La Commissione europea ha ricordato che, a partire da oggi, viene applicato il nuovo dazio temporaneo di 3 euro sui pacchi con valore inferiore a 150 euro provenienti da paesi extra UE. L’esenzione precedente è stata eliminata per “aumentare l’equità per le aziende dell’UE e la sicurezza per i consumatori“. Nella FAQ viene spiegato come si calcola e sottolineato che non ci saranno costi aggiuntivi per gli utenti finali. Ci fidiamo?
Gli importatori devono pagare il dazio, in teoria
La Commissione europea sottolinea che l’esenzione era stata concepita quando gli acquisti online erano occasionali. Oggi le piattaforme di e-commerce, principalmente quelle cinesi, vendono miliardi di prodotti a basso prezzo. Ciò ha causato la chiusura dei negozi fisici e un aumento dell’inquinamento ambientale. L’introduzione del dazio di 3 euro per i pacchi di piccolo valore provenienti da paesi extra UE garantisce condizioni più eque.
Si tratta di una soluzione provvisoria che rimarrà in vigore fino al 1 luglio 2028, quando diventerà operativo il centro doganale digitale. Il dazio deve essere pagato dalle piattaforme o da qualsiasi altra attività coinvolta nella vendita e nel trasporto delle merci importate. Non verrà quindi pagato dai consumatori al momento della consegna. È molto probabile che verrà comunque addebitato all’utente finale tramite un aumento dei prezzi dei prodotti.
Il dazio si pagherà per tipologia di articolo, non per pacco. Quindi, se nello stesso pacco ci sono 5 t-shirt e un orologio, il dazio è 6 euro. Deve essere aggiunta anche l’IVA (in Italia è il 22%). A partire dal 1 novembre 2026 ci sarà anche una tassa di gestione doganale. L’importo deve essere ancora stabilito. La Commissione europea sottolinea che eventuali tasse nazionali (in Italia è pari a 2 euro e dovrebbe essere applicata dal 1 ottobre 2026) dovranno essere revocate.