Domini .xxx, l'ICANN non si ferma

Non bastano le pressioni pubbliche di Europa e Stati Uniti: l'organizzazione che supervisiona il sistema dei domini è decisa a varare le estensioni a luci rosse
Non bastano le pressioni pubbliche di Europa e Stati Uniti: l'organizzazione che supervisiona il sistema dei domini è decisa a varare le estensioni a luci rosse


San Francisco (USA) – Con una reazione inconsueta per l’organizzazione, ICANN fa sapere in questi giorni che non ha alcuna intenzione di recedere dalla realizzazione di una vecchia idea, quella di creare i domini.xxx internet da dedicare interamente alla pornografia.

Nelle ultime settimane, con un estenuante tira e molla, autorità europee, americane e australiane a vario titolo si sono espresse sulla questione, tutte bocciando l’ipotesi. L’idea prevalente, infatti, è che domini di questo tipo anziché favorire una più facile tutela del pubblico più giovane da certi contenuti potrebbero rivelarsi propagatori di contenuti dannosi. Sul piano politico il problema avvertito dalle autorità è quello che deriva da una sorta di “avallo” alla pornografia che i nuovi domini implicherebbero.

Ma Paul Twomey, CEO di ICANN, in questi giorni va ribadendo che sebbene l’ente abbia intenzione di esaminare con molta attenzione tutte le osservazioni provenienti dai governi, è tuttavia deciso a proseguire nella valutazione dei nuovi domini.

Secondo la ICM Registry, tra le società che hanno proposto ad ICANN la realizzazione dei.xxx, l’industria dei contenuti per adulti non vede l’ora di potersi servire di domini di questo tipo: rispondendo in modo più attivo e semplice ai filtri sui contenuti web, questa è l’idea, potrebbero nascere anche nuovi servizi a luci rosse.

Dinanzi a sé l’ICANN ha però un percorso ad ostacoli. Sul tavolo di Twomey si trovano infatti due lettere vergate dalle massime autorità europee ed americane, ed entrambe esprimono “seria preoccupazione” sulla “legittimazione” che i domini darebbero ad un settore che, pur prosperando in molti dei paesi occidentali, non ha mai goduto di una vera e propria tutela normativa.

Per paesi come l’Australia, poi, il problema è ancora maggiore: “Questo governo ? si legge in una dichiarazione ufficiale – ha adottato una linea dura sulla pornografia in internet e non sosterrà alcuna misura che possa portare ad un incremento della presenza di contenuti offensivi in rete”.

L’idea di Towmey è ora quella di “riconfezionare” la proposta per riuscire a presentare un progetto digeribile anche per le amministrazioni più conservatrici.

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04 04 2006
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