E-gratis/ Sega: pagate per giocare online

Il colosso nipponico cambia strategia e dal primo novembre impone un pagamento per gli utenti di SegaNet. Non è chiaro come l'azienda speri di trattenere a sé i propri utenti. La rete che cambia
Il colosso nipponico cambia strategia e dal primo novembre impone un pagamento per gli utenti di SegaNet. Non è chiaro come l'azienda speri di trattenere a sé i propri utenti. La rete che cambia

Tokyo (Giappone) – Non sarà facile per il gigante della produzione videoludica, Sega, convincere gli utenti dei propri servizi online di gaming che giocare online significa anche pagare.

Eppure, in una lettera inviata nelle scorse ore alle molte migliaia di utenti che frequentano i servizi di SegaNet , l’azienda ha avvertito che per continuare a giocare online i suoi game multiplayer, tutti dovranno sborsare 9,95 dollari al mese a partire dal primo novembre.

Quello del gaming online è un mondo in espansione e sono moltissime le realtà, anche in Italia, che offrono ai player la possibilità di divertirsi con migliaia di altri utenti con avventure e modalità sempre più diversificate e complesse. Anche per questo qualcuno dubita che Sega possa davvero trattenere la maggior parte degli utenti ora che SegaNet passa dal gratis al pay-to-play, secondo quello che appare un trend sempre più consolidato tra i fornitori di servizi internet.

SegaNet, come noto, è uno strumento che permette ai possessori della console Dreamcast, non più prodotta dall’azienda nipponica, di giocare in rete. Da tempo SegaNet ha dismesso i propri servizi di accesso ad internet. Stando all’azienda, sono 300mila gli utenti che giocano online al più celebre dei suoi game: “Phantasy Star Online”.

Come si ricorderà, SegaNet si candida anche al supporto online dei game multiplayer delle nuove console in uscita, Xbox di Microsoft e GameCube di Nintendo. Proprio in questo senso, e non solo in quello della produzione videoludica, Sega ha più volte fatto capire di avere intenzione di dare filo da torcere a tutti e posizionarsi come leader del settore. Ma qualcuno si chiede se dietro la richiesta di un “abbonamento” per il gaming online non ci sia invece la necessità di “parare” una fiacchezza finanziaria che non consente di espandere ad libitum le infrastrutture di gioco…

E questo nonostante proprio i gamer di Phantasy Star possano stare tranquilli: loro infatti non dovranno pagare. La motivazione ufficiale di questa “esenzione”, che Sega definisce “l’eccezione alla regola”, sta nel fatto che il game è gestito con un sistema di server totalmente diverso dalle altre attività. Ma è una mossa che fa riflettere tanti e qualcuno la interpreta come l’evidenza che Sega sta facendo un esperimento con l’introduzione delle sue “gabelle”, un esperimento nel quale evidentemente non vuole coinvolgere il suo più ampio bacino di utenza.

A chi pagherà, comunque, Sega offre servizi di messaggeria istantanea, tornei e pagine per i profili personali. Fa parte dei “must” delle imprese che passano a servizi online a pagamento, ormai, offrire qualcosa in più per spingere i propri utenti a trasformarsi in veri e propri clienti. Riuscirà Sega nel suo intento?

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23 10 2001
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