Ecco come verrà punita Microsoft

Entro 90 giorni l'azienda dovrà iniziare a seguire certe ingiunzioni del tribunale. Ecco i particolari della decisione del giudice Jackson, le reazioni e la rassegna stampa


Washington (USA) – Microsoft è stata spezzata in due , eppure lo smembramento in due tronconi dell’azienda non è che la vistosa punta di un iceberg di raccomandazioni e ingiunzioni del tribunale. Alcune di queste dovranno essere eseguite dalla softwarehouse entro 90 giorni, altre appaiono decisamente scontate.

Per quanto riguarda i rapporti con i costruttori di computer, Microsoft non potrà interferire nelle relazioni di questi con i produttori di software concorrenti all’azienda; dovrà applicare lo stesso prezzo per Windows con ciascun produttore e dovrà offrire loro la flessibilità sufficiente per integrare il sistema operativo alle proprie macchine.

Seppure con alcune restrizioni, Microsoft dovrà rivelare a sviluppatori terzi i codici già utilizzati dai propri programmatori per realizzare i programmi dell’azienda (in pratica la visione del loro codice sorgente).

Microsoft inoltre non potrà introdurre nei propri prodotti, specificamente in Windows, funzionalità che interferiscono con il software dei suoi rivali se non dietro avvertimento esplicito a questi ultimi in modo da metterli in condizione di proteggere i propri clienti.

L’azienda di Bill Gates è poi diffidata dal cercare “vendette” sui rivenditori di software che promuovono i programmi delle rivali così come dall’inteferire nelle relazioni tra entità terze o nell’agire per ridurre la performance dei prodotti non-Microsoft.

A Microsoft viene vietato esplicitamente, inoltre, di condizionare la possibilità di vendere Windows alla contestuale vendita di altri prodotti Microsoft. Non solo, tre anni dopo la release di una nuova versione di Windows, Microsoft sarà tenuta a dare in licenza le versioni precedenti a qualunque azienda lo richieda.

Alla softwarehouse di Redmond, infine, il giudice Thomas Penfield Jackson ha vietato qualsiasi accordo con potenziali concorrenti ed ha ordinato la costituzione di un comitato e di un supervisore che garantiscano che l’azienda esegua quanto previsto. Microsoft dovrà anche conservare la propria posta elettronica per quattro anni. (continua)


Nelle ore successive alla sentenza sono arrivate le più diverse dichiarazioni dal mondo politico e imprenditoriale.

Le prime considerazioni pressocchè entusiastiche sono arrivate dal ministero della Giustizia che non ha nascosto la propria soddisfazione per una sentenza che, sebbene non accolga tutte le richieste dell’accusa, ha seguito le indicazioni principali formulate dai procuratori.

Altre considerazioni sono arrivate dal Congresso, dove alcuni parlamentari repubblicani hanno espresso non solo sorpresa, ma anche preoccupazione per una sentenza che, dicono, potrebbe mettere a rischio lo sviluppo della maggiore impresa del software e soprattutto di tutta l’economia collegata ai suoi prodotti.

Naturalmente le reazioni più forti, fin dai primissimi minuti dopo la lettura della sentenza, sono arrivate da Bill Gates e Steve Ballmer, i due leader Microsoft. Da un lato Gates ha ripetuto che ci sono solide basi per vincere in appello e ha sostenuto la propria convinzione che alla fine dei conti la giustizia americana si metterà dalla parte “dello sviluppo economico e tecnologico” e contro “chi vorrebbe limitarlo”; dall’altro Ballmer ha invece assicurato che “in ogni caso” Microsoft “non verrà divisa”. Insieme, come già noto, hanno annunciato l’appello.

Proprio sull’appello, in queste ore, le parti movimentano tutte le pedine a disposizione. Il ministero della Giustizia cerca infatti di premere affinché il caso arrivi direttamente alla Corte Suprema degli Stati Uniti mentre il principale legale di Microsoft, William Neukom, ha affermato che la complessità e specificità del caso non sono opportuni “per i gusti della Corte”.

Il nodo verrà sciolto dallo stesso giudice Jackson perché a norma di legge soltanto lui può firmare la richiesta di una qualsiasi delle due parti per portare il tutto dinanzi alla Corte Suprema. Una possibilità che peraltro Jackson non ha mai escluso dichiarando, anzi, nei giorni scorsi, di vedere la cosa “favorevolmente”.

Nel frattempo Microsoft sta già cercando gli appigli per chiedere una sospensione delle ingiunzioni volute dal giudice. Se riuscisse ad ottenerla, nessun elemento della sentenza sarebbe applicabile prima della conclusione di un eventuale processo di appello. (continua)


Bill Gates Won’t Be Dethroned So Easily (USA Today)

Bill Gates: We will win this case (eWeek)

E Ballmer minaccia: “I prezzi cresceranno” (Repubblica.it)

Ballmer: ‘We fight on’ (CNN)

Ballmer Cites “Errors” In Judge’s Order (Bloomberg)

Microsoft Shareholders Unite! (Salon)

MS Case: PC Users In For Drastic Changes (Free Press)

Microsoft Troops Rally Around Gates (Reuters)

They’re Still Kicking In Redmond (Mercury News)

Congressional Leaders Blast Microsoft Breakup Order (Computer User)

MS, Government Clash Over Appeal (Mercury News)

DOJ Ready for ‘Meaningful’ Talks With Microsoft (Reuters)

Appeal could take years (Infoworld)

The MS Ruling: Subdued Reaction (SF Chronicle)

MS Breakup: You’ll Feel It Tomorrow (AnchorDesk)

Microsoft’s Last Will And Testament (Washington Post)

Microsoft Future Seen Hinging on Conduct Remedies (Reuters)

Tech Seen More Wide Open After Microsoft Ruling (Reuters)

MS: Most Expect Giant To Stay (Boston Globe)

MS Likely To Maintain Its Market Dominance (LA Times)

Microsoft’s legal jockeying begins (Infoworld)

WSJ: Judge swayed by Microsoft credibility problems (Infoworld)

Microsoft breakup sparks Web chat frenzy (Infoworld)

Conduct Remedies Could Hammer Microsoft (PCWorld)

Microsoft faces additional legal battles in Europe (USA Today)

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti