DMA: Parlamento UE chiede applicazione più rigorosa

DMA: Parlamento UE chiede applicazione più rigorosa

Il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione di applicare il DMA in modo più rigoroso senza condizionamenti da parte di paesi terzi (Stati Uniti).,
DMA: Parlamento UE chiede applicazione più rigorosa
Il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione di applicare il DMA in modo più rigoroso senza condizionamenti da parte di paesi terzi (Stati Uniti).,

Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione non vincolante per chiedere alla Commissione un’applicazione più rigorosa del Digital Markets Act (DMA). I deputati sollecitano una conclusione rapida delle indagini e l’imposizione di sanzioni maggiori, senza il condizionamento di paesi terzi. Viene anche suggerito un monitoraggio approfondito sui sistemi operativi per smart TV.

Applicazione del DMA più efficace e rigorosa

Senza fare nomi, il Parlamento europeo ha evidenziato le continue pressioni politiche di paesi terzi per indebolire il DMA, sottolineando che queste interferenze non devono compromettere la sovranità e l’autonomia dell’UE nell’applicazione delle proprie norme. La Commissione dovrebbe utilizzare pienamente gli strumenti previsti (indagini, procedimenti per non conformità e sanzioni) per impedire ai gatekeeper di aggirare la legge.

Il riferimento è ovviamente agli Stati Uniti. L’amministrazione Trump (inclusi Presidente e Vice Presidente) ha criticato le leggi digitali europee, minacciando ritorsioni in diverse occasioni. I deputati sollecitano la conclusione delle indagini in corso e invitano la Commissione ad imporre sanzioni più efficaci e proporzionate. Quelle ricevute da Apple e Meta (500 e 200 milioni di euro, rispettivamente) sono state considerate troppo basse.

A fine aprile, la Commissione europea ha sottolineato i risultati positivi ottenuti con l’applicazione del DMA. Il Parlamento ha tuttavia evidenziato che i piccoli operatori continuano a subire pratiche discriminatorie e restrizioni dai gatekeeper che ostacolano l’innovazione e riducono la scelta per i consumatori.

I deputati hanno elencato alcuni comportamenti non conformi al DMA, tra cui l’auto-preferenza di Google, le schermate di consenso di TikTok basate su tecniche comportamentali, le modifiche delle impostazioni predefinite, l’ostacolo all’accesso ai servizi concorrenti da parte di Microsoft e l’uso continuato delle clausole di parità tariffaria vietate da parte di Booking.com.

Il Parlamento ha infine sottolineato l’accesso limitato ai servizi audiovisivi sulle smart TV, invitando la Commissione a monitorare questo segmento di mercato per evitare pratiche scorrette. A fine marzo, la Association of Commercial Television and Video on Demand Services in Europe ha chiesto di designare come gatekeeper i provider di sistemi operativi per smart TV e di assistenti virtuali.

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Pubblicato il
2 mag 2026
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