Bananito tradisce Strawberrina con Cherrita. Watermelina scopre tutto e fa una scenata nella villa. Grapenzo prova a consolare tutti, ma è chiaramente interessato solo a sé stesso. Se sembra la trama di un reality show scadente, è perché lo è. Solo che i protagonisti sono frutti generati dall’intelligenza artificiale, ogni episodio accumula milioni di visualizzazioni, e marche come Oasis e Danette si contendono le collaborazioni. Benvenuti nel fenomeno dello slop AI più assurdo del momento.
Banane infedeli e fragole gelose: la spazzatura AI dei reality invade TikTok sotto forma di frutti umanizzati
Su TikTok, sta spopolando Fruit Love Island, una parodia generata dall’AI del reality show in stile Temptation Island, ma con coppie di frutti. È fatto male, scritto peggio, i personaggi sono letteralmente banane e fragole con gli occhi, eppure ogni episodio genera milioni di visualizzazioni. Se ne parla persino su Wikipedia!
Non è l’unica serie del genere, circolano decine di varianti, tutte generate dall’AI che invadono TikTok e Instagram con nuovi episodi ogni giorno. Storie d’amore, tradimenti, scenate di gelosia, i classici cliché della TV spazzatura, riciclati con protagonisti che sono frutti tropicali con espressioni facciali inquietanti.
Perché funziona (nonostante tutto)
Tutti sanno benissimo che è spazzatura, ma la curiosità vince. Lo slop AI applicato ai reality show crea un prodotto così assurdo da diventare irresistibile, non perché sia di qualità, ma perché è talmente brutto e straniante da non riuscire a distogliere lo sguardo.
Il coinvolgimento delle marche amplifica il fenomeno. Danette, Free, Picard e Oasis commentano gli episodi e alimentano la viralità. Quando i brand legittimano la spazzatura, la spazzatura diventa mainstream.
Dietro l’apparente innocenza di frutti animati che litigano in una villa, molti utenti segnalano un problema più serio. Queste storie sono spesso permeate di sessismo, maschilismo e dinamiche relazionali tossiche, presentate come intrattenimento leggero. Il formato AI le rende ancora più insidiose perché le produce a costo zero e in quantità industriali, saturando i feed senza alcun filtro editoriale.
Qualche tempo fa spopolavano i video con gli spaghetti che piangevano e i neonati di pasta, sempre generati con l’AI. Siamo caduti in basso
commentano in molti. E hanno ragione. Ma intanto tutti guardano. E i milioni di visualizzazioni lo confermano.