Eärendil-1 sarà il primo specchio solare nello spazio

Eärendil-1 sarà il primo specchio solare nello spazio

Eärendil-1 è il nome del primo satellite di Reflect Orbital che permetterà di illuminare un'area di 5 Km attraverso uno specchio solare di 18 metri.
Eärendil-1 sarà il primo specchio solare nello spazio
Eärendil-1 è il nome del primo satellite di Reflect Orbital che permetterà di illuminare un'area di 5 Km attraverso uno specchio solare di 18 metri.

La FCC (Federal Communications Commission) degli Stati Uniti ha autorizzato il lancio di Eärendil-1, nome chiaramente ispirato al personaggio di Tolkien (è il padre di Elrond). Si tratta di uno specchio spaziale che rifletterà la luce del Sole verso la Terra. Farà parte di una costellazione di 50.000 satelliti che dovrebbe essere completata entro il 2035. Il progetto ha ricevuto numerose critiche, soprattutto dagli astronomi.

Una seconda Luna entro il 2026

Immaginate le infinite possibilità quando la luce del sole non è limitata dalla geografia o dall’ora del giorno“. Questa frase, scritta sul sito ufficiale, chiarisce subito l’obiettivo di Reflect Orbital. L’azienda californiana fondata circa 5 anni fa vuole offrire (a pagamento) la luce solare anche di notte attraverso specchi orientabili montati su satelliti.

La tecnologia è stata descritta dal fisico Hermann Oberth nel 1923 e messa in pratica dalla Russia con il progetto Znamya negli anni ’90. Anche Zio Paperone ha costruito uno specchio solare per illuminare le sue fabbriche, come descritto nei numeri 1107 e 1108 di Topolino del 13 e 20 febbraio 1977.

Eärendil-1 verrà portato in orbita (a circa 625 Km di altitudine) da un razzo Falcon 9 di SpaceX. Ha una superficie riflettente di circa 324 mq formata da una pellicola quadrata con lato di 18 metri. Quando lo specchio viene colpito dalla luce solare può creare un punto luminoso di circa 5 Km di diametro.

Gli specchi potrebbero essere utilizzati per ricerca di persone, lavori notturni, agricoltura, illuminazione urbana o operazioni militari. La roadmap attuale prevede il lancio di due satelliti entro il 2026 che forniranno una luce di 0,1 lux per 5 minuti equivalente alla Luna piena.

Tra il 2027 e il 2035 verrà aumentato il numero di satelliti fino a 50.000, ottenendo una luminosità totale fino a 36.000 lux equivalente a diverse ore del giorno. Gli specchi solari possono essere utilizzati anche per incrementare la produzione di energia elettrica con gli impianti fotovoltaici.

La FCC ha autorizzato il lancio del primo satellite considerando diversi aspetti, tra cui interferenze radio e mitigazione dei detriti spaziali. Non ha valutato altri aspetti, come l’impatto sulle osservazioni astronomiche e l’ambiente, in quanto esulano dalla sua competenza.

Secondo gli astronomi, questi specchi solari rappresentano una minaccia peggiore di quella derivante dai satelliti già in orbita, come la costellazione Starlink. Diversi ricercatori hanno inoltre evidenziato rischi per la fauna selvatica che dipende dai cicli naturali di luce e per la sicurezza dei piloti degli aerei.

Fonte: The Verge
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Pubblicato il
18 lug 2026
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