Dieci milioni di password per la sicurezza

Un ricercatore di sicurezza ha rilasciato un enorme tesoro di credenziali di autenticazione mettendole a disposizione di tutti. Altrove, anche il politico Jeb Bush rilascia "tesori" di dati personali, usando però qualche accortezza in meno

Roma – L’esperto di sicurezza Mark Burnett ha distribuito un torrent con 10 milioni di password e nomi utente, una mossa che a suo dire favorirà la ricerca sulle minacce informatiche. Per quanto riguarda la sua, di sicurezza, ci sono ancora dubbi su come si muoverà l’FBI o chi per essa.

Il ricercatore spiega di aver recuperato una così grande mole di dati accedendo a risorse di rete già pubblicamente accessibili a chiunque altro, tutto in formato perfettamente leggibile (senza traccia di hash o cifratura) e a disposizione di potenziali criminali interessati a perpetrare frodi o compromettere i sistemi connessi.

La stragrande maggioranza degli account può oramai essere considerata “morta” e non più attiva, spiega Burnett, ma come ulteriore misura di sicurezza il ricercatore ha revisionato buona parte del materiale (eliminando ad esempio riferimenti diretti ai domini aziendali) prima di pubblicare il torrent.

Burnett dice di aver avuto intenzione di condividere un dataset “pulito” e ben sistemato delle sue password da molto tempo, e ora questi dati permetteranno di svolgere nuove ricerche sul comportamento degli utenti e sulla sicurezza delle password.

Burnett ha dovuto affrontare più di un dubbio prima di pubblicare i dati riguardo le potenziali conseguenze legali dell’iniziativa, dubbi non del tutto risolti soprattutto dopo l’ arresto di Barrett Brown nell’ambito delle indagini su Anonymous.

Chi invece non si è fatto alcuno scrupolo a rilasciare un ebook delle sue comunicazioni da governatore della Florida è stato Jeb Bush, fratello di cotanto presidente (George Bush Jr.) che ha assemblato email personali assieme a quelle ufficiali mettendo a rischio la riservatezza di un gran numero di persone.

Alfonso Maruccia

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  • Ogekury scrive:
    Ma c'e' acnora chi compra arduino?
    Ci sono microcontroller meno costosi e piu' potenti se si vuole qualcosa di semplice.Poi per il resto c'e' raspberryPi
    • bubba scrive:
      Re: Ma c'e' acnora chi compra arduino?
      - Scritto da: Ogekury
      Ci sono microcontroller meno costosi e piu'
      potenti se si vuole qualcosa di
      semplice.
      Poi per il resto c'e' raspberryPiMa c'e' ancora chi compra raspberry? ci sono board meno costose e piu' potenti.[cit.]
      • Nonriescoaf areillogin scrive:
        Re: Ma c'e' acnora chi compra arduino?
        - Scritto da: bubba
        Ma c'e' ancora chi compra raspberry? ci sono
        board meno costose e piu'
        potenti.Scherzi? rPi vende come le ciliegie. Le altre board sono introvabili o hanno un pessimo supporto, quando non sono solo sulla carta... o costano molto di più.Ah, forse ti è sfuggita la notizia dell'uscita della Raspberry Pi 2. Un simpatico ARMv7 quad core a 900 MHz con 1 GB di RAM, sempre a 30 . Dubito trovi di meglio a quel prezzo, e poi non si sono lanciati in mirabolanti annunci di prodotti fantasma: l'ho comprato il giorno stesso dell'annuncio e mi è arrivato in tre giorni, e le distro sono già perfettamente compatibili (anche se non ottimizzate... diamogli qualche giorno per ricompilare e testare il tutto). Mi ci sto divertendo un mondo!
    • Jaguaro scrive:
      Re: Ma c'e' acnora chi compra arduino?
      Fammi indovinare... tu quando c'era Arduino compravi i cloni cinesi per risparmiare 10 vero? :D
      • ogekury scrive:
        Re: Ma c'e' acnora chi compra arduino?
        - Scritto da: Jaguaro
        Fammi indovinare... tu quando c'era Arduino
        compravi i cloni cinesi per risparmiare 10
        vero?
        :DAHAHHAGHAHAHA, NO.Sto parlando del presente e del fatto che non vedo grandi vantaggi a comprare arduino a quel prezzo, quando le alternative piu' "succulente" non mancano.
  • Leguleio scrive:
    Progetto italiano, e quindi...
    Chissà perché mi son tornate in mente le parole di Rudyard Kipling a proposito degli italiani:"Un italiano: un bel tipo. Due italiani: un litigio. Tre italiani: tre partiti politici".
    • bubba scrive:
      Re: Progetto italiano, e quindi...
      - Scritto da: Leguleio
      Chissà perché mi son tornate in mente le parole
      di Rudyard Kipling a proposito degli
      italiani:

      "Un italiano: un bel tipo. Due italiani: un
      litigio. Tre italiani: tre partiti
      politici".- Scritto da: Leguleio
      Chissà perché mi son tornate in mente le parole
      di Rudyard Kipling a proposito degli
      italiani:

      "Un italiano: un bel tipo. Due italiani: un
      litigio. Tre italiani: tre partiti
      politici".ehehe carina. Cmq in effetti il litigante fastidioso dovrebbe essere Musto ... arduino.cc e' il sito storico, non arduino.org [curiosamente 'ownato' da lui e 'ritoccato' a fine dicembre], idem lotta arduino srl vs Arduino, LLC. Con cio NON VOGLIO certo dire che musto e la (fu?) Smart Projects srl siano estranee.... tutt'altro, credo fossero proprio i manufacturer... cmq non ne so abbastanza dei dettagli... questo non vuol dire pero' poter spendere e spandere "arduino" a buffo... Adesso penso che benzi & co siano nella nuova location Officine Arduino / FabLab Torino....
      • bubba scrive:
        Re: Progetto italiano, e quindi...
        mi aggiungo da solo questo link http://www.corrierecomunicazioni.it/it-world/32505_arduino-si-spacca-in-due-e-guerra-tra-la-neonata-srl-e-lo-storico-founder-banzi.htm che potrebbe avere un senso (ancorche' parziale)....
    • Arterio scrive:
      Re: Progetto italiano, e quindi...

      Se si intende tirar giù da internet un reference
      design della ATMEL (che italiana non è), far fare
      uno stampatino da qualche euro e rivendere il
      tutto a 10 volte il suo valore, si può definire
      un perfetto "progetto
      italiano".
      Non ho mai capito infatti come mai costasse così tanto, carino si, a il packaging così curato, pure gli adesi dentro... un po' di markettaro l'ho sempre respirato ed il prezzo mai compreso.
    • Luppolo scrive:
      Re: Progetto italiano, e quindi...
      - Scritto da: bubba
      ghhg ma che altarini... e' una specie di invidia
      del pene.... anche i sassi sanno che l'IC AVR in
      se' costa molto meno che prendere una board
      arduino dotata di quel tal AVR.

      Perche' quindi ne hanno vendute molte e fatte
      nascere di tante forme e colori (non solo in
      italia. basta non usare il brand)? semplice...
      comodita' di gestione ed uso e conseguente
      effetto valanga (molti shield e molto sw, piu'
      gente li addotta
      ecc)Si, il fatto è che il compilatore GCC non è stato sviluppato dal team di arduino.La ATMEL è entrata a gamba tesa in un mercato che prima era monopolio esclusivo della Microchip (la produttrice dei PIC) e si è messa a realizzare microproXXXXXri RISC estremamente competitivi che si potevano considerare veri e propri microcomputer.Per favorire la vendita, ha puntato fin dall'inizio sull'open source (furbi loro che producono hardware e non software), contribuendo a realizzare il GCC.Lavorare con il GCC e con le loro librerie è bellissimo, io le ho sempre usate, su prodotti come gli ATTiny, che costano meno di 1$.Quando sono usciti i primi Arduino e tutti si sono messi a parlare di questo miracolo italiano, ho guardato le specifiche e mi è venuto da ridere.Poi mi è venuto da piangere, tutte le volte che ho dovuto combattere, con qualche commerciale che ci voleva sostituire il parco macchine, perché a Report gli avevano detto che ci potevi fare tutto quando il chip non ha manco l'USB perchè è emulato sulla seriale con FTD (tra l'altro costoso), come fosse la stessa cosa.La mia quindi non è invidia ma un leggero rancore, per il fatto che da allora, tutti gli "ignoranti", parlano di Arduino e ci si vanno a impelagare e gente come me dice le cose come stanno e ci fa pure una brutta figura.
    • Lollo scrive:
      Re: Progetto italiano, e quindi...

      Ci sarebbe parecchio da discutere anche su cosa
      si intenda per "Progetto Italiano".Bah, mi sembra un commento totalmente fuoriluogo e classicamente da italiano autolesionista, in un settore dove una votla tanto è stato fatto qualcosa ch il mondo riconosce essere stato fatto in Italia.Del resto quando è nato il PC IBM e poi i cloni del PC IBM aveva un chip Intel 8088 e mica per questo no nera un progetto IBM.
      • Luppolo scrive:
        Re: Progetto italiano, e quindi...
        - Scritto da: Lollo

        Ci sarebbe parecchio da discutere anche su
        cosa

        si intenda per "Progetto Italiano".

        Bah, mi sembra un commento totalmente fuoriluogo
        e classicamente da italiano autolesionista,No, perchè se fossi veramente un autolsionista cercherei di argomentare sul tuo commento, invece non lo faccio.
        • Jaguaro scrive:
          Re: Progetto italiano, e quindi...
          Uhm... io sarò di parte ma do ragione a lui.I vari cloni in giro per il mondo però andavano bene?
          • Luppolo scrive:
            Re: Progetto italiano, e quindi...
            - Scritto da: Jaguaro
            Uhm... io sarò di parte ma do ragione a lui.
            I vari cloni in giro per il mondo però andavano
            bene?Ma i cloni di cosa ?Io ne avrò fatti 200 di quelli che tu chiami Cloni di Arduinino.Ho fatto una scheda per autmatizzare una catena dove c'era un micro della ATMEL, ho scaricato il reference design dal sito, il GCC non ci ho messo manco il quarzo, perché hanno già all'interno gli oscillatori, ho collegato l'IO al sistema di attuazione ... che faccio devo pagare il brevetto ad Arduino ?Ti rendi conto che stai cercando di far passare un pezzetto di vetroresina su cui c'è saldato un MICRO con un minimo di componenti documentati dal produttore del CHIP, per un progetto come quello di un PC IBM, di un APPLE 2 o di un Raspberry PI (che paradossalmente è una implementazione di riferimento ma almeno come componentistica il suo prezzo lo vale).Prendere un micro ed implentarlo è un lavoro che un dilettante fa in un giorno, solo che di solito i dilettanti non lo fanno, lo fanno i professionisti che devono fare schede industriali e ci piazzano intorno componenti del costo di decine o centinaia di volte il micro.Una lodevole eccezione è avvenuta in passato per il 16F384 della Microchip e per il fratellino minore dell'di Arduino che erano usati per certe schede che sevivano ad accedere a certi canali a pagamento.Arduino è una semplice evoluzione di quelle schede che invece dell'interfaccia ISO9660 (una seriale a drain aperto) mette un convertitore per attaccarlo al PC.È un progetto italiano ma non è una macchina ad alta tecnologia è una macchina per fare soldi, grazie alla pubblicità ingannevole di certe trasmissioni a metà tra le rubriche tecnologiche delle rivistucole di provincia e la propaganda politica (di cui hanno subito il peso anche le povere innocenti stampanti 3D).
          • Luppolo scrive:
            Re: Progetto italiano, e quindi...
            Si ... non ISO9660 ma 7816 il 9660 è quello dei CD.
    • Leo Keyboard scrive:
      Re: Progetto italiano, e quindi...
      - Scritto da: Leguleio
      Hai svelato altarini che non conoscevo.
      (anonimo)Speriamo che i responsabili del progetto
      Arduino non passino di qui.
      :PE ma gli "altarini" che non conosci sono tanti e nonostante questo non manca mai la tua opinione (di nessun valore) ma non manca mai... questo è sicuro...Come sta Magda?e i bambini?(rotfl)(rotfl)
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