Di prototipi smarriti e poliziotti al gusto Mela

La polizia di San Francisco dice di aver assistito alcuni dipendenti Apple nelle ricerche dell'iPhone 5 smarrito. Perquisita la casa di un ragazzo. Ma le versioni degli interessati non coincidono

Roma – È una vicenda ormai tinta di giallo, un caso forse più contorto di quello che aveva portato alla tempesta Gizmodogate . Gli alti ufficiali del San Francisco Police Department (SFPD) hanno recentemente ammesso di aver assistito alcuni impiegati di Apple nella ricerca del prototipo di iPhone 5 , disperso nello scorso luglio in un bar messicano della città californiana.

Addetti alla sicurezza di Apple Global Security si sarebbero presentati alla porta del cittadino Sergio Calderon nel tentativo di accedere ai suoi effetti personali elettronici. Ventidue anni, Calderon era stato rintracciato dallo stesso team della Mela attraverso un annuncio apparso sul famoso sito d’inserzioni Craigslist . Il presunto prototipo di iPhone 5 era stato messo in vendita al prezzo di 200 dollari.

I vertici del SFPD hanno proprio recentemente ammesso di aver supportato il raid a casa Calderon. Versione diversa da quella fornita in precedenza dallo stesso ragazzo californiano, che aveva sottolineato come un gruppo di sei persone – apparentemente dipendenti di Apple che facevano finta di essere della polizia – si fosse presentato a casa sua con poco velate minacce per chi fosse stato trovato in possesso del device .

Un reato in terra californiana, punito fino ad un anno di reclusione. La polizia locale ha però confermato l’assistenza nelle ricerche a casa Calderon. Il ragazzo aveva subito negato ogni coinvolgimento nella scomparsa del dispositivo al Cava22 . I responsabili di Apple Global Security avrebbero rintracciato il device a mezzo GPS. A dare il proprio numero telefonico a Calderon – per eventuali aggiornamenti – sarebbe stato un dipendente della Mela chiamato Anthony Colon.

Mauro Vecchio

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  • Sandro kensan scrive:
    Assange ha ragione-articolo di Agoràvox
    Il 2 settembre WikiLeaks ha pubblicato integralmente i 251 mila cablo della diplomazia statunitense in suo possesso senza interventi editoriali ("unredacted"), cioè non omettendo i nomi di collaboratori e attivisti la cui esistenza ora, accusano in molti, sarebbe a repentaglio. Diversi commentatori, anche molto autorevoli, hanno parlato di una decisione scellerata da parte dellorganizzazione di Julian Assange. Micah Sifry, per esempio, ha paragonato questultimo a Icaro, volato talmente in alto da finire bruciato. Tom Watson, ma non solo, ha parlato di "fine di WikiLeaks". Gli ex media partner, Guardian, New York Times, Der Spiegel, El Pais e Le Monde hanno addirittura emanato un duro comunicato congiunto che, dopo aver condannato l"innecessaria" pubblicazione dei dati integrali, ha scaricato interamente la colpa su Assange: la decisione sarebbe stata "sua e solamente sua".Ma le cose non stanno a questo modo. E se WikiLeaks non può del tutto dirsi estranea a quanto accaduto, le vere colpe stanno altrove. E, più precisamente, nella decisione del giornalista del Guardian David Leigh di pubblicare nellintestazione del capitolo 11 del suo libro WikiLeaks: Inside Julian Assanges War on Secrecy (Febbraio 2011) e di nuovo alle pagine 138 e 139 la password consegnatagli da Assange a luglio 2010. Una password che secondo Leigh gli sarebbe stata presentata come "temporanea" dallo stesso Assange e che avrebbe aperto un file crittografato con il sistema PGP (Pretty Good Privacy) che Assange aveva precedentemente creato (il 9 giugno) e caricato sul server di WikiLeaks.La pubblicazione il 25 agosto da parte di Der Freitag, confermata da Der Spiegel il 29 dello stesso mese, di un articolo in cui si rivela che quella password, a sette mesi di distanza, apra ancora un file, z.gpg, contenente una versione completamente "unredacted" dellintero set dei cablo (cables.csv) circolante in rete dopo essere stata diffusa, insieme con tutti gli altri file posseduti da WikiLeaks, su BitTorrent dai sostenitori dellorganizzazione in seguito allattacco al suo sito di fine novembre inizio dicembre 2010.Cioè quando i primi 220 cablo sono stati pubblicati proprio dai suoi media partner. Non si capisce ancora chi abbia rivelato a Der Freitag che era possibile mettere insieme password e file criptato, e come farlo. Molti (WikiLeaks, ma non solo Der Spiegel, per esempio) hanno immediatamente pensato a Daniel Domscheit-Berg, ex numero due dellorganizzazione e ora suo acerrimo rivale. Non sarebbe infatti un caso che Der Freitag sia un media partner della sua piattaforma di leaking digitale OpenLeaks (rivale di quella di Assange) né che il caso sia scoppiato a pochi giorni di distanza dalla sua espulsione dal Chaos Computer Club e dalla conseguente feroce polemica per la distruzione da parte del tedesco di 3.500 file appartenenti a WikiLeaks.Ma questo è terreno di speculazione, e al momento non cè modo di confermare né smentire le accuse rivolte a Domscheit-Berg. Quello che invece si può dimostrare, e le considerazioni tratte dagli eccellenti articoli di Matt Giuca, Nigel Parry e Glenn Greenwald lo testimoniano a suon di (buoni) argomenti, è che il Guardian invece di fare la parte della vittima inconsapevole avrebbe il dovere professionale di fare pubblica ammenda.Nel seguito del post cercherò schematicamente di illustrarne le ragioni, senza tuttavia tralasciare le critiche più solide che possono e devono essere mosse a WikiLeaks. Dal bilancio mi auguro non se ne deduca un semplice e poco fruttuoso gioco delle colpe, ma una rivalutazione della sensatezza delle azioni di Assange. E una migliore comprensione della scelleratezza delle scelte del Guardian e dei media tradizionali che, acriticamente, ne hanno avallato le ragioni. Come detto, gran parte del materiale argomentativo è prelevato dai pezzi di Giuca, Parry e Greenwald. Ne specificherò, in ogni caso, la paternità argomento per argomento. Laddove non vi sia specificazione, si tratterà di argomenti e considerazioni originali prodotte dal sottoscritto.ARGOMENTI CONTRO IL GUARDIAN Rivelare informazioni di qualunque tipo su come Assange formuli le sue password può avere implicazioni negative in una qualunque delle altre miriadi di aree sensibili con cui ha a che fare WikiLeaks. Dunque la diffusione di una password, per quanto temporanea, è comunque errata (Parry). Non ha senso incolpare WikiLeaks per aver reso pubblico un file criptato, perché è perfettamente normale rendere pubblici file criptati. Il punto della crittografia è tutto lì: poter rendere circolanti in chiaro testi criptati. "Per definizione, un messaggo criptato inviato in chiaro non è in chiaro ma criptato", scrive Giuca. E ancora: "lassunto di base della crittografia è che un testo criptato non è qualcosa che devi tenere al sicuro". E questo perché un secondo assunto è che non si debba rendere pubblica la chiave per decrittarlo. Perciò WikiLeaks è nel giusto per aver diffuso un testo criptato, sotto lassunzione che la chiave resterà privata (Giuca). Ma aveva senso quellassunzione da parte di Assange nei confronti di Leigh? Secondo Giuca, è irragionevole accusare Assange di non aver previsto lincapacità di Leigh, a capo della sezione investigativa di uno dei quotidiani più importanti al mondo e partner fidato, di distinguere una password temporanea da una chiave PGP e, più in generale, la sua completa ignoranza in materia di sicurezza (il che suscita anche la domanda se ciò sia ancora opportuno, nel 2011). Leigh ribatte, come si è detto, che Assange gli abbia esplicitamente parlato di una password temporanea. Non sapremo mai se glielo abbia davvero detto o meno, tuttavia date le competenza degli attori in questione (nessuna da parte di Leigh, mentre Assange ha addirittura inventato un sistema di crittografia, il Rubberhose file system) è più ragionevole ipotizzare che Leigh sia cascato in una incomprensione piuttosto che Assange abbia pronunciato una impossibilità tecnica. In ogni caso, Assange aveva perfino preso lulteriore precauzione di lasciare una parola non scritta sul biglietto che gli ha consegnato con la password, dicendola solo a voce. Leigh ha trascritto anche quella, sul libro. Senza chiedersi il motivo di tante attenzioni per una password «temporanea». Se anche Assange dunque avesse parlato di una password valida per pochi giorni, Leigh avrebbe avuto più di qualche indizio per dubitarne, o quantomeno chiederne conferma (Giuca).
    • Sandro kensan scrive:
      Re: Assange ha ragione-articolo di Agoràvox
      ARGOMENTI A DISCOLPA DI WIKILEAKS(Oltre a quanto già scritto tra parentesi nella sezione precedente) Le precauzioni aggiuntive che Assange avrebbe potuto prendere sarebbero costate enorme fatica e avrebbero aumentato di poco la sicurezza dei documenti, srive Giuca; senza contare che quelle già prese sarebbero state sufficienti sotto lassunto, ragionevole, che la password fosse al sicuro. E se quellassunto non tiene allora «game over anyway». Assange non poteva fare altrimenti: una volta verificatosi lerrore di Leigh (sommato alla rivelazione della combinazione di file e password che sia stato da parte di Domscheit-Berg o di chi per lui) «non aveva scelta». La combinazione di errori e volontà di nuocere allorganizzazione potrebbe infatti aver dato immediato acXXXXX ai documenti ai servizi di intelligence di tutto il mondo, ma non a giornalisti, ai whistleblower e agli attivisti identificati al loro interno. A quel punto WikiLeaks, di fronte al dilemma, ha deciso «ragionevolmente» di dare acXXXXX ai documenti «unredacted» a tutti (per esempio, per intraprendere mosse per proteggere le fonti svelate). Ma la pubblicazione è stata del tutto «non intenzionale» (tanto è vero che WikiLeaks ha mantenuto il rigoroso silenzio sulla password contenuta nel libro fin da febbraio, come ha dichiarato il primo settembre, proprio per non portarla al centro dellattenzione) (Greenwald).CONCLUSIONISenza dubbio la vicenda nuoce a tutti. In primo luogo a chi dovesse essere identificato dai dati sensibili rivelati, certo. Ma anche ai whistleblower, che si sentono meno sicuri; allimmagine di WikiLeaks, nuovamente sotto il tiro del grosso dei media tradizionali e novità di tutti i suoi ex media partner; alla credibilità del progetto OpenLeaks (se proprio gliene era rimasta); al Guardian, la cui imperizia digitale viene a galla forse per la prima volta.Ancora. Una delle cose che dimostra questa storia è che sarebbe bene che i giornalisti dinchiesta avessero almeno una infarinatura di base di crittografia. Una seconda è che non è ragionevole assumere ne abbiano, nemmeno se sono a capo del dipartimento investigativo di uno dei quotidiani più autorevoli al mondo.Da ultimo, WikiLeaks non è certo una organizzazione perfetta, e questa vicenda lo conferma. Eppure senza un blocco finanziario ingiustificato che dura da oltre sei mesi (e che dunque impedisce il ripristino della sua piena funzionalità) e senza lincredibile errore di Leigh avrebbe forse i tanti problemi di cui si è detto (riguardo alla personalità di Assange, ai suoi guai giudiziari, ad altre accuse rivoltegli da Domscheit-Berg, Ball e altri), ma ora nessuno starebbe a parlare di «fine di WikiLeaks».Il problema di fondo tuttavia resta: la domanda «è possibile mantenere un segreto?» vale non solo per governi e corporation di tutto il mondo, ma anche per WikiLeaks e tutte le altre organizzazioni che cerchino di guardare al loro interno. Fino a oggi il metodo aveva funzionato, nel bene o nel male. In questi giorni abbiamo scoperto che nessuno è invulnerabile. E che, forse, il concetto stesso di segreto fa già parte del passato. Anche di WikiLeaks.Articolo di Agorà vox:http://www.agoravox.it/DOSSIER-Cablegate-2-non-e-colpa-di.html?debut_forums=0#forum38116Licenza CC
      • Funz scrive:
        Re: Assange ha ragione-articolo di Agoràvox
        Molto interessante, grazie
        • Sandro kensan scrive:
          Re: Assange ha ragione-articolo di Agoràvox
          - Scritto da: Funz
          Molto interessante, grazieVero? anch'io l'ho trovato molto interessante e un po' tecnico, molto adatto a punto informatico (ringrazio la redazione di non avere cancellato un articolo di un giornale concorrente).Peccato che è lunghissimo e che pochissimi hanno la pazienza di leggere un testo così lungo e dettagliato.La cosa che mi sento di dire è che si fa presto ad essere imbrogliati: anch'io, pur sapendo diverse cosette di crittografia, ho creduto che una password possa essere temporanea come stampato nero su bianco dal Guardian e da tutto il mainstream.Bastava un ragionamento elementare per capire che le password di un file crittografato (messo su un server e esposto su Internet che è ancora peggio) sono sempre definitive. È l'abc della crittografia ma l'influenza dei giornali importanti è notevole anche su di me...:)Invece i giornali parlano di un ossimoro "password temporanea", la password è definitiva oppure il file non ha senso crittografarlo.
          • Funz scrive:
            Re: Assange ha ragione-articolo di Agoràvox
            - Scritto da: Sandro kensan
            - Scritto da: Funz

            Molto interessante, grazie

            Vero? anch'io l'ho trovato molto interessante e
            un po' tecnico, molto adatto a punto informatico
            (ringrazio la redazione di non avere cancellato
            un articolo di un giornale
            concorrente).

            Peccato che è lunghissimo e che pochissimi hanno
            la pazienza di leggere un testo così lungo e
            dettagliato.

            La cosa che mi sento di dire è che si fa presto
            ad essere imbrogliati: anch'io, pur sapendo
            diverse cosette di crittografia, ho creduto che
            una password possa essere temporanea come
            stampato nero su bianco dal Guardian e da tutto
            il
            mainstream.

            Bastava un ragionamento elementare per capire che
            le password di un file crittografato (messo su un
            server e esposto su Internet che è ancora peggio)
            sono sempre definitive. È l'abc della
            crittografia ma l'influenza dei giornali
            importanti è notevole anche su di
            me...:)

            Invece i giornali parlano di un ossimoro
            "password temporanea", la password è definitiva
            oppure il file non ha senso
            crittografarlo.La password è tanto temporanea quanto il file, e se il file finisce sul P2P...
          • Sandro kensan scrive:
            Re: Assange ha ragione-articolo di Agoràvox
            - Scritto da: Funz
            La password è tanto temporanea quanto il file, e
            se il file finisce sul
            P2P...Infatti. Però non si può dare per scontato che il file crittografato sia passato solo in mani sicure altrimenti non ha senso crittografarlo.Collaboratori di Assange potrebbero averlo avuto in mano e potrebbero non essere stati collaboratori affidabili, poi la transizione del file da wikileaks al Guardian non è detto sia stata fatta con un canale sicuro (anche qui se il canale è sicuro non ha senso crittare il file), in fine colleghi del giornalista del Guardian che hanno avuto tra le mani il file non è detto siano affidabili completamente.Per tutte queste ragioni la password è definitiva o il file non ha senso crittografarlo.
  • Luco, giudice di linea mancato scrive:
    Solo un appunto: John le Carré
    John le Carré (che in realtà è lo pseudonimo di David John Moore Cornwell) è uno scrittore, non un regista, quindi non esistono "film di le Carrè" (che per inciso si scrive Carré, con l'accento acuto), solo film TRATTI da libri di le Carré (e diretti da altri).Tra i tanti libri di John le Carré mi permetto di consigliare "Il sarto di Panama". :)
  • Daniele scrive:
    Un bel articolo
    Complimenti, un bel articolo con una buona analisi della realtà creata dalla competizione sfrenata tra vari poteri che lottano per il controllo del pubblico.
  • Libero Viva scrive:
    Assange
    Giusta analisi, i giornalisti sono al servizio dei loro padroni e raccontano quello che fa piacere al capo.
  • Kriev scrive:
    Chi sbaglia punisce
    Secondo me il caso wikileaks e' emblematico di un sistema talmente ipocrita che ha la faccia tosta di prendersela con chi divulga cio' che e' stato fatto e non con chi ha agito realmente.L'america o gli altri stati non hanno subito danni di immagine o di "sicurezza nazionale" per colpa delle notizie, ma per colpa del loro operato: per aver ammazzato innocenti, per aver scatenato una guerra su falsi presupposti costruiti ad arte, per aver violato i diritti fondamentali dell'uomo, per aver fatto il doppio gioco e il teatrino con le ambasciate straniere, ecc.Non dimentichiamoci che queste informazioni riguardano la nazione, non sono dati privati di un cittadino sbandierati ai 4 venti. Sono cose che un governo non dovrebbe mai nascondere ad un popolo, e quando saltano fuori bisognerebbe portare in trionfo chi le ha rese pubbliche e azzannare alla gola i responsabili dei misfatti. Invece qui il crimine e' aver fatto sapere, aver rovinato la menzogna governativa, e chi e' stato smerd... ha la faccia tosta di alzare la voce anziche' di fare mea culpa e cercare di giustificarsi.
    • iRoby scrive:
      Re: Chi sbaglia punisce
      Non sono d'accordo, i cablogrammi danno tracce interessanti su alcuni obiettivi emetodi propagandistici...Devi però anche capirne il senso "inverso"... Ossia le verità "nascoste" all'interno...
      • informer scrive:
        Re: Chi sbaglia punisce
        - Scritto da: iRoby
        Non sono d'accordo, i cablogrammi danno tracce
        interessanti su alcuni obiettivi emetodi
        propagandistici...

        Devi però anche capirne il senso "inverso"...
        Ossia le verità "nascoste"
        all'interno...sicuramente i cablogrammi sono interessanti per la gente comune ma non di certo per chi fa politica e altro.
        • iRoby scrive:
          Re: Chi sbaglia punisce
          A me danno importanti informazioni invece, su qual'è la propaganda messa in atto dagli USA (e l'alleanza atlantica in genere).Per esempio Chavez o Ahmadinejad demonizzati, è ovvio che non è pensiero del console USA in Venezuela o Iran, e manco la verità. È una linea comune ai rappresentanti degli USA per poi giustificare interventi nei confronti di quei paesi per scopi imperialisti.Dalle bugie nei cablogrammi ci individui molti metodi propagandistici.È ovvio che la loro riservatezza è bassa, e proprio per questo era previsto che fossero intercettati e distribuiti.Fa parte del gioco occidentale... Anche Wikileaks fa parte di tale gioco... Lasciare che diffonda la medesima propaganda...
  • carlo2002 scrive:
    mille altre
    Intanto segnalo http://openleaks.org/
  • Mario Braconi scrive:
    Diamo addosso a Leigh (Guardian), ma...
    ... ricordiamoci anche che, se i file hanno cominciato a girare in una sottocartella di bit-torrent, sconosciuta ai più, la responsabilità è anche di quei dati li ha estesi in un modo che nemmeno un bambino, altro che hacker consumato. senza contare che il libro di Leigh è uscito a febbraio, apparentemente senza alcuna revisione di Assange, che altrimenti si sarebbe accorto che uno dei capitoli riportava par pari la pw data a Leigh. Insomma, è vero che nessun potere è buono. Ma è anche vero che Assange e soci avrebbero potuto fare molto, ma molto di meglio. MB
    • Nome e cognome scrive:
      Re: Diamo addosso a Leigh (Guardian), ma...
      - Scritto da: Mario Braconi
      Ma è anche vero che
      Assange e soci avrebbero potuto fare molto, ma
      molto di meglio.È sempre facile giudicare l'operato degli altri.Facci un esempio di quello che hai fatto tu.
      • oggi sbugiardo scrive:
        Re: Diamo addosso a Leigh (Guardian), ma...
        E' sempre facile giudicare i commenti altrui. Facci un esempio di quello che pensi tu.
  • c64 scrive:
    ottima analisi
    Come da oggetto. Assange in questo momento mi ricorda molto Don Chisciotte, almeno per come viene rappresentato. Uno che combatte contro nemici immaginari, pazzo, idealista. Ma nemmeno i mass media più politicamente schierati riescono a cancellare quell'alone di leggenda che ormai lo circonda. Nel bene e nel male, questo è il suo fardello.
    • iRoby scrive:
      Re: ottima analisi
      Il più bel sito mai esistito per accedere alla verità da più fonti, o a più verità, a seconda dei punti di vista.Un meraviglioso aggregatore di articoli tradotti, da tutto il mondo...http://comedonchisciotte.org/
      • Funz scrive:
        Re: ottima analisi
        - Scritto da: iRoby
        Il più bel sito mai esistito per accedere alla
        verità da più fonti, o a più verità, a seconda
        dei punti di
        vista.

        Un meraviglioso aggregatore di articoli tradotti,
        da tutto il
        mondo...O una cloaca di complottari, ufologi, fanatici, anarchici, male informati e ignoranti... tutto dipende dal punto di vista, ma la verità dei fatti sta sempre da una parte sola (e quasi mai da quella di Chiesa e soci).
        • iRoby scrive:
          Re: ottima analisi
          Ma cosa intendi con Chiesa, luogo di culto o Giulietto Chiesa l'ex giornalista d'inchiesta di Report e anche giornalista de Il Fatto Quotidiano?Su ComeDonChisciotte.org vengono pubblicati numerosi articoli tradotti direttamente dalle fonti e dagli autori.È normale che qualche volta ci finisca anche Giulietto Chiesa, ma sono articoli sporadici.ComeDonChisciotte.org per esempio aggrega gli articoli di Globalresearch.ca oppure gli articoli di Pablo Escobar, Stiglitz, la PRENSA agenzia di stampa latino americana, Asia.com. Anche quel tizio un po' matto con la storia dei rettiliani David Hicke appare su ComeDonChisciotte, non quando parla di alieni, ma quando scrive articoli coerenti di economia e politica e il rapporto col sionismo ebreo.Per esempio la verità sul Venezuela e il presidente Chavez la puoi leggere solo sulla PRENSA e i giornalisti indipendenti, perché quando passa alle agenzie occidentali viene subito annacquata. Per le agenzie occidentali Chavez deve apparire come un dittatore. E quindi non c'è stata nessuna notizia di quando durante l'alluvione il presidente ha permesso agli indigenti delle capanne attorno a Caracas di essere temporaneamente ospitati a Palazzo Miraflores.Sì insomma, come se in Italia Berlusconi mettesse a disposizione Palazzo Grazioli ai terremotati abruzzesi!Hai mai letto da qualche parte questo magnifico articolo sulla proposta di una nuova moneta, il Lectro, legata alle potenzialità di produzione di energia elettrica?http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=8901È un'idea secondo me eccezionale, e non l'avrei mai vista senza ComeDonChisciotte.org
          • Funz scrive:
            Re: ottima analisi
            - Scritto da: iRoby
            Ma cosa intendi con Chiesa, luogo di culto o
            Giulietto Chiesa l'ex giornalista d'inchiesta di
            Report e anche giornalista de Il Fatto
            Quotidiano?

            Su ComeDonChisciotte.org vengono pubblicati
            numerosi articoli tradotti direttamente dalle
            fonti e dagli
            autori.
            È normale che qualche volta ci finisca anche
            Giulietto Chiesa, ma sono articoli
            sporadici.Ho altre fonti di informazione, ciascuna selezionata per la competenza di chi scrive in quel particolare campo. Siti come quello in genere li casso dopo una sbirciata alla homepage (il nome di Chiesa l'ho visto subito così). Le fesserie mille volte smentite e sempre riproposte dopo un po' le riconosci al volo.(comunque, comedonchiscciotte lo conosco eccome)
            ComeDonChisciotte.org per esempio aggrega gli
            articoli di Globalresearch.ca oppure gli articoli
            di Pablo Escobar, Stiglitz, la PRENSA agenzia di
            stampa latino americana, Asia.com.

            Anche quel tizio un po' matto con la storia dei
            rettiliani David Hicke appare su
            ComeDonChisciotte, non quando parla di alieni, ma
            quando scrive articoli coerenti di economia e
            politica e il rapporto col sionismo
            ebreo.Sei abbastanza ferrato in economia e politica per giudicare che i suoi articoli sono coerenti, informati e non contengono stupidaggini?Io no, quindi se vedo uno che parla di rettiliani passo oltre, punto.A meno che un giorno i rettiliani non si facciano vivi veramente, allora gli darò ragione ;)
            Per esempio la verità sul Venezuela e il
            presidente Chavez la puoi leggere solo sulla
            PRENSA e i giornalisti indipendenti, perché
            quando passa alle agenzie occidentali viene
            subito annacquata.

            Per le agenzie occidentali Chavez deve apparire
            come un dittatore. E quindi non c'è stata nessuna
            notizia di quando durante l'alluvione il
            presidente ha permesso agli indigenti delle
            capanne attorno a Caracas di essere
            temporaneamente ospitati a Palazzo
            Miraflores.
            Sì insomma, come se in Italia Berlusconi mettesse
            a disposizione Palazzo Grazioli ai terremotati
            abruzzesi!Fai un gran minestrone di cose diverse, per dimostrare cosa? Se uno scrive cose giuste (chissà?) sul Venezuela automaticamente tutto il resto diventa verità, compresi i rettiliani?Siti come quello non aiutano per niente ad informarti, nonostante si ergano a paladini contro la disinformazione. L'unica è studiare materie tecnico/scientifiche, e coltivare un sano e robusto scetticismo. Diffidare soprattutto di quelli che ti chiedono soldi ;)
            Hai mai letto da qualche parte questo magnifico
            articolo sulla proposta di una nuova moneta, il
            Lectro, legata alle potenzialità di produzione di
            energia
            elettrica?
            http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?

            È un'idea secondo me eccezionale, e non
            l'avrei mai vista senza
            ComeDonChisciotte.orgContinuando il discorso di prima, le sciocchezze arcinote le riconosci al volo, le sciocchezze nuove le subodori solo a leggere il titolo dell'articolo ;)nel merito dell'articolo: sembra (sembra) una proposta interessante ma del tutto irrealizzabile, e si adatta bene al nome del sito :)
          • iRoby scrive:
            Re: ottima analisi
            Non lo so, me lo dai tu un metro di paragone tra cosa è una sciocchezza e cosa invece è degno di nota?Così per curiosità...
          • Funz scrive:
            Re: ottima analisi
            - Scritto da: iRoby
            Non lo so, me lo dai tu un metro di paragone tra
            cosa è una sciocchezza e cosa invece è degno di
            nota?

            Così per curiosità...1) La mia cultura, la mia formazione tecnico-scientifica, il mio buon senso, la mia intelligenza (quattro cose che tra i complottari mancano spaventosamente).2) I pareri di esperti autorevoli in quel particolare campo. Più ce ne sono meglio è.Certo, io posso facilmente sbagliarmi, e anche gli esperti possono prendere cantonate, rimbambirsi o vendersi (è sempre sucXXXXX e sempre succederà). Però quando c'è in pratica l'unanimità della comunità scientifica sul fatto che una cosa è una bufala, si può essere ragionevolmente certi che lo è veramente, anche se qualche "eretico" con rumoroso seguito grida al complotto .
          • iRoby scrive:
            Re: ottima analisi
            Hmmmti mostro 3 casi in cui c'era l'unanimità della comunità scientifica nel definirli una bufala:http://it.wikipedia.org/wiki/Wilhelm_Reichhttp://it.wikipedia.org/wiki/Galileohttp://it.wikipedia.org/wiki/SemmelweisIl terzo in particolare fu un caso eclatante di come una comunità intesa anche come "massa" idiota e invasata da auto-incensamento e auto-referenza possa agire in maniera incomprensibile...Ah nel secondo caso potrai dire che aveva contro la Chiesa e non la comunità scientifica... Beh all'epoca comunità scientifica e chiesa coincidevano...Non che oggi sia ingiustificatamente plausibile il fatto che la comunità scientifica possa basarsi su dei dogmi esattamente come le religioni...Lo conosci il dogma centrale della genetica? È quello che afferma il passaggio DNA-
            RNA-
            Proteina.Ossia che il DNA determina la tua vita.Esatto è un dogma, non c'è alcuna prova scientifica certa di questo meccanismo.Quindi la scienza medica si basa su un dogma. Ma i dogmi non sono caratteristiche delle religioni?E ciò è unanimamente riconosciuto dalla comunità scientifica...Allora come la mettiamo?
          • Funz scrive:
            Re: ottima analisi
            vabbè rinuncio, come già detto è inutile continuare tanto è impossibile farvi ragionare. Solo una cosa: non ho mai usato altri nick oltre a questo.E un'altra: inizia a studiare cose serie, invece di lasciarti abbindolare da qualsiasi imbonitore online.
  • styx scrive:
    shock e scienza della manipolazione
    Questa, come altre faccende (internettiane ma anche no), imho, subisce la stessa legge dello "shock sincero e della conseguente scienza della manipolazione".Uno si mette, con spirito sincero, a raccogliere materiale gustoso... passa del tempo, arriva la notizia shock (militari/elicottero Apache) e tutti si buttano, tra l'ammirazione e lo shock, a parlarne. E si collabora anche seriamente. Quelli beccati in flagranza ovviamente sudano freddo.POI, passato lo shock, arriva il 2'livello... accuse di stupro, controinformazioni, passati torbidi, vendette trasversali, cavalcatori d'onda per interessi personali, imbroglioni, e TUTTO diventa caos e marcio.Per andare in altro campo, ci posso vedere un parallelo con internet e i motori di ricerca dei tempi di Altavista e oggi. Altavista era ok, ma il "mestiere" della pubblicita' su internet non esisteva e neanche quello del ranking. Google costruisce un sistema piu efficiente, lindo e veloce. E introduce il ranking. Shock! Inizialmente appare un win-win ... poi inizia la costruzione dei siti IN BASE non ai contenuti ecc,ma alla capacita' di ranking.. nascono i SEO, i blackSeo, ecc e tutto diventa molto piu marcio.
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