Un miliardo di dollari per il nuovo social di Trump

Un miliardo di dollari per il nuovo social di Trump

Gli investitori credono nel progetto del tycoon e staccano un altro maxi assegno con l'obiettivo di finanziarne e sostenerne lo sviluppo.
Gli investitori credono nel progetto del tycoon e staccano un altro maxi assegno con l'obiettivo di finanziarne e sostenerne lo sviluppo.

Nonostante qualche problema emerso fin da subito sul fronte dell'infrastruttura, il progetto di Donald Trump finalizzato al lancio di un nuovo social network annunciato nel mese di ottobre sembra aver convinto gli investitori, tanto da arrivare a raccogliere un altro miliardo di dollari. A renderlo noto è un comunicato ufficiale pubblicato nel fine settimana.

TRUTH, nuovi fondi per il social di Donald

Ora, la realtà battezzata TMGT (Trump Media and Technology Group), è valutata complessivamente quattro miliardi di dollari. La volontà è quella di aprire al più presto la piattaforma chiamata TRUTH (VERITÀ, scritto rigorosamente in maiuscolo) arrivando così a contrastare le Big Tech della Silicon Valley che impiegano il loro potere in modo unilaterale per silenziare le voci che si oppongono in America.

Gli screenshot di TRUTH nella versione app per iOS

Non è dato a sapere chi siano gli investitori istituzionali che hanno scelto di dare fiducia al progetto mettendo mano al portafogli. Non è difficile immaginare che anche dalle bacheche del nuovo social passerà la campagna elettorale del tycoon in vista delle Presidenziali USA 2024: dopo aver incassato la sconfitta nel testa a testa alle urne contro Joe Biden, il candidato repubblicano potrebbe infatti tornare nuovamente a concorrere per la Casa Bianca. Sempre che l'iniziativa arrivi a concretizzarsi, a differenza di quanto accaduto solo pochi mesi fa con From The Desk of Donald Trump, annunciato come una rivoluzione e rivelatosi poi un semplice blog messo offline dai suoi stessi gestori a breve distanza dal lancio.

Al momento il diretto interessato rimane escluso da Facebook e Twitter, in seguito ai ban imposti all'inizio dell'anno dopo l'assalto a Capitol Hill del 6 gennaio.

Fonte: TMGT
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