Da Verona verso una nuova sicurezza europea

AVANTSSAR è l'impossibile acronimo di un progetto tecnologico europeo che vede in prima fila l'Università di Verona. Lo scopo? La sicurezza dei sistemi che stanno invadendo il quotidiano

Verona – La strada è lunga ma con 6 milioni di euro di budget, 50 ricercatori coinvolti e 10 partner europei si può sperare che il progetto comunitario AVANTSSAR riesca a crescere e svilupparsi. Presentato in Slovenia il mese scorso e ieri a Verona, è coordinato dal docente di Architetture Software e Sicurezza delle Reti e dei Sistemi della facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell’Università di Verona, Luca Viganò (nella foto qui sotto). Dietro l’impronunciabile acronimo ci sono le Automated Validation of Trust and Security of Service-oriented Architectures , centrali allo sviluppo di una neo-sicurezza mentre le tecnologie di nuova generazione escono dai laboratori e dal computing e iniziano a permeare il quotidiano dei paesi ricchi .

il docente veronese Viganò e il suo dipartimento, dunque, puntano alla sicurezza informatica dei servizi distribuiti sulla rete: si parla di finanza, certo, ma anche di e-health , di mezzi di trasporto di massa, di commercio elettronico. “Sono servizi – è stato detto alla presentazione – protagonisti del rapido cambiamento delle infrastrutture e dei processi che la nostra società e il nostro sistema economico stanno affrontando ma soggetti a possibili attacchi informatici altamente pervasivi che ne mettono in pericolo l’affidabilità e la sicurezza sia per le imprese sia per le istituzioni”.

Il primo obiettivo del progetto è la realizzazione di una tecnologia che consenta la validazione formale ed automatica della sicurezza dei servizi, un “modus” che consenta di far decollare interi settori economici e di servizio che pongono al centro l’ICT, il risparmio e l’efficienza, ma in un contesto di sicurezza . Questa tecnologia si chiama AVANTSSAR Validation Platform e servirà a collaudare la sicurezza, la flessibilità di accesso, la privacy e l’affidabilità dei servizi.

“Si pensi – hanno detto i promotori – ad uno scenario di e-health nel quale si intenda monitorare lo stato di salute di un paziente cardiopatico mediante una T-shirt dotata di sensori e collegata in rete in modo da attivare una serie di servizi in caso di emergenza (controllo dei dati storici del paziente in una base di dati ospedaliera, somministrazione di un farmaco, chiamata di un’autoambulanza, preparazione della sala operatoria etc.). Per fare interagire tutti questi “servizi distribuiti” e prodotti da diverse aziende, si rende necessario esporre i servizi nelle infrastrutture di rete, ma questa esposizione crea necessariamente una nuova gamma di problemi per la sicurezza delle informazioni”.

AVANTSSAR dunque analizzerà i servizi esistenti nel tentativo di “prevenire o perlomeno individuare attacchi al sistema e ai dati”. I ricercatori impegnati nel progetto non si nascondono le difficoltà nel perseguire un obiettivo così ambizioso, soprattutto per la complessità e la pluralità di servizi e tecnologie che spesso interagiscono tra loro. Una composizione dei servizi che “fa emergere una varietà di nuovi attacchi e falle a causa dell’interferenza tra i diversi servizi e le diverse politiche di sicurezza adottate, lo strato di comunicazione condiviso e le funzionalità stesse delle applicazioni. È quindi necessario provvedere alla validazione sia dei servizi sia della loro composizione in architetture studiate appositamente come supporto informatico sicuro e funzionale a questi servizi”.

Oltre all’Università di Verona sono impegnati nel progetto, che si concluderà a fine 2010, il Politecnico di Zurigo (ETH), l’IBM Research Laboratory di Zurigo, il Centro di Ricerca Informatica INRIA di Nancy, l’Università di Tolosa e l’OpenTrust di Parigi in Francia nonché l’Istituto di Ricerca IEAT di Timisoara in Romania, e i produttori SAP e Siemens. Tra i partner si conta anche l’Università di Genova che aveva realizzato fino al 2006 sempre in ambito europeo il progetto AVISPA, considerato il “padre” di AVANTSSAR.

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  • VE LO DICO IO scrive:
    11 settembre 2001
    Più passa il tempo e più mi convinco del vero motivo dell'11/09... pensate se questi progetti fossero stati annucniati prima di quella data.... ci sarebbe stata una class action incredibile.... ora invece il popolo tace, credendo che il terrorismo sia dietro l'angolo.. che venga da lontano.... mentre invece è prorio a casa loro...Spero solo che questi microfoni e telecamere non si volatilizzano nel nulla come accadde con quelle poste vicino al pentagono...La privacy è solo una maschera... si fa credere al popolo che c'è riservatezza... mentre invece è togliendo questa maschera che si trova il vero terrorismo.Contenti loro, contenti voi.... (rotfl)
    • pippero scrive:
      Re: 11 settembre 2001
      Adesso che ce lo hai detto tu siamo tranquilli...Ma chi sei uno dei "lone gunmen"*?*(citazione da x-files)
      • Mc Laden scrive:
        Re: 11 settembre 2001
        guarda che non ha tutti i torti, è strana sta cosa.ma perchè non leggi qui? www.ilvirusinventato.ita pensar male si fa peccato, però......
        • Uno a caso scrive:
          Re: 11 settembre 2001
          Quel sito sostiene che non e' mai stato isolato il virus.. peccato che a un certo punto si smentisca, dicendo che e' stato isolato. Leggetelo bene. :)
          • Mc Laden scrive:
            Re: 11 settembre 2001
            - Scritto da: Uno a caso
            Quel sito sostiene che non e' mai stato isolato
            il virus.. peccato che a un certo punto si
            smentisca, dicendo che e' stato isolato.
            Leggetelo bene.
            :)non mi risulta.
          • nicola giacobbe scrive:
            Re: 11 settembre 2001
            Ricerche avanzate sull’HIV.In Australia un gruppo di ricercatori del Royal Perth Hospital, definito "The Perth Group", ha concentrato le proprie ricerche sull’isolamento dell’HIV e sulla validità dei test ELISA (test di primo livello, il più utilizzato), Western Blot (secondo livello, considerato più attendibile) e Viral Load (l'ultimo apparso); hanno concluso le loro ricerche affermando che ***nessuno dei lavori pubblicati dimostra che l’HIV sia stato isolato*** e che i tre test non provano affatto la presenza del virus HIV nei campioni di sangue sottoposti a test.{....}Il virus che non è un virus.Il virus HIV a voler esser precisi non è un virus ma un retrovirus. La differenza è che i virus contengono DNA mentre i retrovirus contengono RNA: questo è un codice di servizio utilizzato dai processi cellulari per trasferire informazioni dal nucleo, dove risiede il DNA, ai ribosomi, dove si assemblano proteine. I retrovirus sono andati di moda negli anni 70/80 e ne sono stati individuati ed isolati circa 200, tutti assolutamente innocui. ***Tutti meno quello HIV che oltre ad essere assolutamente terribile è anche l’unico mai isolato***. Successive ricerche hanno confutato l’esistenza stessa dei retrovirus: le strutture biochimiche ed i processi enzimatici che avevano giustificato tale "scoperta" sono risultati appartenere alla cellula e non al presunto ospite. Ma dimentichiamo per un pò la nostra precisazione.
          • Mc Laden scrive:
            Re: 11 settembre 2001
            e dunque?si parla di retrovirus che, a differenza dei virus, sono assolutamente innoqui e sono parte integrante del processo evolutivo delle cellule, ma da qui a dire che l'hiv è stato isolato c'è ne passa di acqua sotto i ponti?!
          • Mc Laden scrive:
            Re: 11 settembre 2001
            http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/bologna-sieropositivo/bologna-sieropositivo/bologna-sieropositivo.html
  • anonymous scrive:
    ci sono diversi tipi di sicurezza
    quelli che si basano sulla repressionequelli che si basano sulla giustizia e l'assistenza costano quasi altrettanto ma i primi arricchiscono di più quelli che contano, per cui penso che purtroppo prenderanno sempre più piede anche da noi a scapito dei secondi
  • Piero scrive:
    basta un silenziatore
    Se si usa un silenziatore non so se si sente... e se i microfoni fossero così sensibili... allora potrebbero sentire tante altre cose. Questo è l'ennesimo insulto all'intelligenza umana. Basterebbe non fare più armi per risolvere ogni problema ma il business in america è troppo grande. Paura, controllo e repressione... speriamo che la gente si ribelli prima o poi.
    • MegaJock scrive:
      Re: basta un silenziatore
      - Scritto da: Piero
      Basterebbe non fare più armi per risolvere ogni
      problema ma il business in america è troppo
      grande.Ecco un altro bimbo che crede di essere tanto intelligente. :D
      Paura, controllo e repressione...Bla bla bla...
      speriamo che la gente si ribelli prima o
      poi.Si, e magari sarai tu a guidarla, quando ti avranno cambiato il pannolino.
    • Cataldo scrive:
      Re: basta un silenziatore
      Verissimo! e se vogliamo fare i fighetti mentre spariamo a qualcuno, col silenziatore ovvio, possiamo tirare con la fionda qualche petardo acceso un pò più in là tanto per distogliere l'attenzione....Ma.... chi dice che gli americani sono stupidi....
    • mirkojax scrive:
      Re: basta un silenziatore
      basterebbe dire all'italia di non fare piu' armi per gli americani.Dillo te alla Beretta.
    • anonymous scrive:
      Re: basta un silenziatore
      ma anche le armi subsoniche (in dotazione anche ad alcuni corpi d'elite italiani)pare siano ottime per sparare tra la folla durante alcune "missioni di pace"
    • iononcisto scrive:
      Re: basta un silenziatore
      Taci! Il nemico ti ascolta.
  • Categorico scrive:
    Miii, un'altra cosa...
    ...prevista in Deus Ex (*): impressionante! :| (cylon) (*) se non ricordo male, nelle missioni a Hong Kong
  • Bic Indolor scrive:
    Come dire, la privacy è un optional!
    I microfoni sentono - e magari registrano - SOLO gli spari?Se si, se uno spara una scoreggia lo ammanettano per emissioni di gas naturale sopra i valori massimi consentiti o per disturbo alla quiete pubblica? ('dio ci sarebbe il discorso terrorismo con armi chimiche ma pare che guantanamo sia tutta prenotata per gli utenti del P2P). Vabbè a parte la ca**ata, mi chiedo: se possono ascoltare tutto e tutti perché la criminalità esiste ancora? non dovrebbero essere in grado di sentire i delinquenti pianificare un crimine e quindi arrestarli prima?
    • kache scrive:
      Re: Come dire, la privacy è un optional!
      Il microfono non registra nulla.E' collegato ad un pc che, registrato un suono simile a quelli in DB, da l'allarme.Non è mica echelon...
      • anonimo scrive:
        Re: Come dire, la privacy è un optional!
        - Scritto da: kache
        Il microfono non registra nulla.
        E' collegato ad un pc che, registrato un suono
        simile a quelli in DB, da
        l'allarme.
        Non è mica echelon...ce lo assicuri te?
        • kache scrive:
          Re: Come dire, la privacy è un optional!
          No, è semplicemente l'ipotesi più sensata.Difficilmente ci ci sarebbe abbastanza gente da mettere ad ascoltare i microfoni per tutta la giornata...
    • marcello scrive:
      Re: Come dire, la privacy è un optional!
      Quanto sei imbecille!...
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