Due licenze Microsoft nell'olimpo Open Source

OSI ha assegnato a due licenze di Microsoft la certificazione open source. Ecco i dettagli di una decisione che suscita lodi ma anche polemiche e perplessità

Roma – Microsoft non è nuova all’Open Source, visto che ha già pubblicato il codice di alcuni piccoli progetti sotto licenze come la Common Public di IBM , ma è solo da oggi che il big di Redmond può dirsi ufficialmente parte della comunità open source. Open Source Initiative ( OSI ), che da anni si occupa della certificazione delle licenze aperte, ha infatti approvato la Microsoft Public License ( Ms-PL ) e la Microsoft Reciprocal License ( Ms-RL ), entrambe appartenenti alla controversa famiglia di licenze Shared Source .

OSI approva la licenze verificando che queste soddisfino i dieci requisiti fissati nell’ Open Source Definition : tra questi vi sono la libertà di vedere, modificare e ridistribuire il codice, e la piena neutralità nei confronti di piattaforme, tecnologie e prodotti. L’organizzazione ha ritenuto che delle cinque licenze presentate da Microsoft, solo due potessero soddisfare la definizione di Open Source . Tra quelle scartate vi sono la Microsoft Limited Public License e la Microsoft Reference License : la prima restringe l’utilizzo del software alla sola piattaforma Windows, mentre la seconda proibisce ogni modifica al codice.

Il presidente di OSI, Michael Tiemann, ha spiegato che la decisione di riconoscere Ms-PL e Ms-RL come licenze open source è stata raggiunta solo dopo molti dibattiti e confronti, ma alla fine i hanno vinto con “una maggioranza schiacciante” .

“Microsoft ha contattato OSI e le ha sottoposto le proprie licenze rispettando le regole e le procedure pubbliche che decine di altre organizzazioni hanno seguito nel corso degli anni. Microsoft non ha chiesto un trattamento privilegiato, e non lo ha ricevuto”, ha commentato Tiemann in questa nota . “Malgrado le recenti interazioni negative fra Microsoft e la comunità open source, lo spirito del dialogo è stato costruttivo e la nostra speranza è che questo possa portare a risultati altrettanto costruttivi”.

Sebbene in passato le licenze Ms-PL e Ms-CL abbiano persino ricevuto le lodi di Free Software Foundation Europe , la decisione di OSI non ha mancato di sollevare critiche e perplessità .

“I critici temono che Microsoft stia tentando di intorbidire le acque offuscando la distinzione tra le sue licenze open source e le sue più restrittive licenze shared source”, scrive ars technica.com in questo articolo . “L’incompatibilità tra le licenze open source di Microsoft e altre illustri licenze open source è un altro elemento della polemica. C’è infatti chi sostiene che questa incompatibilità contribuisca ad una inutile proliferazione delle licenze e, di conseguenza, alla frammentazione dell’ecosistema open source”.

Ars fa però anche notare che queste stesse considerazioni, per altro non nuove , potrebbero applicarsi anche alle licenze open source di altri colossi dell’industria, quali ad esempio la CDDL di Sun , e che in ogni caso la comunità open source potrebbe beneficiare non poco dal rilascio, sotto Ms-PL o Ms-RL, di un più elevato numero di software Microsoft: l’ezine cita ad esempio il Dynamic Language Runtime ( DLR ) di MS.NET, che grazie alla pubblicazione sotto Ms-PL potrà essere incluso in progetti open source come Mono e Moonlight .

Tiemann ammette però che ” una licenza open source è solo un punto di partenza ” per aderire alla filosofia di libera circolazione di codice e idee promossa dalla propria organizzazione.

“L’open source – ha affermato il presidente di OSI – si fonda sul codice (che può essere scritto meglio), sulla comunità (che può essere ampliata) e, infine, sull’idea che più aperto si dimostra il mercato all’innovazione, più innovazione il mercato può fornire”. E pertanto, sembra suggerire Tiemann, ora Microsoft deve dimostrare di saper abbracciare l’idea di open source non soltanto con una manciata di clausole , ma adottandone anche il modello di sviluppo condiviso e, soprattutto, il concetto di innovazione. Un concetto che, come noto, è in disaccordo con l’attuale sistema americano dei brevetti.

“Sono in molti a domandarsi come Microsoft possa attaccare i progetti open source con una mano e, con l’altra, non soltanto cercare di adottare i metodi open source, ma persino utilizzare il marchio OSI Approved Open Source “, scrive Russ Nelson , membro fondatore di OSI, sul proprio blog . “Nessuno può saperlo con certezza tranne Microsoft. Ma se avete fiducia nel fatto che l’Open Source sia il miglior modo per sviluppare software (come lo siamo qui in OSI), allora vi renderete conto del perché Microsoft attacchi l’Open Source e, nello stesso tempo, cerchi di usarlo. È sia la sua salvezza che il suo nemico”.

La MS-PL , nota in precedenza come Permissive License , consente agli sviluppatori di vedere, modificare e ridistribuire il codice sorgente sia a scopi commerciali che non. La licenza garantisce il diritto di utilizzare gratuitamente tutti gli eventuali copyright o brevetti necessari all’utilizzo del codice, e non obbliga gli sviluppatori a rilasciare i sorgenti di eventuali lavori derivati. Si tratta, in buona sostanza, di un approccio che ricorda da vicino la famiglia di licenze BSD .

Sotto questa licenza Microsoft ha già pubblicato diversi starter kit di Visual Studio, il Bluetooth Wrapper di Windows CE e il già citato DLR di MS.NET. In linea generale, l’azienda intende utilizzare questa licenza per strumenti di sviluppo, applicazioni e componenti.

La MS-RL , prima chiamata Community License , è sostanzialmente identica a quella precedente, tranne per il fatto di obbligare gli sviluppatori a rilasciare il codice di ogni modifica. Codice che, come avviene nel caso della MS-PL, dev’essere ripubblicato sotto la stessa licenza. Da questo punto di vista la MS-RL ricorda da vicino la GNU GPL ma, a differenza di questa, permette di ridistribuire i binari sotto altre “licenze compatibili”.

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  • Cristiano Usai scrive:
    Deutsche Telekom
    Io con la TIM non sono mai riuscito a vederla sta Tv, lettere, telefonate, continue riparazioni al centro assistenza Samsung e alla fine ho rinunciato e ho chiesto e ottenuto un telefono senza tv. E due anni di contratto mi sono rimasti!!!!
    • Pistola scrive:
      Re: Deutsche Telekom
      - Scritto da: Cristiano Usai
      Io con la TIM non sono mai riuscito a vederla sta
      Tv, lettere, telefonate, continue riparazioni al
      centro assistenza Samsung e alla fine ho
      rinunciato e ho chiesto e ottenuto un telefono
      senza tv. E due anni di contratto mi sono
      rimasti!!!!Quindi il problema era il telefono. Perché la tv funziona e funziona bene.
      • Cristiano Usai scrive:
        Re: Deutsche Telekom
        - Scritto da: Pistola
        - Scritto da: Cristiano Usai

        Io con la TIM non sono mai riuscito a vederla
        sta

        Tv, lettere, telefonate, continue riparazioni al

        centro assistenza Samsung e alla fine ho

        rinunciato e ho chiesto e ottenuto un telefono

        senza tv. E due anni di contratto mi sono

        rimasti!!!!
        Quindi il problema era il telefono. Perché la tv
        funziona e funziona
        bene. Peccato che la Tim faceva scarica barile con la Samsung e viceversa, alla fine mi sono stufato tanto mi sono accorto che non mi interssava poi così tanto, ho voluto provare....pazienza.....solo la Samsung alla fine è stata gentile e mi ha dato uno Z560 nuovo...
        • Pistola scrive:
          Re: Deutsche Telekom

          Peccato che la Tim faceva scarica barile con la
          Samsung e viceversaSe è il cellulare che non va, ha ragione la Tim. Il problema è della Samsung.
  • Pistola scrive:
    Non ho capito alcune cose...
    Ok che la Rai s'è bloccata sulla tv mobile (come su tutto), ma in Italia abbiamo già da un pezzo il dvb-h. Non tutta l'Italia è coperta, ma l'abbiamo.Per questo non capisco il senso di:L'incumbent teutonica acchiappa le frequenze per la tv mobile, quella vera, sui cellulari. Ma sarà tutto pronto per il grande mercato solo nel 2015. E in Italia?E in Italia? In Italia c'è già. Poco, ma c'è.Non capisco poi che voglia dire il "quella "vera". La tv nostra sarebbe finta?Se qualcuno spiega...grazie.
    • napalm scrive:
      Re: Non ho capito alcune cose...

      E in Italia? In Italia c'è già. Poco, ma c'è.

      Non capisco poi che voglia dire il "quella
      "vera". La tv nostra sarebbe
      finta?

      Se qualcuno spiega...grazie.in italia ci vorranno molti anni per avere una copertura decente e ora che la rai ha rifiutato dvbh questi anni diverranno decenni, in pratica salvo qualche roba di h3g rimarremo a guardare dvbh all estero
      • Raffaele Cinquegran a scrive:
        Re: Non ho capito alcune cose...
        Vodafone, TIM e H3G propongono contenuti di Sky e Mediaset per lo più. Che la Rai investa o meno nel DVB-H è tutto relativo per il successo della tecnologia. Potrebbe semplicemente vendere i contenuti da veicolare tramite gli operatori (anche se l'ipotesi è molto remota...).
        • Ezio Gonetto scrive:
          Re: Non ho capito alcune cose...
          Il sistema scelto da RAI e' perdente in partenza, in germania in 4 anni ha raccolto solo 5. utenti contro gli 800.000 in un anno di H3G. Ad intenditori poche parole
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