Di pornografia, vergogne e P2P

Corbin Fisher, specializzata in contenuti per adulti, ha offerto un periodo d'amnistia a centinaia di utenti. Che avranno due settimane per riflettere: affrontare una causa per violazione del copyright o pagare mille dollari

Roma – Il periodo d’amnistia durerà esattamente due settimane, molto gentilmente offerto dalla casa di produzione cinematografica statunitense Corbin Fisher . Centinaia di utenti a stelle e strisce avranno così modo di riflettere, dopo aver scaricato illegalmente video pornografici a sfondo omosessuale. Riflettere su un dubbio poco amletico: pagare o non pagare una cifra pari a mille dollari?

Apparirebbe un vero e proprio ricatto, comunicato a mezzo posta dai legali di Corbin Fisher a svariati utenti della Rete. La società specializzata in contenuti per adulti avrebbe raccolto numerosi indirizzi IP, prova dell’avvenuta violazione del diritto d’autore. Qui la proposta di Corbin Fisher: affrontare un lungo e dispendioso dibattimento in aula o fare subito la pace per mille dollari?

La proposta della società a stelle e strisce parrebbe addirittura sconfinare nel marketing più innovativo. In cambio della cifra pattuita, gli utenti riceverebbero la possibilità di abbonarsi ai due siti AmateurCollegeMen.com e AmateurCollegeSex.com . Oppure decidere di affrontare i temibili avvoltoi legali, già liberati dal conglomerato Liberty Media che attualmente controlla la società di produzione Corbin Fisher .

Gli avvocati di Liberty Media erano così partiti all’attacco di una sorta di triade del file sharing , composta al vertice dal cyberlocker Hotfile.com . Il servizio di file hosting avrebbe volontariamente ignorato qualsiasi avvertimento in base al Digital Millennium Copyright Act (DMCA), rinunciando ad indicizzare i contenuti illeciti per ottenere i più lauti guadagni. La richiesta è stata di 150mila dollari per contenuto condiviso illegalmente a mezzo link .

Ma queste minacciose strategie non sono state intraprese dalla sola Corbin Fisher . Già ACS:Law aveva provveduto all’invio di comunicazioni intimidatorie a migliaia di netizen britannici, divisi tra la paura di finire in tribunale e la possibilità di versare qualche centinaio di sterline per mettere tutto a tacere. Lo studio legale ha di recente subito una reprimenda della corte , che ha stroncato il suo modus operandi .

Mauro Vecchio

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