Download/ 18 ottobre, S.Luca proteggici!

Firewall, crittografia e salute del disco fisso. Scongiuri e santini non bastano, occorre aggiornare i sistemi ogni tanto! Ecco come











a cura di PI Download

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Il corso di musica non è male
    La qualità dei contenuti di e-socrates dipende dai tutor, non dai gestori che mi sembra abbiano avuto coraggio e creatività a mettere a disposizione la piattaforma. Se poi un tutor fa solo link, il suo corso diventa scadente, ma già http://www.e-socrates.org/course/view.php?id=4è una introduzione schematica non male per chi vuole un primo filo rosso sull'argomento.Molti di noi preferiscono un apprendimento non-lineare, mettendo insieme più materiali finalizzati a scopi di volta in volta diversi. Ma occorre rispettare chi preferisce un corso lez. 1, lez. 2, lez. 3, poiché è un modo assolutamente legittimo di apprendere.Il tutor, per questo corso, risponde a tono alle domande e quindi i forum - non particolarmente lunghi, ma questo è un fatto di massa critica d'utenza - poco per volta di arricchiscono.In sintesi, un consiglio che si può dare ai gestori è quello di attrarre qualche tutor che faccia un corso "bandiera" un po ricco su un argomento di larga presa.Sembra facile...Se volete vedere cosa faccio io in fatto di insegnamento di economia, vedete quihttp://www.economicswebinstitute.org/main.htm
  • Anonimo scrive:
    Non funziona e non funzionerà
    Ci sono degli ottimi motivi per cui l'e-learning non si fa in modalità open-source, e per cui nessuno al mondo lo fa.Qualcuno pensa che l'open-source sia una specie di grande festa in cui le persone, romanticamente, sviluppano codice per il piacere di farlo, e le aziende lo usano perchè è bello e morale, mentre (basterebbe leggersi le analisi di Bruce Perens) l'open-source si usa per profondi e sostanziali motivi economici. Che non si applicano ad una attività di e-learning, intesa come produzione dei contenuti. Prova ne sia che quel sito è veramente qualcosa di brutto, del corso fondamenti di Unix ho visto due slide, ma intendo due di numero. Un minimo di senso del ridicolo suggerirebbe di toglierlo, in attesa di tempi migliori.Eh, che brutto quando la gente, è proprio il caso di dirlo, non ha fatto i compiti a casa e non sa di cosa parla.
  • Anonimo scrive:
    e-learning? caso mai e-stealing
    Sarebbe questo il risultato di anni di esperienza, un ridicolo contenitore vuoto con qua e là qualche pagina rubata?Se tutti i corsi sono fatti come il corso di cad (volgarissima raccolta di link a pagine web create da altri, senza chiedere nessun permesso, suppongo), mi sa che il vostro concetto di freeware è identico a quello di chi si scarica i warez da e-mule:non sarò un esperto di GPL, ma freeware dovrebbe essere una cosa volontariamente resa disponibile agli altri dall'autore, e non una cosa truffaldinamente sottratta al copyright dell'autore e utilizzata a sbafo contro la sua volontà.Vergognatevi.
    • Anonimo scrive:
      Re: e-learning? caso mai e-stealing
      Ho dato un'occhiata anch'io al sito e la prima impressione è che sia una e-sola (letto con l'accento sulla o, come a Roma...)
  • Anonimo scrive:
    Allora dovrebbero farvi santi
    in ogni caso il paradiso è vostro, oppure tutto questo è un modo per farvi pubblicità all'hostingma davvero pensate che la gente sia così ingenua da credere al vostro sacrificio da martiri e salvatori dell'umanità?maddai... :s
  • Anonimo scrive:
    A scopo di lucro... il problema.
    Il problema è che non avete firmato nulla che vi imponga di mantenere e-socrates libero da balzelli ed oramai, a 12-13 anni di Internet in Italia, chiunque abbia la possibilità di contribuire è lo stesso che ha visto innumerevoli tradimenti da parte di chi parlava di libertà, co-op ed attività mosse dalla sola passione per la propria idea. Da Buongiorno (chi ricorda la simpatica mailing-list del pensierino giornaliero?) che nel tempo è diventata un porcaio di mailing-list a tradimento, a Red-Hat, a Nessus... tutti casi diversi ma che in comune hanno quello di essere nate come iniziative, progetti e software libero da balzelli e poi essersi evolute in macchine produttive.Il passo falso è quando l'iniziativa subordina il proprio essere alla prerogativa di fare soldi: un conto è fare e poi possibilmente guadagnarci qualche soldo; un conto è fare per guadagnarci soldi. Cambia tutto.E visto che di tradimenti ce ne sono stati tanti, c'e' poca fiducia quando si tratta di investire il proprio tempo per il bene collettivo: chi garantisce a me che investo il mio tempo pensando di lavorare per una nuova era di condivisone della cultura, di non stare a consegnare intervalli di tempo della mia vita a due sciacalli che prima o poi se ne approprieranno indebitamente ed a tradimento?Lungi da me da voler affermare che i creatori di e-socrates siano gli sciacalli in questione. Anzi, spero che riescano a diventare il polo culturale a cui aspirano, come Wikipedia e anche di più (ve lo auguro caldamente; ci guadagneremo tutti una società migliore).Però oggettivamente in assenza di una certezza non mi sento di contribuire attivamente. Se infatti per il codice esistono archivi (come Sourceforge) ed associazioni (FSF, OSI, GNU, etc) che ne garantiscono la libertà nel tempo, questo non è ancora del tutto vero per i contenuti dei siti: che accade se il proprietario del sito che contiene centinaia di articoli Creative Commons, decide di chiudere i battenti di punto in bianco ed usare quegli articoli per una propria attività commerciale? Potrebbe farlo PI, come e-socrates...Per quanto riguarda PI, in genere un articolo è un impegno "spot": due ore e via. Ma mettere insieme un percorso formativo è un impegno che richiede continuità nel tempo.Forse per questo ognuno, magari anche prendendo spunto da e-socrates, inizia a trafficare con moodle e si crea il proprio piccolo ed insignificante polo culturale: è l'unico modo per essere certi di non farsi rubare il tempo.Forse la soluzione potrebbe essere quella di creare mirror multipli in seno ad istituzioni indipendenti (statali et similia, come le università), con un meccanismo che garantisca ai tutor il fatto di poter diffondere il proprio materiale anche dopo l'eventuale mutazione commerciale o chiusura di e-socrates come è oggi e unico motivo per cui ha deciso di contribuire.In bocca al lupo,Renton78
    • Hotge scrive:
      Re: A scopo di lucro... il problema.
      scommetto che di lavoro fai qualcosa di diverso dall'informatica....
      • MeDevil scrive:
        Re: A scopo di lucro... il problema.
        - Scritto da: Hotge
        scommetto che di lavoro fai qualcosa di diverso
        dall'informatica....(troll)Quoto il commento originario (non questo, che è solo una trollaggine). In tutti i casi spero che il progetto diventi una realtà concreta, e che non cada nella trappola che il bussiness ha teso a nessus e simili...
        • Anonimo scrive:
          Re: A scopo di lucro... il problema.
          - Scritto da: MeDevil

          - Scritto da: Hotge

          scommetto che di lavoro fai qualcosa di diverso

          dall'informatica....
          (troll)

          Quoto il commento originario (non questo, che è
          solo una trollaggine). In tutti i casi spero che
          il progetto diventi una realtà concreta, e che
          non cada nella trappola che il bussiness ha teso
          a nessus e simili...ma perchè ce l'avete tanto con il lavoro retribuito?se e-socrates diventasse a pagamento io non ci vedo nulla di male e non vi è alcun tradimento, l'importante è che lo comunichi tempestivamente alla comunitàtutti noi abbiamo bisogno di nutrirci e per far ciò dobbiamo lavorare e guadagnare qualcosa (denaro/baratto)la consivisione delle idee e della cultura non ha nulla da temere da ciò... il resto è solo fanatismo
          • Anonimo scrive:
            Re: A scopo di lucro... il problema.

            ma perchè ce l'avete tanto con il lavoro
            retribuito?

            se e-socrates diventasse a pagamento io non ci
            vedo nulla di male e non vi è alcun tradimento,
            l'importante è che lo comunichi tempestivamente
            alla comunità

            tutti noi abbiamo bisogno di nutrirci e per far
            ciò dobbiamo lavorare e guadagnare qualcosa
            (denaro/baratto)

            la consivisione delle idee e della cultura non ha
            nulla da temere da ciò... il resto è solo
            fanatismoBleah! Matusa! Ma quanto sei Out!Sei troooppo superato!Ora non dico il comunismo che è un fallimento e poi sappiamo tutti che i comunisti sono quelli senza soldi che vogliono i soldi ... ma tu mi stai ancora al denaro/baratto!Il denaro andrà a sparire, fattene una ragione!E te lo dico io (che ti scrivo dall'anno 2050).
    • balliano scrive:
      Re: A scopo di lucro... il problema.

      Il problema è che non avete firmato nulla che vi
      imponga di mantenere e-socrates libero da
      balzelliTi ringrazio molto per questa breve ma importante frase, creeremo un "accordo con gli utenti" che ci impegni nel mantenere e-Socrates libero e gratuito, un po' come ha fatto ubuntu. Credo sia veramente un'ottima idea e spero possa contribuire a dare fiducia al progetto.Grazie ancoraFabrizio
      • Anonimo scrive:
        Re: A scopo di lucro... il problema.


        Ti ringrazio molto per questa breve ma importante
        frase, creeremo un "accordo con gli utenti" che
        ci impegni nel mantenere e-Socrates libero e
        gratuito, un po' come ha fatto ubuntu. Credo sia
        veramente un'ottima idea e spero possa
        contribuire a dare fiducia al progetto.

        Grazie ancora
        FabrizioFarete una specie di contratto con gli italiani?;)Pero' l'idea e' buona, l'importante e' che non lo chiamate cosi' perchè non da' molta credibilita' ormai:)
    • gerry scrive:
      Re: A scopo di lucro... il problema.
      - Scritto da: Anonimo
      E visto che di tradimenti ce ne sono stati tanti,
      c'e' poca fiducia quando si tratta di investire
      il proprio tempo per il bene collettivo: chi
      garantisce a me che investo il mio tempo pensando
      di lavorare per una nuova era di condivisone
      della cultura, di non stare a consegnare
      intervalli di tempo della mia vita a due
      sciacalli che prima o poi se ne approprieranno
      indebitamente ed a tradimento?...
      che ne garantiscono la libertà nel tempo, questo
      non è ancora del tutto vero per i contenuti dei
      siti: che accade se il proprietario del sito che
      contiene centinaia di articoli Creative Commons,
      decide di chiudere i battenti di punto in bianco
      ed usare quegli articoli per una propria attività
      commerciale? Potrebbe farlo PI, come
      e-socrates...Potrebbe essere garantito dalla licenza (CC, ma dipende dalle clausole). Il copyright è personale è non alienabile, almeno in Italia. Cedendo un articolo non ne cedi la proprietà, ma solo il diritto ad usarlo. A determinate condizioni.Se lo cedi con un CC a clausola non commerciale questo non può essere usato a scopo commerciale.
    • Anonimo scrive:
      Re: A scopo di lucro... il problema.
      complimenti davvero x il primo post, ogni tanto leggere qualcosa di intelligente e di ottimo spirito fa proprio bene.speriamo che gli autori sappiano cogliere questo trampolino che è PI, perchè abbiamo davvero tanto bisogno di cultura libera, fuori dalla moda e dalle solite logiche commerciali che con la cultura vera di solito non hanno nulla a che fare...un in bocca al lupo!
  • Anonimo scrive:
    squola Bulgara
    CDOper il perfetto soviet
Chiudi i commenti