problema dei magna-magna non viene certo risolto dalla pirateria... i magna-manga mangiano di meno ma mangiano... quelli in fondo alla catena da magnare poco non magnano piú...D'altronde se vuoi veicolare contenuti sul MOBILE hai bisogno di un carrier telefonico, che ha il coltello dalla parte del manico...Se sei una casa discografica indipendente che fa una hit nazionale... se vuole uscire nel mondo DEVE appoggiarsi ad una major perché non ha le risorse finanziarie e logistiche per espandersi a quei livelli...Insomma, ci sono dinamiche un po'piú complesse di quelle che vengono semplificate nell'articolo
    • vlad scrive:
      Re: cose giuste... ma i fatti restano...


      Quindi, dire che il mercato dell'intrattenimento
      é VOLUMINOSO é vero, peró é sbagliato saltare
      alla conclusione che sia REMUNERATIVO e che sia
      un BUSINESS in
      crescita. non c'e dubbio che sia remunerativo solo che non è mai stato specificato per chi!
      • Ste scrive:
        Re: cose giuste... ma i fatti restano...

        non c'e dubbio che sia remunerativo
        solo che non è mai stato specificato per
        chi!In qualsiasi mercato si deve analizzare l'andamento complessivo del fatturato. Il problema di come questo fatturato viene "spartito" all'interno del canale industriale è un problema interno, dei singoli attori della catena del valore. Ovvero della loro forza contrattuale verso gli altri attori del proXXXXX industriale (distribuzione, ecc.).Certo è che se la torta cresce c'è più da mangiare per tutti. Questo è innegabile.La verità che emerge da questi dati è più che altro un altra: che qualcuno (musica) fatica a reggere la concorrenza di altri contenuti (es: pay TV, video, ecc.) e attribuisce la sua crisi a fattori esterni al mercato (pirateria). Perchè la verità è una sola: la gente spende sempre di più per l'intrattenimento. E c'è un limite a quanto può spendere. Inoltre c'è un'ulteriore limitazione oggettiva: la quantità di tempo libero di ogni individuo è limitata, per cui la domanda di intrattenimento è strutturalmente limitata.
  • Mark scrive:
    Ottimo articolo - Calmieriamo Sanremo
    Ottimo articolo, mi ha indotto ad una riflessione più generale che non avevo ben focalizzato.Sono d'accordissimo sul finale, il nostro parlamento dovrebbe preoccuparsi di questo mercato che prosciuga risorse pubbliche:1 milione di euro per il conduttore Bonolis di Sanremo, 350.000 euro a Benigni...
    • Nome e cognome scrive:
      Re: Ottimo articolo - Calmieriamo Sanremo
      E italia.it? 50 milioni buttati via per un sito che oggi risulta irraggiungibile.Come la vogliamo chiamare, vediamo... a me viene in mente solo una parola: TRUFFA, legalizzata, ma sempre TRUFFA è TRUFFA resta.
    • Punto di flesso a tangente verticale scrive:
      Re: Ottimo articolo - Calmieriamo Sanremo
      A onore del vero Benigni non ha preso i soldi, ma i 350000 sono stati pretesi come diritti su alcuni spettacoli e apparizioni che aveva fatto in RAI da giovane.Lo "stipendio" di Bonolis nons arà pagato per intero dalla RAI, ma anche dal comitato organizzatore di Sanremo, che non ha nulla a che vedere con la RAI.Saluti!
      • tardi per fare il log scrive:
        Re: Ottimo articolo - Calmieriamo Sanremo
        di bonolis non lo sapevo...cmq ritorna in cantina a calcolare l'hessiano :D @^
  • tmx scrive:
    ora sarebbe interessante capire
    perchè queste cose le devo leggere su PI, sui blog e sui forum e INVECE in TV e sui giornali passa poco o nulla...? che quando anche c'è qualche articolo o servizio sarebbe quasi meglio non ci fosse - perchè è sempre fatto coi piedi...Perchè? Cosa si può fare per fare almeno in modo che la gente riceva un'informazione corretta come quella qui presentata? e non senta le storie di paura di hacker cattivi e babau che rubano soldi ai poveri artisti?no perchè sono queste le domande che mi pongo dopo avere letto un bel post come questo.Ah già siamo in Italia chemmicredevo...
    • Alessandro scrive:
      Re: ora sarebbe interessante capire
      - Scritto da: tmx
      Ah già siamo in Italia chemmicredevo...Esattamente, è la triste verità... :(Da noi la TV è il principale mezzo di controllo sociale.
    • IlDeMo scrive:
      Re: ora sarebbe interessante capire

      hacker cattivi e babau che rubano soldi
      ai poveri artisti?siamo sicuri sia cosi,un fan spenderebbe 50 euro per andare al concerto e non spenderebbe 15-20 euro per un cd originale (con foto e gadget vari annesi)?.
      • Scoramento scrive:
        Re: ora sarebbe interessante capire
        - Scritto da: IlDeMo
        siamo sicuri sia cosi,un fan spenderebbe 50 euro
        per andare al concerto e non spenderebbe 15-20
        euro per un cd originale (con foto e gadget vari
        annesi)?....è un discorso con un senso. Di questi tempi non si hanno i soldi per entrambe le cose, e Internet può darti la discografia completa ma non il concerto. Quindi si "retribuisce" l'artista andando al concerto e si torrentizza la discografia. Lascio a voi giudizi etici sulla questione...
        • rock3r scrive:
          Re: ora sarebbe interessante capire
          Secondo me è il modo in cui dovrebbero andare le cose nel settore musicale - che è l'unico a permetterlo.
    • paul scrive:
      Re: ora sarebbe interessante capire
      Il discorso vale per tanti altri argomenti. In TV anche i programmi di approfondimento a me sembrano fatti ad hoc per aumentare la confusione. Lo spettatore non deve capire, deve solo dare ragione a chi grida di più.
  • Den Lord Troll scrive:
    no comment
    - Sono il punto di partenza ideale per chi vuole realizzare un'analisi seria sul mondo dei media in Italia. (rotfl) dico solo: (anonimo) tutti sono capaci di fare, ma e' copiare che e' veramente difficile
  • Alessandro scrive:
    Vero, ma per essere onesti al 100%...
    Condivido molte osservazioni di questo interessante articolo, e benché sia stupito dell'incredibile fatturato dei contenuti "mobile" adesso mi spiego perché non c'è un intervallo pubblicitario che non sia sommerso di spot riguardanti suonerie oscene / giochi java per il tuo cellulare / manda un sms per sapere se è il tipo giusto / ecc...Sono anche convinto che le major e compagnia facciano buon viso a cattivo gioco, e che sia facile per loro affermare che la pirateria li deruba di meritati profitti quanto lo sia per noi giustificare tale pratica in faccia ai prezzi eccessivi...Tuttavia il mio modesto parere è che la "pirateria" odierna sia molto più efficiente nel settore musicale che non negli altri settori di intrattenimento (che riscontriamo essere tutt'altro che in rosso). Prima di tutto consideriamo la facilità che ha CHIUNQUE di trasformare il contenuto di un CD in una serie di file audio digitali, o di diffondere musica digitale acquistata senza assurde (e forse più illegali della pirateria) restrizioni e protezioni. Dopodiché consideriamo anche la facilità con cui si può accedere a questi contenuti e ottenerli con la stessa qualità di originali dalle reti p2p o dagli "spacciatori". Un discorso analogo non si può fare per i film:1) copiare/rippare un film non è altrettanto facile e/o veloce2) scaricare/condividere un film richiede molto più tempo rispetto ad un album musicale o a pochi brani3) comprare un film "piratato" spesso significa comprare un dvd contenente una versione registrata in sala di un film appena uscito al cinema: audio e video spesso scadenti e prezzo comparabile con uno o due biglietti (quanti film sapete in anticipo che vorrete rivedervi?)Si possono individuare difficoltà analoghe per videogiochi (quantità di dati, protezioni, impossibilità di acXXXXX a contenuti e modalità online), libri (laboriosità nella digitalizzazione, scarsa praticità nella fruizione), e quant'altro.Detto questo condivido pienamente la necessità di andare più a fondo alle cose: il fatto che esistano queste situazioni di monopolio rendono le valutazioni molto più difficili e scoraggianti. Trovo molto positivo comunque che si cerchi di impostare un dibattito "alternativo" sulla questione, avvalorato da un minimo di dati e statistiche così da confrontarci con la realtà (o almeno con quella di un campione che speriamo essere significativo! :)), complimenti!
    • Enjoy with Us scrive:
      Re: Vero, ma per essere onesti al 100%...
      - Scritto da: Alessandro
      Condivido molte osservazioni di questo
      interessante articolo, e benché sia stupito
      dell'incredibile fatturato dei contenuti "mobile"
      adesso mi spiego perché non c'è un intervallo
      pubblicitario che non sia sommerso di spot
      riguardanti suonerie oscene / giochi java per il
      tuo cellulare / manda un sms per sapere se è il
      tipo giusto /
      ecc...
      Condivido il tuo stupore, è incredibile la quantità di soldi che la gente letteralmente butta in cose per definizione inutili, ci sarebbe da interrogarsi quante situazioni di disagio finanziario lamentate da tante famiglie non sia riconducibile proprio a spese del genere!
      Tuttavia il mio modesto parere è che la
      "pirateria" odierna sia molto più efficiente nel
      settore musicale che non negli altri settori di
      intrattenimento (che riscontriamo essere
      tutt'altro che in rosso). Prima di tutto
      consideriamo la facilità che ha CHIUNQUE di
      trasformare il contenuto di un CD in una serie di
      file audio digitali, o di diffondere musica
      digitale acquistata senza assurde (e forse più
      illegali della pirateria) restrizioni e
      protezioni. Dopodiché consideriamo anche la
      facilità con cui si può accedere a questi
      contenuti e ottenerli con la stessa qualità di
      originali dalle reti p2p o dagli "spacciatori".
      Un discorso analogo non si può fare per i
      film:
      1) copiare/rippare un film non è altrettanto
      facile e/o
      veloce
      2) scaricare/condividere un film richiede molto
      più tempo rispetto ad un album musicale o a pochi
      brani
      3) comprare un film "piratato" spesso significa
      comprare un dvd contenente una versione
      registrata in sala di un film appena uscito al
      cinema: audio e video spesso scadenti e prezzo
      comparabile con uno o due biglietti (quanti film
      sapete in anticipo che vorrete
      rivedervi?)
      Si possono individuare difficoltà analoghe per
      videogiochi (quantità di dati, protezioni,
      impossibilità di acXXXXX a contenuti e modalità
      online), libri (laboriosità nella
      digitalizzazione, scarsa praticità nella
      fruizione), e
      quant'altro.Beh un film in DVD da scaricare è senz'altro più pesante 4.3Gb contro gli 8 Mb di una canzone, tuttavia se ti accontenti di film disponibili a videonoleggio allora anche sul P2P trovi ottimi rip, che poco hanno ad invidiare agli originali, anzi da un po di tempo si trovano anche immagini ISO di DVD non ricompressi uguali agli originali!Tuttavia con la banda disponibile con le attuali ADSL (e che con qualcosa l'utente deve pur saturare) scarichi agevolmente 50-60 DVD al mese, ossia ben al di sopra della produzione internazionale, quindi non sottovaluterei la capacità di downloads degli utenti.

      Detto questo condivido pienamente la necessità di
      andare più a fondo alle cose: il fatto che
      esistano queste situazioni di monopolio rendono
      le valutazioni molto più difficili e
      scoraggianti. Trovo molto positivo comunque che
      si cerchi di impostare un dibattito "alternativo"
      sulla questione, avvalorato da un minimo di dati
      e statistiche così da confrontarci con la realtà
      (o almeno con quella di un campione che speriamo
      essere significativo! :)),
      complimenti!Pienamente d'accordo, se non si parte da dati realistici si fa solo demagogia!Personalmente incomincerei a ridiscutere la durata del diritto d'autore limitandola a 10-15 anni, che mi sembrano più che adeguati per compensare l'artista della sua opera.
      • paul scrive:
        Re: Vero, ma per essere onesti al 100%...
        - Scritto da: Enjoy with Us
        Personalmente incomincerei a ridiscutere la
        durata del diritto d'autore limitandola a 10-15
        anni, che mi sembrano più che adeguati per
        compensare l'artista della sua
        opera.Al Parlamento Europeo si discute di portarlo a 95 anni...
        • Enjoy with Us scrive:
          Re: Vero, ma per essere onesti al 100%...
          - Scritto da: paul
          - Scritto da: Enjoy with Us


          Personalmente incomincerei a ridiscutere la

          durata del diritto d'autore limitandola a 10-15

          anni, che mi sembrano più che adeguati per

          compensare l'artista della sua

          opera.

          Al Parlamento Europeo si discute di portarlo a 95
          anni...Infatti!Dimmi tu che senso avrebbe una riforma del genere!Perchè oltre all'autore ci dovrebbero guadagnare figli e nipoti? Questo è snaturare il senso del diritto d'autore, che appunto dovrebbe essere una forma per ricompensare l'artista della sua opera e metterlo in condizione di continuare la sua attività!10-15 anni non sono più che adeguati? Vanno bene per i brevetti sui farmaci, dove i costi dello sviluppo di nuove molecole sono enormi e non vanno bene per compensare un'artista?Ma quanto tempo ci mette un'artista a scrivere un libro o un album? 1-2 anni? E allora basta con queste rendite di posizione parassitarie! Non mi sembra che nessun altro lavoratore venga pagato per anni dopo un suo lavoro!
          • MeX scrive:
            Re: Vero, ma per essere onesti al 100%...

            Ma quanto tempo ci mette un'artista a scrivere un
            libro o un album? 1-2 anni? E allora basta con
            queste rendite di posizione parassitarie! Non mi
            sembra che nessun altro lavoratore venga pagato
            per anni dopo un suo
            lavoro!si beh ma se dopo un anno non vende manco piú una copia e nessuno usa la sua opera per fare una colonna sonora o scrivere una sceneggiatura... il suo diritto d'autore non gli frutta una lira...
          • Enjoy with Us scrive:
            Re: Vero, ma per essere onesti al 100%...
            - Scritto da: MeX

            Ma quanto tempo ci mette un'artista a scrivere
            un

            libro o un album? 1-2 anni? E allora basta con

            queste rendite di posizione parassitarie! Non mi

            sembra che nessun altro lavoratore venga pagato

            per anni dopo un suo

            lavoro!

            si beh ma se dopo un anno non vende manco piú una
            copia e nessuno usa la sua opera per fare una
            colonna sonora o scrivere una sceneggiatura... il
            suo diritto d'autore non gli frutta una
            lira...Perchè tu pagheresti un meccanico che ti ripara sempre male la macchina? Che c'entra mi sembra ovvio che il rendimento del diritto d'autore sia legato al sucXXXXX dell'opera, altrimenti tutti potrebbero fare gli artisti!Quello che dico Io è che 10-15 anni sono più che sufficienti per ripagare l'autore dello sforzo creativo! O vogliamo considerare giusto che un'autore, i suoi figli e i suoi nipoti possano campare di rendita per opere scritte fino a 75 anni dopo la morte dell'artista stesso?
          • MeX scrive:
            Re: Vero, ma per essere onesti al 100%...

            O vogliamo considerare giusto che
            un'autore, i suoi figli e i suoi nipoti possano
            campare di rendita per opere scritte fino a 75
            anni dopo la morte dell'artista
            stesso?se un opera fa un sucXXXXX planetario e resta sulla cresta dell'onda con 10 anni di diritti d'autore ci mantieni già i nipoti...Il punto non è quanti anni dura il diritto d'autore, il punto è quanto la tua opera vende!Secondo me il diritto d'autore ha senso che duri vita natural durante dell'artista, dal giorno dopo che è morto i diritto decade
          • Enjoy with Us scrive:
            Re: Vero, ma per essere onesti al 100%...
            - Scritto da: MeX

            O vogliamo considerare giusto che

            un'autore, i suoi figli e i suoi nipoti possano

            campare di rendita per opere scritte fino a 75

            anni dopo la morte dell'artista

            stesso?

            se un opera fa un sucXXXXX planetario e resta
            sulla cresta dell'onda con 10 anni di diritti
            d'autore ci mantieni già i
            nipoti...
            Il punto non è quanti anni dura il diritto
            d'autore, il punto è quanto la tua opera
            vende!

            Secondo me il diritto d'autore ha senso che duri
            vita natural durante dell'artista, dal giorno
            dopo che è morto i diritto
            decadeSiamo d'accordo sul principio che più un'opera ha sucXXXXX e più è giusto che incassi soldi dai diritti!Il punto è un'altro, quanto questi diritti debbano durare per assicurare un'adeguata remunerazione all'autore!10-15 anni sono più che adeguati, se in 10-15 anni l'autore non raccatta un compenso adeguato al suo sforzo creativo, difficilmente lo farà in 70 anni, evidentemente l'opera non ha trovato il favore del pubblico, altrimenti torno a ripeterti chiunque potrebbe dichiararsi artista e mettere sul mercato delle "opere"!Sul fatto che in ogni caso il diritto d'autore debba poi cessare entro la morte dell'autore o al limite (tipo pensione di reversibilità) alla morte del coniuge sono pienamente d'accordo, non vedo che titolodi merito avrebbero gli eredi per godersi eventualmente altri 10-15 anni di diritti!
          • Winston Wolf scrive:
            Re: Vero, ma per essere onesti al 100%...

            Ma quanto tempo ci mette un'artista a scrivere un
            libro o un album? 1-2 anni? E allora basta con
            queste rendite di posizione parassitarie! Non mi
            sembra che nessun altro lavoratore venga pagato
            per anni dopo un suo
            lavoro!Beh, considera che scrivere un buon libro, comporre una buona canzone ecc. non è paragonabile al lavoro che faccio io in ufficio.E' arte, e il prodotto che porta reddito (non dico sucXXXXX) non è facile da replicare semplicemente lavorando ad un'altra cosa.Dunque 15 anni IMHO vanno bene, 95 è un'esagerazione.
    • SardinianBoy scrive:
      Re: Vero, ma per essere onesti al 100%...
      " Prima di tutto consideriamo la facilità che ha CHIUNQUE di trasformare il contenuto di un CD in una serie di file audio digitali, o di diffondere musica digitale acquistata senza assurde (e forse più illegali della pirateria) restrizioni e protezioni. " Quoto quello che dici, ma purtroppo le major del disco sono ancora alle fasi primordiali in quanto al modo di vendere il loro schifo-prodotto...vorrebbero che i loro clienti passassero per i negozi e acquistare direttamente il media desiderato.Inoltre,le majors del disco odiano internet.Ma lo usano.
    • rock3r scrive:
      Re: Vero, ma per essere onesti al 100%...
      E' vero quel che dici, voglio solo farti notare che buona parte dei contenuti mobile venduti sono prodotti licenziati di analoghi "tradizionali". Esempio: la suoneria di Britney Spears, fa avere soldi anche a lei. Il gioco di The Dark Knight, fa avere soldi alla major.Inoltre per la musica c'è da considerare un aspetto che per le altre categorie non sussiste, ovvero i concerti, che a quanto mi risulta sono sempre più frequentati (e costosi), e che compensano almeno in parte la minor vendita di dischi.Io credo che in complesso le industrie musicali non se la passino comunque così male...
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