Ecco come sarà la tecnologia: flessibile

Tutto diventa piccolo, tanto piccolo da diventare flessibile. E quindi consuma meno, illumina, produce energia. Flessibilità come opportunità di cambiamento. La svolta arriverà quando se ne accorgeranno i consumatori

Roma – La tecnologia diventa flessibile: celle fotovoltaiche, circuiti integrati e fonti luminose, schermi LCD, tutto si sta riducendo di spessore, si sta microminiaturizzando ma, al decrescere delle dimensioni, aumenta l’impatto della tecnologia, e il suo valore si distribuisce non solo sotto forma di elettroni o bit, ma anche di vantaggi per il pianeta.

flessibilità E se tanto si è fatto per rendere i display sottili al punto da produrre degli ebook reader piatti come un foglio di giornale (senza alcuna rinuncia alla robustezza ) o dei cellulari con schermo arrotolabile , c’è anche chi tenta di realizzarli pressoché trasparenti, con la prospettiva di ricavarne anche qualche effetto 3D per via del “terzo asse”, non più oscurato. Fabbricandoli molto grandi , è facile immaginare più di qualche innovativa applicazione.

Ma la corsa alla flessibilità non finisce qui: se già da tanto i circuiti stampati si realizzano su materiali ben più esili della cara, vecchia lastra di vetronite, le celle fotovoltaiche perché dovrebbero restare all’angolo? Infatti, non ci sono rimaste : basterà superare il temporaneo ostacolo dell’efficienza, ancora non molto elevata, ma già non è più un concept . Funzionano perfettamente, si possono arrotolare intorno a una matita o spalmare sul tetto di un’auto. Anche direttamente nelle tegole del tetto, o negli stessi vetri delle finestre .

Energia, dunque, che si cerca di ricavare da ogni fonte , dal più angusto spazietto in grado di esporsi alla luce alle grandi raccolte , dal più flebile alito di vento alle poderose correnti marine , per la gioia di chi non ama vedere pale rotanti sul paesaggio e neanche sul pelo dell’acqua .

flessibilità in un foglio In cambio di tanti sforzi sulla produzione energetica, però, la tecnologia chiede a gran voce all’utenza la flessibilità di mosse concrete in direzione del risparmio. Ma la tecnologia è generosa, perché si adopera anche in questo senso: i circuiti stampati sono talmente sottili da essere flessibili? Dunque, perché fermarsi alla “banale” tecnologia SMD , quando gli stessi circuiti integrati possono diventare flessibili ? Il raggio di curvatura di un integrato flessibile di ultima generazione è di appena 2 millimetri : vorrà dire che, invece di essere l’aletta di alluminio ad essere applicata sul chip per raffreddarlo, sarà il chip ad essere spalmato su una superficie metallica, abbastanza disperdente da sottrargli calore. I collegamenti? Sciocchezze, ormai la materia è programmabile , si autosagoma e abbisogna sempre meno di fili.

Non basta: tra le maggiori sanguisughe non industriali di energia elettrica c’è proprio l’illuminazione, pubblica e privata. Un problema a cui i giganti dell’hi-tech dedicano studi e le più grandi metropoli cercano di accostarsi, per tentare nuove soluzioni . La strada può essere lunga , può passare per sacrifici concettuali, economici e culturali, pur di eliminare le lampade a incandescenza e, tra poco, anche le fluorescenti. Occorre solo dargli una mano e non essere sordi al richiamo , che risuona da tempo : un do ut des ad ampio spettro, con la volontà di tutti, sia lato produzione sia lato consumo , insomma, grazie al quale il caro carissimo-energia potrebbe restare solo un brutto ricordo.

Marco Valerio Principato

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  • khelidan vz scrive:
    Re: al nord est invece
    In che ingegneria ti sei laureato??Micorobiolettronica areospaziale???No perchè qui,al "nord" lombardia non tanto distante gli ingegneri vanno via come il pane,puro se son comunista che mangiano i bambini
  • free_citzen scrive:
    A quanto? 35 noccioline al mese?
    Gli italiani sono Geniali, ma solo se vanno lontani dalla Patria.Anche perchè in itaGlia vi è il culto dell'ignoranza (v. i programmi tv e i numeri dello share, i "cosa farò da grande" dei bambini e il numero dei laureati) :
  • io si scrive:
    e si magari a lavorare a gratis ..
    http://cgi.ebay.it/ws/eBayISAPI.dll?ViewItem&rd=1&item=260296926646
  • Le Chuck scrive:
    Manca la cosa più importante
    Quanto paga un contratto di ricerca da questi signori? Questo è l'aspetto più importante che distinguerebbe "notizia" da "pubblicità"
    • pippopluto scrive:
      Re: Manca la cosa più importante
      - Scritto da: Le Chuck
      Quanto paga un contratto di ricerca da questi
      signori? Questo è l'aspetto più importante che
      distinguerebbe "notizia" da
      "pubblicità"pagano una miseria.
      • Furetto scrive:
        Re: Manca la cosa più importante
        ... e la pagano anche in ritardo di solito ^_^ (non so se questo sia il caso...)
  • roberto scrive:
    forse non avete chiaro
    il CNR come tutti gli enti di ricerca, vive grazie al lavoro di una montagna di PRECARI pagati con contratti capestro di ogni tipo. Sono cervelli gia' la lavoro e da anni.questi 139 posti servono per cercare di stabilizzare una infima minoranza di questi poveracci, altro che cervelli dall'estero e cazzate simili.
    • Andrea Carbini scrive:
      Re: forse non avete chiaro
      Oltre ad essere d'accordo con roberto, perchè sui fatti accertati c'è poco da discuere, mi chiedo quanti siano i posti a tempo indeterminato. Io ho letto soltanto una lista di dottorati e assegni di ricerca o master.Non so ad es. se il CNR sia soggetto allo stesso "turn-over 20%" varato dal governo ai danni delle università.In questo caso, non ci sarebbe posto per nessuna assunzione.Delucidazioni?
      • Andrea Carbini scrive:
        Re: forse non avete chiaro
        Mi piace quanto dici circa il subordinare un posto di lavoro ai risultati come avviene all'estero. Peccato che in italia i risultati nella ricerca siano ottenuti da personale dipendente che sfrutta (più o meno proprio malgrado) giovani precari.Non apprezzo invece il pensiero per cui:"Se sono iperspecializzato in un settore di cui non frega niente a nessuno e che solo il pubblico sprecone finanzia perche' devo tenermi il posto? Il CNR e' pieno di indeterminati che negli ultimi 20 anni hanno pubblicazioni con impact factor pari a quello dell'ultima storia di Paperinik su Topolino."Definire sulla base di un alto impact factor ciò che è giusto o meno finanziare mi sembra poco lungimirante. La ricerca è multidisciplinare e un ambito può accrescere i propri strumenti grazie alle innovazioni di un altro. Inoltre, per citare un banale esempio tra tanti, l'importanza degli scritti di Mendel è stata recepita secoli dopo.
        • Einstein scrive:
          Re: forse non avete chiaro

          Non apprezzo invece il pensiero per cui:

          "Se sono iperspecializzato in un settore di cui
          non frega niente a nessuno e che solo il pubblico
          sprecone finanzia perche' devo tenermi il posto?
          Il CNR e' pieno di indeterminati che negli ultimi
          20 anni hanno pubblicazioni con impact factor
          pari a quello dell'ultima storia di Paperinik su
          Topolino."

          Definire sulla base di un alto impact factor ciò
          che è giusto o meno finanziare mi sembra poco
          lungimirante. La ricerca è multidisciplinare e un
          ambito può accrescere i propri strumenti grazie
          alle innovazioni di un altro. Inoltre, per citare
          un banale esempio tra tanti, l'importanza degli
          scritti di Mendel è stata recepita secoli
          dopo.Lo avevo detto che se ci infilavamo nel ginepraio, per esempio, ricerca pura non ne usciamo piu'. Quella ricerca che nessuno vuole finanziare e che magari ha cicli molto piu' lunghi. La questione e' maledettamente complessa e tu hai le tue ragioni, ma ammetterai che questo e' un comodo alibi per molti, troppi. Qualcosa che funzioni bisogna inventare, io una mezza ce l'ho piu' o meno funziona cosi':1) le realta' pubbliche non finanziano quasi niente in cui non ci sia un cofinanziamento privato (si sa loro sono molto piu' bravi a fare i conti e se qualcosa costa 100 se devono pagare 50 con la prospettiva, reale,- di cavarci 60 si buttano, viceversa se stentano a mettere anche solo 5, vuol dire che spendendo 100 non c'e' nessuna prospettiva che ne esca solo 7, abbiamo buttato via i soldi insomma), questo da' una bella scrematura a quei progettoni aria fritta che circolano e a finanziare 10 centri di ricerca sullo stesso progetto con 100 per un progetto che richiederebbe invece 500, quello di dare pochi soldi ma in mille rivoli e' un'altro dei problemi ricerca italiana2) chi fa ricerca sub 1 deve destinare una quota per la ricerca di base (20, 30% discutiamone)Sia sub 1) che 2) le carriere (e il lavoro) sono legate all'impact factor, solo che sub 1 hanno cicli piu' corti e sub 2 piu' lunghi, ma vecchio mio se anche fai ricerca di base e dopo 6 anni non hai un cavolo da pubblicare beh, vale il discorso che cambi mestiere. Sacrificheremo forse qualche Mendel hai ragione, ma sai quanti pezzentoni ci togliamo dalle scatole, e poi Mendel (e quelli come lui) sono sempre Mendel e la ricerca se la fanno comunque (per il resto hai notato come i balzi, dato che sono sempre eretici, sono quasi tutti extraccademici? Marconi non si e' mica inventato la radio presso qualche Universita', e Einstein sostanzialmente marinava le lezioni ... e potrei continuare. E' un dato strutturale, il balzo e' discontinuita' e per guardare le cose in maniera diversa non puoi essere inserito in un certo sistema, e' facile che assumi una forma mentis standardizzata a quella dei tuoi colleghi).Se non ti piace, tanto per fare un po' di "ricerca di idee", spara la tua controtesi.PS Con il mio sistemino il discorso barone che da 20 anni pubblica come primo autore roba che ha visto solo di striscio dovrebbe sparire dato che basta solo una mini-generazione di schiavi che tenga duro, se non ne trova disposti a prestarsi al gioco dopo i famosi 3 anni altro che barone a vita, ciao ciao. Peraltro c'e' un bel conflitto di interessi, io ti assumo, ma se tu non pubblichi non c'e' barone che tenga, tu vai a casa, quindi non ci puoi stare al ricatto neanche se vuoi.
          • vrooom scrive:
            Re: forse non avete chiaro
            Gli esempi su Einstei e Marconi non sono più attuali. Riesci a trovare un esempio di premio Nobel recente, diciamo 50 anni, ottenuto da qualcuno che ha lavorato al di fuori di un qualsiasi laboratorio.Il problema della valutazione ottimale della ricerca ancora non è stato risolto da nessuno.Il numero delle pubblicazioni non funziona, basta pubblicare parecchi articoli insignificanti su riviste scarsine.Attualmente si usa un sistema che si basa sul valore della rivista dove viene pubblicato l'articolo (ad esempio Nature e Science) e su quante volte il tuo articolo è stato citato da altri. Per adesso è il migliore che abbiamo ma non è esente da difetti. Sia Nature che Science hanno pubblicato articoli che poi si sono rivelate vere e proprie truffe. C'e' poi il problema di articoli che si citano a vicenda o di citazioni fasulle. C'e' il problema che la possibilità di pubblicazione è influenzata sia da quelli che rivedono l'articolo (percheè sono in concorrenza con te o perchè magari sono incompetenti, capita) sia dalla provenienza degli autori (è stato dimostrato che gli autori del terzo mondo trovano più difficoltà a pubblicare indipendentemente dal valore dell'articolo).
          • Andrea Carbini scrive:
            Re: forse non avete chiaro
            Sia a Vroom che Einstein, in effetti ci siamo impelagati in un discorso complesso e riconosco ad entrambi le ragioni.Perchè da una parte è vero che calcolare la produttività nella ricerca è complesso davvero, impact factor, citazioni, persone che per l'IF pubblicano bufale, conflitti tra concorrenti che spesso si trovano tra i reviewer e lavori di cui non sappiamo oggi l'impatto che avranno domani.Dall'altra però è necessario subordinare la ricerca ad un controllo perchè in italia la situazione sta precipitando.Einstein ha proposto delle idee per scremare chi vive di rendita e credo che per migliorare la qualità della ricerca sia necessario partire da li.Non ho ancora capito però se il problema dei soldi e della qualità della ricerca sia necessariamente collegata.A me sembra che oggi non abbiamo i soldi, a prescindere dall'IF.Vi faccio un esmpio. la microbiologia degli alimenti, che è tra le discipline biologiche che mi pare si autosostenti discretamente con i finanziamenti privati, produce lavori di IF piuttosto bassi eppure è funzionale alla nostra economia.In italia quale azienda finanzierebbe invece lavori sul diabete di tipo 2, che negli stati uniti vengono pubblicati su science?
          • vrooom scrive:
            Re: forse non avete chiaro
            Andrea il tuo ultimo esempio sulla microbiologia degli alimenti è molto valido. Posso riportarlo su blog di Cattaneo su Le Scienze?Oppure, sarebbe meglio, lo metti tu?http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/10/01/aaa-ricercatore-precario-offresi
          • Andrea Carbini scrive:
            Re: forse non avete chiaro
            Grazie dell'ironia vrooom, mi ha fatto sorridere amaro. Ma le mie parole venivano da una esperienza vissuta. Evidentemente non si può generalizzare.
          • vrooom scrive:
            Re: forse non avete chiaro
            La mia non era una ironia. Ho riportato il tuo commento (con tutti i crediti) nel blog.Immaginavo che il sistema del Publish or Perish non funzionasse del tutto ma tu mi hai fornito un esempio concreto che mi mancava.Nel blog di Cattaneo, che ha preso spunto da aste provocatorie di vendita di precari della ricerca su eBay, si è finito per parlare di politiche di accesso alla ricerca e di politiche di finanziamento. Ho ritenuto il tuo commento importante e l'ho quindi riportato.
          • Andrea Carbini scrive:
            Re: forse non avete chiaro
            ahh, avevo frainteso dal momento che uno dei ricercatori dell'asta provocatoria, proveniva proprio dalle scienze degli alimenti!Per questo credo che probabilmente la mia generalizzazione non fosse così pertinente.Hai fatto bene a riportarlo.ciao
      • vrooom scrive:
        Re: forse non avete chiaro
        Gli enti di ultimamente sono sottoposti a restrizioni enormi. Il turnover credo sia al 10% ma in ogni caso ci sono le riduzioni di piante organiche e di bilancio per spese ordinarie.
    • vrooom scrive:
      Re: forse non avete chiaro
      Questi posti non stabilizzano proprio nessuno. Si tratta di dottorati e assegni di ricerca che non danno diritto ad alcuna stabilizzazione, nemmeno con le norme approvate da Prodi nelle finanziarie 2007 e 2008 e che adesso Brunetta sta per eliminare.
  • Einstein scrive:
    Fatto due conti
    Dicono che sono 12 mln di euro per gli stipendi, fanno 28.000 lordi all'anno, per tre anni. A occhio siamo sui 1500.Ma i dati sono pochini, intanto hanno dato l'annuncio sul sito non c'e' una cicca.Lascia perplessi in quanto quello che si sgancia normalmente e' poco piu' della meta' di quei soldi (in quella cifra se e' giusta ci sono magari le missioni, trasferte ecc.).E alla fine dei tre anni poi c'e' qualche speranza? Per una valutazione date un occhiata all'esito del famoso "rientro dei cervelli"http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=4898Comunque e' un timido tentativo di inversione di rotta, se ne sapra' di piu' tra un po', ben venga ogni iniziativa, speriamo pero' che non nasca gia' all'italiana e consiglio a chi deve decidere di valutare bene e insomma ... usare il cervello (e se avete le carte in regola non fatevi prendere dalla nostalgia degli spaghetti, casa e patria e' dove ci si guadagna onestamente e dignitosamente da vivere).
  • Homo Politicus scrive:
    Meglio paghe più basse...
    ...e più libertà o più soldi e schiavitù?Ho ho visto le cose anche "dall'altra parte della barricata", dalla parte di chi compra "ricerca" per conto di multinazionali.Lo scopo della ricerca non è più "sapere" o "scoprire" ma creare business e valore per gli azionisti. Punto.Anche al costo di nascondere i risultati "scomodi".Onestamente ho molto più rispetto per i veri ricercatori che lo fanno per 800euro che per i "cervelloni" che fanno marchette per 5000dollari.;-)
    • alopone scrive:
      Re: Meglio paghe più basse...
      con rispetto parlando, oggi il rispetto e' una merce assai svalutata...
    • pippopluto scrive:
      Re: Meglio paghe più basse...
      - Scritto da: Homo Politicus
      ...e più libertà o più soldi e schiavitù?
      Ho ho visto le cose anche "dall'altra parte della
      barricata", dalla parte di chi compra "ricerca"
      per conto di
      multinazionali.

      Lo scopo della ricerca non è più "sapere" o
      "scoprire" ma creare business e valore per gli
      azionisti.
      Punto.

      Anche al costo di nascondere i risultati
      "scomodi".

      Onestamente ho molto più rispetto per i veri
      ricercatori che lo fanno per 800euro che per i
      "cervelloni" che fanno marchette per
      5000dollari.

      ;-)si peccato che non si viva con i sogni ma con i soldi... ovvio che le multinazionali vogliano il profitto, non sono onlus
  • giuliano scrive:
    quanto pagate?
    Finche' pagate 800 Euro al mese me ne resto in Irlanda. Faccio ricerca e prendo 2500 Euro al mese.
    • ricercatore determinat o scrive:
      Re: quanto pagate?
      sigh...non infierire... :(
    • Robysko scrive:
      Re: quanto pagate?
      neanche tanto 2500e in Irlanda...un po' come dire in Italia 1200e
      • marco scrive:
        Re: quanto pagate?
        - Scritto da: Robysko
        neanche tanto 2500e in Irlanda...un po' come dire
        in Italia
        1200eMa va, 2500 in irlanda corrispondono a 2500 in una grande citta' italiana come Roma o Milano. Il costo della vita e' lo stesso. Quel discorso al limite lo puoi fare per Londra.
        • Robba scrive:
          Re: quanto pagate?
          Sigh avendo avuto offerte per andarmene all'estero e vedendo il commento iniziale non posso che rattristarmi...Cavoli finche le nostre menti se ne vanno all'estero dubito potremmo uscire dalla palude in cui ci siamo arenati...Da parte mia non demordo dal mordere...Col cavolo che lascio la nazione che mi ha dato le origini in questo wc.Forse mi ha fregato il nazionalismo?
          • nick scrive:
            Re: quanto pagate?
            ciao,anche io ero come te pero' sono andato in scozia per 4 anni al freddo e al gelo. Ora sono tornato in italia, prendo meno ma sono felicissimo. Vai all'estero anche te e fatti le ossa. Poi torni in Italia e noti come il soldo non e' tutto. ciaoNick
          • Guido La Vespa scrive:
            Re: quanto pagate?
            - Scritto da: Robba
            Sigh avendo avuto offerte per andarmene
            all'estero e vedendo il commento iniziale non
            posso che
            rattristarmi...
            Cavoli finche le nostre menti se ne vanno
            all'estero dubito potremmo uscire dalla palude in
            cui ci siamo
            arenati...

            Da parte mia non demordo dal mordere...
            Col cavolo che lascio la nazione che mi ha dato
            le origini in questo
            wc.

            Forse mi ha fregato il nazionalismo?No forse semplicemente hai messo varie cose sulla bilancia e hai fatto le tue scelte, ossia guadagnare meno ma vivere in Italia.Nei post sul forum vedo in genere la tendenza a confrontare soltanto le buste paga e le spese.Ma secondo me c'è molto di più da mettere sul piatto della bilancia per decidere se lavorare in Italia o all'estero....
          • The Punisher scrive:
            Re: quanto pagate?
            - Scritto da: Guido La Vespa
            Ma secondo me c'è molto di più da mettere sul
            piatto della bilancia per decidere se lavorare in
            Italia o
            all'estero....Indubbiamente!Nel mio caso la soddisfazione personale in seguito alle gratificazioni per il lavoro che faccio e la progressione in carriera sorpassano nettamente gli svantaggi (per ora).
          • TomZ scrive:
            Re: quanto pagate?
            - Scritto da: Guido La Vespa

            No forse semplicemente hai messo varie cose sulla
            bilancia e hai fatto le tue scelte, ossia
            guadagnare meno ma vivere in
            Italia.

            Nei post sul forum vedo in genere la tendenza a
            confrontare soltanto le buste paga e le
            spese.

            Ma secondo me c'è molto di più da mettere sul
            piatto della bilancia per decidere se lavorare in
            Italia o
            all'estero....Si, ad esempio la futura possibilità di far studiare a mio figlio quello che gli piace senza fare ragionamenti del tipo: "mi piacerebbe studiare X ma in Italia con quello muoio di fame quindi al massimo posso fare Y."
        • The Punisher scrive:
          Re: quanto pagate?
          - Scritto da: marco
          Quel discorso al limite lo puoi fare per Londra.Ma nemmeno.Qui a Londra i trasporti e le case sono costose, tutto il resto costa meno che ha Milano (prima che arrivi il pirla di turno: abitavo a Milano, ora abito a Londra e, si, so di cosa sto parlando).Ristoranti, cinema, vestiario, birra al pub, a tutt'oggi non ho trovato differenze sostanziali, senonche' qui tutte queste cose mi costano dal 10 al 30% meno che a Milano citta'.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 07 ottobre 2008 11.31-----------------------------------------------------------
          • ERRESSE scrive:
            Re: quanto pagate?
            confermo per le case ed i trasporti, ma però la spesa costa molto meno :)
          • Marmotta scrive:
            Re: quanto pagate?
            - Scritto da: ERRESSE
            confermo per le case ed i trasporti, ma però la
            spesa costa molto meno
            :)Ma però non si dice.
      • pibedeoro scrive:
        Re: quanto pagate?
        - Scritto da: Robysko
        neanche tanto 2500e in Irlanda...un po' come dire
        in Italia
        1200eFalso. Al massimo e' come dire 2200 a Milano/Roma.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 07 ottobre 2008 17.43-----------------------------------------------------------
    • figaroleo scrive:
      Re: quanto pagate?
      Messaggio semplice ed esaustivo.Questa e' la situazione in Italia. Assegni di Ricerca (soprattutto) e Borse di Dottorato son spesso modi per pagare (poco, pochissimo) chi lavora con un abbattimento sostanziale della tassazione.
  • Undertaker scrive:
    Laureati in materie scientifiche
    Ma ce ne sono ancora ?Pensavo che oggi tutti si laureassero in storia dell'arte astratta o in musica e spettacolo, tanto l'importante é avere il pezzo di carta senza studiare, poi il posto di "lavoro" te lo trova lo stato...
    • madel28 scrive:
      Re: Laureati in materie scientifiche
      - Scritto da: Undertaker
      Ma ce ne sono ancora ?

      Pensavo che oggi tutti si laureassero in storia
      dell'arte astratta o in musica e spettacolo,
      tanto l'importante é avere il pezzo di carta
      senza studiare, poi il posto di "lavoro" te lo
      trova lo stato...Eccomi! Presente!Laureato in chimica industriale proprio al culmine del periodo italo-tecnofobico.Mi volevano far fare il ricercatore a 850 mila lire al mese (12 ore al giorno circa di lavoro)... tié! (si è visto il gesto dell'ombrello?)Sicuramente non amavo la chimica quanto amo l'informatica, ma se proprio mi serviva una scusa per cambiare, questa era la più "comoda".Trentatré esami buttati alla malora, alcuni discretamente difficili e selettivi, come "Istituzioni di Matematiche", o "Chimica Fisica II"...Materie bellissime e interessanti, che aiutano a capire un po' di più come funziona questo benedetto mondo in cui viviamo, e che quando occorre aiutano a prendere decisioni un po' più sagge.Ma che mi sto a sbattere, tanto lo so benissimo che in Italia, le scienze costituiscono una sottocultura o una cultura di serie B...... e i risultati si vedono!
      • Ice scrive:
        Re: Laureati in materie scientifiche
        Laureando in Biologia Marina: ecco una materia scientifica interessantissima (ma non a tutti..) con nessuna prospettiva di lavoro in italia...
        • napodano scrive:
          Re: Laureati in materie scientifiche
          - Scritto da: Ice
          Laureando in Biologia Marina: ecco una materia
          scientifica interessantissima (ma non a tutti..)
          con nessuna prospettiva di lavoro in
          italia...emigra in Svizzera!
          • Ice scrive:
            Re: Laureati in materie scientifiche
            - Scritto da: napodano
            - Scritto da: Ice

            Laureando in Biologia Marina: ecco una materia

            scientifica interessantissima (ma non a tutti..)

            con nessuna prospettiva di lavoro in

            italia...

            emigra in Svizzera!Non dirlo 2 volte! Sto già guardando l'uscio di casa :D
          • pippo pluto scrive:
            Re: Laureati in materie scientifiche
            Va beh che gli svizzeri investono in ricerca, ma hai beccato l'unico (o quasi) stato senza mare!! ;)
          • 200 OK scrive:
            Re: Laureati in materie scientifiche
            (rotfl) utile il mare in inverno
          • NomeCognome scrive:
            Re: Laureati in materie scientifiche
            Non puoi nemmeno immaginare come e' bello, se non proprio utile, camminare sul mare (ovviamente ghiacciato) d' inverno!! :)
          • 200 OK scrive:
            Re: Laureati in materie scientifiche
            Se continua con sto freddo degli ultimi tempi, penso che oltre al mare anche l'aria diventerà un cubetto di ghiaccio. :D(ok OT) (rotfl) (rotfl)
          • napodano scrive:
            Re: Laureati in materie scientifiche
            (stavo scherzando)
          • michele a. scrive:
            Re: Laureati in materie scientifiche
            - Scritto da: pippo pluto
            Va beh che gli svizzeri investono in ricerca, ma
            hai beccato l'unico (o quasi) stato senza mare!!
            ;)ma se hanno pure vinto la coppa america! :-)
          • Ice scrive:
            Re: Laureati in materie scientifiche
            - Scritto da: pippo pluto
            Va beh che gli svizzeri investono in ricerca, ma
            hai beccato l'unico (o quasi) stato senza mare!!
            ;) Fidati che avranno sicuramente più opportunità in svizzera che qui in Italia anche se circondata dal mare!Cmq mi riferivo all'estero in generale (geek)
          • Number 6 scrive:
            Re: Laureati in materie scientifiche
            - Scritto da: pippo pluto
            Va beh che gli svizzeri investono in ricerca, ma
            hai beccato l'unico (o quasi) stato senza mare!!
            ;)Infatti il batiscafo l'ha inventato uno Svizzero (Auguste Piccard)! :D
          • Marmotta scrive:
            Re: Laureati in materie scientifiche
            - Scritto da: napodano
            - Scritto da: Ice

            Laureando in Biologia Marina: ecco una materia

            scientifica interessantissima (ma non a tutti..)

            con nessuna prospettiva di lavoro in

            italia...

            emigra in Svizzera!La Sfizzera ha finto una koppa amerika
      • 0verture scrive:
        Re: Laureati in materie scientifiche
        Un governo serio, oltre alle cose che si sono già dette nell'ambito della scuola pubblica (attualmente squola) dovrebbe istituire un sostanzioso fondo per la ricerca invece che per la chiesa.Com'è possibile che la chiesa debba ricevere l'8 x mille quando le università devono accontentarsi del 5 ?Perchè non facciamo che le università (ovviamente quelle serie) prendono un bel 15 ma anche un 30 x mille (meglio, 80 x mille) ?
        • madel28 scrive:
          Re: Laureati in materie scientifiche
          - Scritto da: 0verture
          Un governo serio, oltre alle cose che si sono già
          dette nell'ambito della scuola pubblica
          (attualmente squola) dovrebbe istituire un
          sostanzioso fondo per la ricerca invece che per
          la chiesa.

          Com'è possibile che la chiesa debba ricevere l'8
          x mille quando le università devono accontentarsi
          del 5 ?

          Perchè non facciamo che le università (ovviamente
          quelle serie) prendono un bel 15 ma anche un 30 x
          mille (meglio, 80 x mille) ?Sottoscrivo in pieno, ma sai com'è certi privilegi qui in Italia non li puoi toccare (notai, farmacisti, clero...).Ne possiamo parlare e dire che siamo contrari a certe porcate, però poi (essi) non fanno nulla per rimediare.
  • Den Lord Troll scrive:
    quindi....
    ....implicitamente se ottengono "risorse pro-capite" superiori alla media europea si può FACILMENTE dimostrare come l'ammontare globale dei fondi per la ricerca sia equivalente aell'intero pacchetto azionario di Lehman bros o una parte di Hypo Real ecclol
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