E Microsoft cala il tridente

Il colosso di Redmond ridisegna la sua organizzazione interna creando Platform Products & Services, Business e Entertainment & Devices, tre macro-strutture con tre presidenti di riferimento


Roma – Microsoft ha deciso di rivoluzionare la propria struttura dirigenziale, riconducendo l’intero apparato a tre unità centrali. In concomitanza con il ritiro, alla fine del 2006, di Jim Allchin, top manager in area Windows, saranno create: Platform Products & Services (Client Windows, MSN, e Server & Tools), Business (Office e Microsoft Business Solutions) e Entertainment & Devices (Home Entertainment e Mobile Devices).

Steve Ballmer CEO di Microsoft, intervistato dal Seattle Post-Intelligencer , ha affermato che la decisione di Allchin di lasciare l’azienda per questioni personali è sì stata caratterizzante ma non ha rappresentato l’unico elemento centrale del reshuffling . “Abbiamo deciso di mettere tre importanti manager (Kevin Johnson, Jeff Raikes and Robbie Bach) a capo delle nuove divisioni per migliorare la nostra agilità e capacità innovativa . Faranno riferimento a me direttamente, ma saranno più vicini alle operazioni sul campo di quanto non siano stati in passato”, ha spiegato Ballmer.

Incalzato sulla potenziale autonomia dei nuovi presidenti, Ballmer ha assicurato che disporranno di tutti i poteri decisionali di cui avranno bisogno all’interno del loro dipartimento, con meno limiti di prima, ma sempre nel rispetto di una strategia organica.

“Noi vogliamo che le nostre applicazioni e servizi sfruttino in pieno le nostre piattaforme. I nostri clienti desiderano coerenza in questo aspetto. Alle persone, ad esempio, piace l’idea che Windows sia interoperabile con Xbox a casa, e quindi abbiamo bisogno di far cooperare le nostre unità organizzative. Pertanto ci sarà molta autonomia, ma sempre nel rispetto dell’indirizzo comune”.

“Tutti potranno implementare le loro strategie volte alla crescita e lo sviluppo, ma è ovvio che Kevin si concentrerà sulle piattaforme, Jeff nell’area business e Robbie nell’intrattenimento e nel settore device”.

Non è mancata una domanda sul ruolo specifico di Ballmer e Gates all’interno della nuova struttura. “Io mantengo tutte le responsabilità del marchio e quindi mi occuperò di orchestrare al meglio le risorse del top management. E’ evidente che con Bill la collaborazione sarà a tempo pieno, come è sempre stato”. La sfida, secondo Ballmer, è anche quella di espandere la propria area di interesse per fronteggiare aziende di grosso calibro come Google, Yahoo!, Nokia e Salesforce.com.

Tre grandi divisioni interne anziché sei come in passato vengono dunque considerate come tre nuove e agili Microsoft. “Marciare separati per colpire uniti”, non c’era proprio da aspettarselo che Ballmer adottasse la stessa tattica di Lenin.

Dario d’Elia

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  • Anonimo scrive:
    Ma dopo quanti anni decade un brevetto ?
    sapevo che per i farmaci sotto brevetto dopo circa 20 anni il brevetto decade e anche altri possono produrre un farmaco che prima era esclusivo....esiste una cosa del genere anche per i libri?
  • painlord2k scrive:
    La spiegazione del problema
    Google Print è un servizio di indicizzazione dei libri scannerizzati da Google.Con Google partecipano all'operazione anche varie biblioteche universitarie e di importanza nazionale (per gli USA).Le biblioteche hanno interesse a scannerizzare ed indicizzare i loro libri per permettere ai loro utenti di trovare riferimenti anche in libri non conosciuti. In breve il sistema potenzia enormemente il sistema di indicizzazione dei libri, che per adesso è formato da cartellini (elettronici o meno) che contengono solo poche parole o termini di riferimento, più legate al genere di libro che al suo contenuto effettivo.Google vuole portare questo servizio di ricerca dalle sale delle biblioteche a internet, rendendo possibile a tutti cercare un termine o una frase all'interno di una enorme biblioteca di libri, sapendo esattamente in quali libri si trova e potendo leggere un minuscolo estratto dal testo.Il contendere sta tutto in questa capacità di ricerca, che prima non era disponibile e adesso lo è.Ovviamente quelli di Google non sono stupidi, quindi hanno consultato i loro, profumatamente pagati, avvocati che si occupano di diritto legato al Copyright negli USA.Il primo passo è stato quello di annunciare l'iniziativa e pubblicizzare che avrebbe coinvolto sia i testi in pubblico dominio, sia i tesi sotto copyright.Google, per la dottrina del fair use, non ha la necessità di chiedere il permesso agli autori/editori per scannerizzare i libri sotto copyright per indicizzarne il contenuto.Il secondo passo è stato quello di permettere agli utenti di visualizzare solo il testo immediatamente prima e dopo il termine della ricerca (quindi due o tre righe, al massimo), che a sua volta ricade nel fair use e difficilmente può essere visto come una offerta alternativa al libro stesso. Questo vale per tutti i libri sotto copyright il cui autore/editore non abbia rilasciato il permesso di visualizzare una porzione maggiore di testo.Il terzo passo è l'impossibilità per lo stesso utente di visualizzare più di una percentuale fissa del testo del libro, indipendentemente dal numero delle ricerche compiute.Il quarto passo è stato quello di sospendere unilateralmente per alcuni mesi l'iniziativa per dare tempo ai detentori dei diritti di presentare una lista di opere che non desiderano vengano incorporate nell'indice.Il quinto passo è avere un link che mostra dove poter acquistare il libro che contiene i termini della ricerca.Il tutto è stato preparato e tessuto per mettere in difficoltà legale chiunque tenti di bloccare l'iniziativa, perché ogni singolo passaggio è pensato per non ledere i diritti legali di chi detiene il copyright, così come il processo nel suo insieme.Al contrario, ci sono argomenti per sostenere che il servizio di Google ha un effetto positivo per chi detiene i diritti (ogni opera può essere trovata e si trova sullo stesso piano delle altre) e positivo per la società nel suo complesso (tutta la conoscenza può essere localizzata e resa disponibile).Una dellepoche argomentazioni sostenute dall'opposizione è che l'iniziativa di Google porta l'onere dell'esclusione a carico di chi detiene il copyright, e che alcuni che detengono i diritti potrebbero non conoscere/elencare tutte le opere che sono di loro proprietà.L'argomento è, secondo la mia opinione, debolissimo.La legge sul (C) negli USA ha abolito la registrazione delle opere sotto diritto d'autore presso una autorità centrale (per accordi internazionali sottoscritti).Questo significa che nessuno, a parte il detentore dei diritti, può sapere che un'opera è sotto copyright o se è in pubblico dominio (se l'opera non è mai stata pubblicata, il copyright esiste, ma nessuno ne è a conoscenza a parte l'autore, ne può sapere quando scadrà).Se anche il proprietario dei diritti non sa se un'opera è sua oppure no, questo significa che l'opera, in pratica, non ha un proprietario. C'è un minimo di diligenza che ogni legge richiede per afermare un proprio diritto.Ammettere questo argomento sarebbe come permettere ad una persona di vietare a tutti di attraversare qualsiasi campo abbandonato perché potrebbe essere suo e lui avrebbe il diritto di impedirlo o di farsi pagare., ma non sa con sicurezza qual'è e se c'è.Contrastare la visione di uno "snippet" (un ritaglino) di una pagina di un libro indicherebbe che ci può essere un (C) anche sulle semplici frasi all'interno di un'opera più ampia; questo è contrario alla dottrina legale accettata fino ad ora (negli USA ma anche nel resto del mondo). L'opera deve essere originale (la maggior parte delle frasi non lo è), e non può essere una banale modifica di un'opera preesistente.
    • Anonimo scrive:
      Re: La spiegazione del problema
      complimenti bella esposizione, ma forse sotto sotto ci potrebbe essere dell'altro.per esempio, se trovo liberamente, spaziando dal romanzo al saggio, tonnellate di roba da leggere, forse daro', a parita' di valore, la precedenza al gratuito rimandando l'acquisto del libro coperto da diritto d'autore ad una delle mie prossime vite.poi ci sarebbe da considerare che quanti intendono pilotare l'opinione pubblica usando i libri come gia' fanno con giornali e televisione si ritroverebbero una lancia spuntata.insomma a sembra che siano timori di questo genere a voler contrastare l'iniziativa di google.
    • Anonimo scrive:
      Re: La spiegazione del problema
      Finalmente, una spiegazione esaustiva. Grazie!
  • Anonimo scrive:
    Chiarimento: Google non ripubblica libri
    Google Print non ripubblica i libri ma vuole solo renderli cercabili.Quando l'utente fa una ricerca su Google Print, possono succedere due cose:a) il libro individuato non è protetto da copyright oppure è protetto da copyright ma l'editore ha dato il consenso a divulgarlo. In tal caso Google Print mostra l'intera pagina del libro con evidenziati i termini cercati dall'utente. C'è anche un link al sito dell'editore che detiene i diritti sull'opera, così che l'editore possa guadagnare vendendo all'utente il libro individuato tramite Google Print.b) il libro individuato è protetto da copyright e l'editore non ha dato il consenso a divulgarlo. In tal caso Google Print *non* mostra l'intera pagina ma solo brevi estratti di testo dove appaiono i termini cercati. Gli estratti rientrano nel "fair use" di un'opera. C'è anche un link al sito dell'editore che detiene i diritti sull'opera, così che l'editore possa guadagnare vendendo all'utente il libro individuato tramite Google Print.Adesso bisogna capire solo se estratti di testo come quello che segue sono violazione del copyright o meno:http://googleblog.blogspot.com/uploaded_images/LibraryProject_screenshot-745613.JPGDeciderà il giudice.
  • Terra2 scrive:
    La vacca è grassa
    E tutti si precipitano a mungere.E pensare che sarebbe stato sufficiente comperare un po' di azioni google quando valevano 3 volte meno...
  • Anonimo scrive:
    Saraà divertente...
    ... quando google dovrà chiedere l'autorizzazione a Dante, Virgilio o Voltaire..."Presto Martin! Raggiungiamo le 88 miglia orarie! Grande Google!"
    • Anonimo scrive:
      Re: Saraà divertente...
      - Scritto da: Anonimo
      ... quando google dovrà chiedere l'autorizzazione
      a Dante, Virgilio o Voltaire...Il diritto d'autore non vive in eterno. (troll) (troll1) (troll2) (troll3) (troll4)
      • Anonimo scrive:
        Re: Saraà divertente...
        - Scritto da: Anonimo


        - Scritto da: Anonimo

        ... quando google dovrà chiedere
        l'autorizzazione

        a Dante, Virgilio o Voltaire...

        Il diritto d'autore non vive in eterno.
        (troll) (troll1) (troll2) (troll3) (troll4)Lo sapevo, non si può neppure scherzare... :'(
    • Q88 scrive:
      Re: Saraà divertente...

      "Presto Martin! Raggiungiamo le 88 miglia orarie!
      Grande Google!"Martin??? :@
  • Anonimo scrive:
    Eeeh??? Articolo confuso
    Ha ragione il postatore di "qual e' il problema?"Dall' articolo non si capisce quali sono le critiche rivolte a Google dall' associazione Autori d'America.Se Google chiede(va) l'autorizzazione agli editori e gli editori sono i detentori del diritto d'autore che problema c'e(ra)?Non sono gli editori gli unici responsabili di dire la loro sul copyright dei loro libri?Se l'autore ha venduto il suo diritto di autore all'editore, (come normalmente succede) puo' ancora dire la sua?Chi altro puo' dire la sua o "non essere daccordo" con Google Print (come Goolge dice nel suo pezzo) se non i detentori dei diritti???Boh?...per la redazione: potreste chiarire?
    • Anonimo scrive:
      Re: Eeeh??? Articolo confuso
      Forse si tratta del fatto che un editore (detentore dei diritti) da magari l'autorizzazione a pubblicare su Google Print un libro di 20 anni fa che non conviene piu' ristampare perche' non vende piu' una cippa [mi pare che fosse questa la speranza di Google, leggendo la loro policy] ma a quel punto l'autore si imbestialisce. Rimane il problema del se un autore ha il diritto di imbestialirsi e fare causa a Google se non e' piu' il detentore dei diritti d'autore.O forse si tratta del fatto che Google avendo scannerizzato opere dalle biblioteche, si sono invece dimenticati (contrariamente a quanto dichiarato nella loro poliicy, pero') di chiedere l'autorizzazione ai detentori dei diritti.Pero' in effetti l'articolo e' un po' contraddittorio...
    • Anonimo scrive:
      Re: Eeeh??? Articolo confuso

      Dall' articolo non si capisce quali sono le
      critiche rivolte a Google dall' associazione
      Autori d'America.qui leggo:non si sarebbe armata a dovere per distinguere con precisione fra i libri di pubblico dominio e quelli che invece ricadono nel diritto d'autoreMi pare chiaro devo dire.
      • Anonimo scrive:
        Re: Eeeh??? Articolo confuso
        - Scritto da: Anonimo

        Dall' articolo non si capisce quali sono le

        critiche rivolte a Google dall' associazione

        Autori d'America.


        qui leggo:

        non si sarebbe armata a dovere per distinguere
        con precisione fra i libri di pubblico dominio e
        quelli che invece ricadono nel diritto d'autore

        Mi pare chiaro devo dire.A me no. Prima di tutto: "Armata a dovere"?!? Cosa si intende per "armarsi a dovere"?Potevano almeno fare un esempio, no?Non hanno chiesto l'autorizzazione scritta ma solo verbale? L'hanno chiesta all' ufficio sbagliato? Non l'hanno chiesta per niente? Le richieste dovevano andare anche agli autori e non solo gli editori?Ogni tanto si vuole anche un po' andare a fondo alle questioni e non solo bere tutto quello che ci viene propinato cosi; com'e'...non credi?
  • Anonimo scrive:
    "opinione" ?
    "Ma sappiamo anche che non tutti sono d'accordo, e quindi stiamo facendo del nostro meglio per rispettare la loro opinione"mi pare offensivo.non si tratta di una opinione, come non è una "opinione" qualsiasi altro diritto
  • Anonimo scrive:
    Ma allora qual'è il problema?
    Nell'articolo non si capisce niente, si dice che Google fa già esattamente quello che gli altri chiedono, allora dov'è il problema?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma allora qual'è il problema?
      - Scritto da: Anonimo
      Nell'articolo non si capisce niente, si dice che
      Google fa già esattamente quello che gli altri
      chiedono, allora dov'è il problema?Credo sia questo il problema in America:$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$Mentre in Europa è questo:????????????????????????????????In UK invece è questo:££££££££££££££££££££££££££££££££
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma allora qual'è il problema?

        Credo sia questo il problema in America:

        $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

        Mentre in Europa è questo:

        €€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€

        In UK invece è questo:
        ££££££££££££££££££££££££££££££££Fammi capire, uno si fa un mazzo per scrivere un buon libro e poi arriva google che lo fotocopia e lo mette in rete?Il problema non è solo $ € £ (come se guadagnare dal proprio impegno e dalle proprie capacità fosse una colpa), ma anche il *rispetto* del lavoro e dei diritti altrui.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma allora qual'è il problema?
          - Scritto da: Anonimo
          Fammi capire, uno si fa un mazzo per scrivere un
          buon libroNo fammi capire a me, io avevo chiesto spiegazioni e voi a scrivere scemenze
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma allora qual'è il problema?
            - Scritto da: Anonimo
            - Scritto da: Anonimo

            Fammi capire, uno si fa un mazzo per scrivere un

            buon libro

            No fammi capire a me, io avevo chiesto
            spiegazioni e voi a scrivere scemenzeIo scemenze non ne ho scritte, ho solo risposto agli assurdi "argomenti" di un messaggio precedente.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma allora qual'è il problema?



            Fammi capire, uno si fa un mazzo per scrivere
            un


            buon libro



            No fammi capire a me, io avevo chiesto

            spiegazioni e voi a scrivere scemenze

            Io scemenze non ne ho scritte, ho solo risposto
            agli assurdi "argomenti" di un messaggio
            precedente.No, no, le scemenze le hai scritte eccome:non mi pare che l'articolo dicesse che un autore di punto in bianco si potesse trovare suoi libri pubblicati su Google Print dal momento che Google chiede(va) l'autorizzazione ai detentori dei diritti d'autore (che in genere sono gli editori).I problemi a quanto pare sono altri...ma ha ragione il postatore iniziale di questo thread..non si capisce quali sono i problemi. L'articolo e' abbastanza criptico, a mio parere.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma allora qual'è il problema?
            - Scritto da: Anonimo
            No, no, le scemenze le hai scritte eccome:
            non mi pare che l'articolo dicesse che un autore
            di punto in bianco si potesse trovare suoi libri
            pubblicati su Google Print dal momento che Google
            chiede(va) l'autorizzazione ai detentori dei
            diritti d'autore (che in genere sono gli
            editori).
            I problemi a quanto pare sono altri...ma ha
            ragione il postatore iniziale di questo
            thread..non si capisce quali sono i problemi.
            L'articolo e' abbastanza criptico, a mio parere.Infatti confermo,mica pubblicano i libri completamente e li mettono gratis a disposizione di tutti.E il mio messaggio con $$$ £££ ???? era una sintesi del problema: come qualcuno fa qualcosa nel campo dell'editoria tutti rizzano le antenne e si preoccupano dei loro dindini.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma allora qual'è il problema?

            Infatti confermo,mica pubblicano i libri
            completamente e li mettono gratis a disposizione
            di tutti.Dall'articolo:"Google, questo il cuore dell'accusa, non si sarebbe armata a dovere per distinguere con precisione fra i libri di pubblico dominio e quelli che invece ricadono nel diritto d'autore".
            E il mio messaggio con $$$ £££ €€€€ era una
            sintesi del problema: come qualcuno fa qualcosa
            nel campo dell'editoria tutti rizzano le antenne
            e si preoccupano dei loro dindini.Adesso è pure una colpa pretendere il rispetto e il giusto compenso per il proprio lavoro?
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma allora qual'è il problema?
            - Scritto da: Anonimo
            Dall'articolo:
            "Google, questo il cuore dell'accusa, non si
            sarebbe armata a dovere per distinguere con
            precisione fra i libri di pubblico dominio e
            quelli che invece ricadono nel diritto d'autore".Massì tanto il pubblico domino tra un po' lo spostano a 30'000 anni dalla morte dell'autore e sarà facile distinguere
            Adesso è pure una colpa pretendere il rispetto e
            il giusto compenso per il proprio lavoro?E' una colpa rompere le balle a progetti come questi tirando in ballo cose campate in aria. E se fosse vero che google ha commesso degli errori bastava dire su quali libri anziché sollevare polveroni, polveroni tirati su solo per futili questioni di soldi.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma allora qual'è il problema?

            No, no, le scemenze le hai scritte eccome:
            non mi pare che l'articolo dicesse che un autore
            di punto in bianco si potesse trovare suoi libri
            pubblicati su Google PrintL'articolo lo hai letto?"Google, questo il cuore dell'accusa, non si sarebbe armata a dovere per distinguere con precisione fra i libri di pubblico dominio e quelli che invece ricadono nel diritto d'autore".
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma allora qual'è il problema?
            - Scritto da: Anonimo

            No, no, le scemenze le hai scritte eccome:

            non mi pare che l'articolo dicesse che un autore

            di punto in bianco si potesse trovare suoi libri

            pubblicati su Google Print

            L'articolo lo hai letto?

            "Google, questo il cuore dell'accusa, non si
            sarebbe armata a dovere per distinguere con
            precisione fra i libri di pubblico dominio e
            quelli che invece ricadono nel diritto d'autore".Io l'ho letto e tu invece l'hai letto solo fino a meta'?---Nella sua policy, Google sottolinea che non verrà presentata alcuna pagina di lavori protetti a meno che l'autore o comunque il detentore del diritto d'autore non abbia acconsentito a farlo.---Questa frase contraddice la precedente. E l'articolo non spiega se/dove/come Google non sarebbe stato ai patti della sua policy, se e' questo il problema...ma potrebbe anche trattarsi di "altro" per quanto ne sappiamo....se non spiegano...
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma allora qual'è il problema?
          Mah, io grazie agli ebook ho comprato un bel po' di libri, ho conosciuto autori nuovi ecc...Secondo me sono un incentivo, non tutti sono disposti a comprare per "testare". E poi scusate, allora togliamo di mezzo anche le biblioteche??
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma allora qual'è il problema?

            Sapere "non a pagamento" mica tanto, non ricordo
            esattamente la percentuale però in Italia
            l'editoria campa in gran parte grazie agli
            acquisti delle biblioteche. Libri che vengono
            comprati con i soldi delle nostre tasse e che poi
            magari non troviamo nelle biblioteche perché non
            c'è personale per archiviarli.Non lo dico mica io, lo dicono gli editori che si vedono comprare un libro sono invece di 10/50/100.A meno che non ricevano qualche compenso strano (il che mi parrebbe logico) per loro quella è gente che legge il suo libro gratuitamente.Dall'inizio dell'anno mia madre e mia zia avranno letto un centinaio di gialli dalla biblioteca, gialli spesso non comprati dalla biblioteca, ma donati alla biblioteca da altri cittadini (lo hanno fatto pure loro due, un paio di volte).Per quanto abbiano pagato in tasse, non li avranno mai pagati tutti a prezzo pieno.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma allora qual'è il problema?
            - Scritto da: Anonimo
            Non lo dico mica io, lo dicono gli editori che si
            vedono comprare un libro sono invece di
            10/50/100.Lo so cosa dicono, gli editori li conosco bene.
            Dall'inizio dell'anno mia madre e mia zia avranno
            letto un centinaio di gialli dalla biblioteca,
            gialli spesso non comprati dalla biblioteca, ma
            donati alla biblioteca da altri cittadini (lo
            hanno fatto pure loro due, un paio di volte).
            Per quanto abbiano pagato in tasse, non li
            avranno mai pagati tutti a prezzo pieno.Si ma non intendo mica che non sia conveniente andare in biblioteca. Dico che in Italia le biblioteche con i soldi delle tasse già fanno fare dei bei soldi agli editori, anche perché un sacco di gente non legge e mai li comprerebbe al contrario di tua madre e tua zia. Quindi non dovrebbero rompere le scatole per far pagare il prestito in biblioteca e piangere meno miseria.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma allora qual'è il problema?
          - Scritto da: Anonimo
          Fammi capire, uno si fa un mazzo per scrivere un
          buon libro e poi arriva google che lo fotocopia e
          lo mette in rete?No. Da dove hai capito 'sta cosa?Google non pubblica in rete i libri, si limita a renderli cercabili, mettendo poi un link al sito dell'editore, dove il libro può essere acquistato.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma allora qual'è il problema?
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        Nell'articolo non si capisce niente, si dice che

        Google fa già esattamente quello che gli altri

        chiedono, allora dov'è il problema?

        Credo sia questo il problema in America:

        $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

        Mentre in Europa è questo:

        ????????????????????????????????

        In UK invece è questo:
        ££££££££££££££££££££££££££££££££In Giappone:¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥Ah, "qual è" senza apostrofo.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma allora qual'è il problema?
      - Scritto da: Anonimo
      Nell'articolo non si capisce niente, si dice che
      Google fa già esattamente quello che gli altri
      chiedono, allora dov'è il problema?Che google a detto che voleva scannerizzare libri antichi o comunque con il copyright scaduto, e ora scrittori recenti hanno paura che voglia scannerizzare anche quelli con copyright ancora valido (che non mi pare sia mai stato annunciato).Quindi tecnicamente il problema è $,?,£ etc, ma si può essere anche più precisi... ;)
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma allora qual'è il problema?
        Mi correggo, ho cercato meglio e ne ho trovati anche di nuovi, quindi hanno cambiato idea.Comunque mi pare per la maggior parte saggistica... :
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma allora qual'è il problema?
          - Scritto da: Anonimo
          Mi correggo, ho cercato meglio e ne ho trovati
          anche di nuovi, quindi hanno cambiato idea.

          Comunque mi pare per la maggior parte
          saggistica...
          :Perché, chi scrive saggistica non va remunerato, il libro s'è scritto e prodotto da sé?
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma allora qual'è il problema?
            - Scritto da: Anonimo
            Perché, chi scrive saggistica non va remunerato,
            il libro s'è scritto e prodotto da sé?Magari è stato dato il consenso.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma allora qual'è il problema?
          - Scritto da: Anonimo
          Mi correggo, ho cercato meglio e ne ho trovati
          anche di nuovi, quindi hanno cambiato idea.

          Comunque mi pare per la maggior parte
          saggistica...
          :Dacci il link almeno si fa chiarezza su questa cosa.
  • Anonimo scrive:
    Gli autori de chè?
    Ma questi lo sanno che si beccano solamente un "diritto a forfait" mentre gli editori ci mangiano per anni ?   :D    :D
    • Anonimo scrive:
      Re: Gli autori de chè?
      Lo sanno e visto che non possono mordere verso i padroni ci provano con google
      • Anonimo scrive:
        Re: Gli autori de chè?
        - Scritto da: Anonimo
        Lo sanno e visto che non possono mordere verso i
        padroni ci provano con googleL'ennesima prova che sono dei coglionazzi e per un pugno di dollari in più manderebbero a fottere un bene comune : il sapere !
    • Anonimo scrive:
      Re: Gli autori de chè?
      - Scritto da: Anonimo
      Ma questi lo sanno che si beccano solamente un
      "diritto a forfait" mentre gli editori ci
      mangiano per anni ? :D :DE lo sai che c'è pure chi riceve una percentale per ogni singola copia venduta? Non è il caso di parlare di un mercato se lo si vede solo dall'esterno.
    • Anonimo scrive:
      Re: Gli autori de chè?
      - Scritto da: Anonimo
      Ma questi lo sanno che si beccano solamente un
      "diritto a forfait" mentre gli editori ci
      mangiano per anni ? :D :DAh, ed aggiungo io l'ho visto Google Print : caso mai dovrebbero esserne felici perchè Google fa pubblicità ai libri ed invece ? Gli danno contro ! :@
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