New Glenn: ancora ignota la causa dell'esplosione

New Glenn: ancora ignota la causa dell'esplosione

Il CEO di Blue Origin ha pubblicato un aggiornamento sui lavori di riparazione della base di lancio, ma non ci sono novità sulla causa dell'esplosione.
New Glenn: ancora ignota la causa dell'esplosione
Il CEO di Blue Origin ha pubblicato un aggiornamento sui lavori di riparazione della base di lancio, ma non ci sono novità sulla causa dell'esplosione.

Blue Origin ha pubblicato un aggiornamento sui lavori di riparazione della base di lancio LC-36A della Space Force Station (Florida), danneggiata in seguito all’esplosione del razzo New Glenn a fine maggio. Il CEO Dave Limp ha ribadito che i lanci riprenderanno entro fine anno.

Ancora ignota la causa dell’anomalia

Durante un test, denominato static hotfire (quindi con i serbatoi carichi di propellente), il razzo New Glenn è esploso sulla base di lancio. Doveva essere utilizzato per la missione NG-4 che prevedeva il lancio di 48 satelliti della costellazione Amazon Leo. Il CEO Dave Limp ha comunicato che non è stata ancora determinata la causa dell’anomalia. Le prime analisi effettuate utilizzando i dati ottenuti da videocamere e sensori indicano la sezione posteriore del primo stadio come punto di origine dell’esplosione.

Il CEO ha pubblicato un video su X che mostra i lavori di pulizia della base di lancio avvenuta in 9 giorni, lavorando anche di notte.

L’esplosione ha causato la distruzione della torre parafulmini, del trasportatore-erettore e dei cilindri idraulici, ma il deposito di serbatoi, l’impianto di integrazione, la torre di accesso per i veicoli e la torre dell’acqua sono in buone condizioni. La ricostruzione è già iniziata con alcune modifiche, come si può vedere nel secondo video.

Il terzo video è un render della nuova base di lancio. In pratica, primo e secondo stadio verranno collegati con il razzo in orizzontale. Successivamente una gru posizionerà il razzo in verticale e verrà aggiunto il fairing (la parte terminale che contiene il carico utile).

Come anticipato all’inizio di giugno, Blue Origin afferma che il New Glenn tornerà a volare entro fine anno. Prima dell’esplosione di maggio erano state previste 12 missioni nel 2026.

Fonte: Blue Origin
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Pubblicato il
1 lug 2026
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