DJ attenti, le major vi ascoltano

L'ultimo blitz delle forze dell'ordine nelle discoteche di Molfetta, Bisceglie e Trani è di certo solo il primo di una serie di operazioni che si svolgeranno durante l'estate contro i DJ pirata
L'ultimo blitz delle forze dell'ordine nelle discoteche di Molfetta, Bisceglie e Trani è di certo solo il primo di una serie di operazioni che si svolgeranno durante l'estate contro i DJ pirata


Roma – Li chiamano pirati anche se con la loro musica nelle discoteche inducono all’acquisto: sono i DJ, categoria di “diffusori musicali” che in Italia ha una enorme audience e che sta entrando rapidamente tra gli obiettivi delle azioni anti-pirateria delle forze dell’ordine del nostro paese.

E’ solo di qualche giorno fa la notizia di un blitz della Guardia di Finanza in alcune discoteche dell’area di Molfetta, Bisceglie e Trani. Un’operazione che ha portato alla denuncia di cinque DJ perché erano in possesso di un certo numero di compact disc contraffatti, illegalmente realizzati o comprati al mercato nero.

Per loro, che pure promuovono la musica con le loro serate, le conseguenze dell’uso di materiale ritenuto illegale sono ben più pesanti di quelle di un qualsiasi pirata. Nel loro caso, infatti, la normativa parla espressamente di “detenzione di supporti fonografici illecitamente riprodotti per la diffusione in pubblico”. Può sembrare un controsenso ma questo significa che per ogni CD sequestrato i cinque dovranno pagare una sanzione superiore ai 1.100 euro e che per loro è più probabile che scattino anche le misure restrittive della libertà previste dall’attuale normativa sul diritto d’autore.

L’operazione che si è appena svolta non ha molti precedenti e si può associare ai numerosi blitz che negli ultimi mesi le forze dell’ordine hanno eseguito presso emittenti radiofoniche, individuando grandi quantità di file mp3 pirata, interi archivi musicali contraffatti e via dicendo.

Non solo. L’operazione di Trani deve squillare come un campanello di allarme per i DJ che, d’estate, moltiplicano le proprie attività. E’ evidente infatti che d’ora in poi i controlli saranno più serrati, le incursioni della Guardia di Finanza in feste, festini e discoteche si faranno più numerose. Va segnalato altresì che quanto accaduto in Puglia non tocca minimamente i locali nei quali i DJ si esibivano: a nessuno dei proprietari delle discoteche è stato contestato alcunché. I DJ pirata, dunque, sono soli.

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18 05 2003
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