I contenuti creati dall’AI proliferano sulle piattaforme digitali. Alcuni mesi fa, Deezer annunciava che il 50% dei brani caricati sul suo servizio sono generati dall’intelligenza artificiale, ovvero 90.000 brani al giorno. L’azienda ha scelto di relegare in secondo piano questo tipo di musica e privilegiare i creatori umani per offrire un’esperienza curata ai propri clienti.
Deezer premiata da Billboard per la sua lotta contro l’AI
I risultati di Deezer non sono passati inosservati. Billboard France, infatti, ha insignito la piattaforma del Premio per l’Innovazione durante la cerimonia inaugurale dei Billboard Power Player. Il merito è del suo algoritmo proprietario per il rilevamento della musica generata dall’AI. Attivo da gennaio 2025, lo strumento garantisce un’accuratezza del 99,8% e ha già permesso di individuare oltre 13,4 milioni di brani artificiali nel suo primo anno di applicazione.
Deezer spiega in un comunicato di aver scelto di preservare la trasparenza dell’esperienza proposta agli utenti e proteggere la remunerazione degli artisti
. Per farlo, ha messo in atto una serie di misure, come l’esclusione dei brani generati al 100% dall’AI dalle raccomandazioni algoritmiche e dalle playlist editoriali, la segnalazione esplicita degli album contenenti brani generati dall’AI, La demonetizzazione degli ascolti identificati come fraudolenti, che rappresentano fino all’85% degli ascolti associati a questi contenuti generati dall’AI, e la rimozione dei brani sintetici utilizzati a fini di frode sugli stream o che non hanno registrato alcun ascolto da almeno sei mesi.
Deezer assicura che i contenuti interamente generati dall’AI rappresentano solo dall’1 al 3% degli ascolti sulla sua piattaforma. L’azienda fa in modo che siano poco visibili e che non si approprino di una parte della remunerazione degli artisti legittimi, per proteggere il valore della creazione umana.
Il servizio di streaming ha anche iniziato a mettere a disposizione la propria tecnologia di rilevamento della musica AI ad altri attori del settore. Gli organismi di gestione collettiva francese (Sacem), olandese (Buma-Stemra) e ungherese (EJI) l’hanno già adottata.