Discord in controcorrente: niente NFT (per ora)

Discord in controcorrente: niente NFT (per ora)

Il numero uno della piattaforma ha deciso di non salire sul carro in corsa dei Non-Fungible Token: il business di Discord non subirà scossoni.
Il numero uno della piattaforma ha deciso di non salire sul carro in corsa dei Non-Fungible Token: il business di Discord non subirà scossoni.

Il giro d'affari legato agli NFT, letteralmente esploso nel corso di quest'anno, ha spinto molte realtà che operano nei territori online e social a puntarvi nel nome della diversificazione del proprio business e con la volontà di generare profitti. Il discorso non vale però per Discord, che dopo aver preso in considerazione l'ipotesi ha preferito lasciar perdere.

No ai Non-Fungible Token, parola di CEO Discord

La conferma arriva direttamente dal CEO Jason Citron, attraverso un post affidato a Twitter, per placare i malcontenti manifestati da coloro che nei giorni scorsi avevano reagito alla possibile integrazione di un crypto wallet nel profilo della piattaforma. Non si trattava di un annuncio, bensì di un progetto interno alla community finalizzato a valutare la sperimentazione di nuove funzionalità.

Riportiamo di seguito in forma tradotta il comunicato in merito a quanto accaduto, rilasciato attraverso le pagine del sito TechCrunch.

Apprezziamo le prospettive condivise in risposta al concept interno che potreste aver visto in un tweet di questa settimana, ma vogliamo chiarire che al momento non abbiamo alcun piano per la sua implementazione. Siamo entusiasti per il potenziale della tecnologia Web3 e per i modi positivi in cui le community ad essa collegate si interfacciano su Discord, soprattutto quando organizzate in modo sostenibile per l'ambiente e concentrate sui progetti per i creatori. Ciò nonostante, riconosciamo esserci alcuni problemi da risolvere e che richiedono lavoro. Per ora siamo impegnati a proteggere gli utenti da spam, truffe e frodi.

Di recente la piattaforma ha dribblato il tentativo di acquisizione da parte di Microsoft e allungato a sua volta le mani su Sentropy, startup californiana che ha messo a punto una tecnologia in grado di facilitare l'individuazione e l'eliminazione di contenuti online riconducibili a odio e molestie.

Fonte: TechCrunch
Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Link copiato negli appunti