CyanogenMod farà da sé

La popolare modification di Android si prepara a camminare sulle proprie gambe e ad affrancarsi completamente da Google. Un progetto ambizioso, che nella migliore delle ipotesi richiederà qualche anno

Roma – Cyanogen dà battaglia a Google: il “dominatore” di Android secondo l’azienda è destinato a essere completamente separato dai destini del sistema operativo per gadget mobile. Almeno per quel che concerne CyanogenMod.

La volontà di affrancare il destino della popolare modification Android dalle necessità di business di Mountain View è stata espressa da Kirt McMaster, CEO di Cyanogen che è intervenuto in un evento opportunamente chiamato la “Prossima Fase di Android”.

L’obiettivo di McMaster è di rendere il sistema operativo modificabile nella sua interezza, dalle banali app di superficie sino alle fondamenta del sistema operativo e relativi servizi “essenziali”. Gli sviluppatori dovrebbero ad esempio avere la libertà di integrare qualcosa come un tool alternativo a Google Now senza restrizioni di sorta, ha suggerito McMaster.

La versione di Android “libre” che Cyanogen descrive non avrebbe ovviamente neanche l’ombra di un servizio Google integrato sull’OS, una prospettiva problematica dal punto di vista dell’utente finale ma che potrebbe interessare più di uno sviluppatore frustrato con le limitazioni delle release commerciali di Android.

Cyanogen dice di poter arrivare allo sviluppo di un fork “AndroidMod” nel giro di tre, cinque anni, e per ora ci sono piani concreti per un app store personalizzato su CyanogenMod da mettere in piedi nel corso dei prossimi 18 mesi.

Dalla sua CyanogenMod può contare su una popolarità crescente presso gli utenti, un risultato raggiunto grazie anche al successo di produttori come OnePlus: l’azienda cinese si gode il successo del terminale OnePlus One e prepara OnePlus 2, dispositivo la cui uscita è stata ritardata a causa dei problemi di produzione del SoC (Snapdragon 810) che farà parte della ricca (e sin qui ipotetica) dotazione hardware del gadget.

Alfonso Maruccia

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • c64 scrive:
    gmail?
    La vera domanda è: perché quelli di Wikileaks usano Google ed i suoi servizi?
    • Passante scrive:
      Re: gmail?
      - Scritto da: c64
      La vera domanda è: perché quelli di Wikileaks
      usano Google ed i suoi servizi?Quelli chi ?In che misura li usano ?
  • Basilisco di Roko scrive:
    Informazioni riservate
    Wikileaks raccoglie informazioni riservate, che i governi preferirebbero tenere nascoste, e le passa al pubblico.Google ha raccolto informazioni riservate, che Wikileaks avrebbe preferito tenere nascoste, e le ha passate ai governi.
  • iRoby scrive:
    Google ha rotto...
    Google ha rotto le palle!Quest'azienda per conto del governo USA raccoglie profila, fa un gran lavoro per donare alla NSA dati freschi, aggregati, chiari e leggibili.La protesta di Wikileaks ci sta, e la Gmail oltre che gli altri servizi vanno usati per cose di poca importanza. Preferire provider nazionali, o meglio servizi lontano da quel paese.In Danimarca, o paesi neutrali. O meglio in oriente non imperialisti e belligeranti come gli USA.
    • alkmist scrive:
      Re: Google ha rotto...
      questa azienda? tutte.
    • Pigna scrive:
      Re: Google ha rotto...
      - Scritto da: iRoby

      La protesta di Wikileaks ci staNo, invece non ci sta!Il mandato è di un tribunale, quindi giudiziario. Non della NSA o di altre agenzie, non di autorità di polizia sprovviste di un mandato del tribunale, non di giudici di altri Paesi!!Il mandato di un giudice del proprio Paese è l'unica opzione incontestabile.
    • Sandro kensan scrive:
      Re: Google ha rotto...
      Quoto. Ora mai si è capito che il paese di appartenenza è quasi tutto, quello che dice o vuole google non ha importanza se ha base in USA.
Chiudi i commenti