Non è la prima volta che un drone crea seri problemi a un aeroporto, ma quanto accaduto allo scalo di Cuneo-Levaldigi è una storia a sé, che merita di essere raccontata. Un uomo di 55 anni, agricoltore, senza licenza di volo né autorizzazione o assicurazione, ne ha fatto volare uno dalle dimensioni importanti nei pressi della struttura, per spargere diserbante su un terreno di proprietà.
Un drone enorme ha bloccato l’aeroporto di Cuneo
Come riportato da La Stampa, non si è trattato della solita unità da 250 grammi che non richiede alcun patentino, ma di un quadricottero da 32 chilogrammi e con un interasse (l’estensione dei bracci aperti) fino a 2,7 metri. Insomma, non il classico DJI che si compra su Amazon per fare qualche foto e video dall’alto, ma un modello dal valore di mercato stimato in 15.000-20.000 euro e capace di raggiungere i 7 chilometri di distanza da chi lo controlla. Eppure, l’uomo, si è giustificato semplicemente così agli agenti di polizia che lo hanno raggiunto.
L’ho comprato su internet e lo stavo usando per diserbare i miei campi.

Il drone (nella foto qui sopra) è stato individuato dagli addetti alla sicurezza dell’aeroporto nel tardo pomeriggio del 2 maggio. Si muoveva a un’altezza di circa 35 metri. Un potenziale pericolo per i velivoli durante le fasi di decollo e atterraggio, tanto da far scattare la sospensione immediata del traffico aereo. Un eventuale impatto avrebbe potuto causare conseguenze drammatiche. È arrivata l’inevitabile denuncia e il quadricottero è stato sequestrato. Ora l’agricoltore rischia una multa fino a 100.000 euro.
Il drone sembra appartenete alla serie DJI Agras T (nell’immagine di copertina il modello T10), progettato proprio per questo tipo di impieghi. È capace di sollevare un serbatoio contenente liquido, in questo caso diserbante, per poi distribuirne il contenuto dall’alto. Si tratta di una tecnologia utilizzata sempre più spesso a questo scopo.