.Dev, l'estensione di dominio per sviluppatori

Google ha avviato la possibilità di registrare domini .dev: già molti i brand noti e gli sviluppatori che hanno voluto il proprio.

.Dev, l'estensione di dominio per sviluppatori

Una nuova estensione di dominio vede la luce in queste ore sotto l’egida di Google: d’ora in poi sarà sempre più facile impattare in domini “.dev“, pensati per il mondo degli sviluppatori e dello sviluppo.

La nuova estensione .Dev

I domini .Dev vedono Google come registrar accreditato: il passo è stato compiuto immediatamente da google non appena a suo tempo l’ICANN operò (dopo un lungo dibattito) la piena liberalizzazione delle estensioni. Oggi Google gestisce estensioni non di particolare impatto, ma di sicuro appeal, quali .app, .how o .page. A questa lista si aggiunge ora questa nuova estensione, dall’uso sicuramente mirato e che fin dalla prima ora gode di alcuni nomi di grande impatto a dar corpo e futuro all’idea.

Il progetto vede nei .Dev dei domini pensati per creare community o punti di riferimento per gli sviluppatori. Non a caso una delle particolarità dell’offerta Google è di un pacchetto con sistemi di sicurezza integrati, rendendo i .dev inclusi per impostazione standard nella lista di preload HSTS (HTTP Strict Transport Security).

.Dev già esistenti

Il rollout dell’estensione di dominio è stata lenta e progressiva, e Google ha badato a consegnare i domini più importanti ai rispettivi titolari facendo trapelare la voce in anticipo. La particolare natura del dominio, del resto, autorizza – e valorizza – questo tipo di procedura soprattutto alla luce del fatto che attorno a questi domini si auspica di poter agglomerare varie piccole community per poter spostare sotto il cappello dei .Dev il mondo degli sviluppatori.

Tra i domini già disponibili si segnalano a titolo esemplificativo i seguenti:

Come registrare un dominio .Dev

La registrazione è semplice: è sufficiente passare per il sito ufficiale Get Dev ed utilizzare l’apposito modulo per il “check domain“. Istantaneamente sarà possibile scoprire se il sito sia occupato o meno e, nel caso sia libero, la pagina suggerisce quali siano gli operatori presso cui potersi rivolgere per la registrazione.

Quello che ha lasciato molti un tantino perplessi è la logica seguita per i prezzi dei domini. La policy voluta da Google in questa fase di esordio è infatti quella della “Dutch auction”: i prezzo parte da un valore molto alto, per poi scendere poco alla volta fino a prezzi del tutto popolari. A mano a mano che il prezzo scende, si incontrano utenti o aziende interessati al dominio stesso, il che consentirà pertanto una sorta di selezione naturale dei domini più appetibili. Pochi domini sono pertanto stati elargiti ad alto costo (si è partiti da 12.500 dollari l’uno), in queste ore il prezzo è già sceso attorno a quota 1000 dollari ed entro poche ore arriveranno al prezzo definitivo di 17,50 dollari.

Per Google si tratta di una operazione che ha avuto un costo iniziale limitato (per il Registrar l’accordo con l’ICANN ha un valore pari a circa 185 mila dollari) ed il mantenimento del tutto non comporterà grande effort da parte del gruppo di Mountain View. Non c’è denaro dietro i domini in sé, dunque: l’obiettivo è quello di monetizzare le connessioni e le community, dando casa agli sviluppatori ed ai rispettivi brand per costruire un nuovo grande tetto per le risorse di cui gli sviluppatori necessitano.

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