Elettricità e gas: istruttorie AGCM per sette aziende (update)

Elettricità e gas: istruttorie AGCM per sette aziende (update)

A2A, Acea, Edison, Enel, Engie, Eni e Hera devono sospendere l'applicazione delle nuove condizioni economiche e ripristinare i prezzi precedenti.
A2A, Acea, Edison, Enel, Engie, Eni e Hera devono sospendere l'applicazione delle nuove condizioni economiche e ripristinare i prezzi precedenti.

Dopo aver aperto le istruttorie e adottato i rispettivi provvedimenti cautelari contro Iren, Iberdrola, E.ON e Dolomiti, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha applicato lo stesso trattamento ad altri sette fornitori di energia elettrica e gas naturale sul mercato libero. A2A, Acea, Edison, Enel, Engie, Eni e Hera hanno comunicato ai clienti modifiche contrattuali vietate dalla legge.

Variazioni contrattuali unilaterali illegittime

AGCM aveva chiesto a 25 fornitori una copia di eventuali comunicazioni che avvisano gli utenti di modifiche contrattuali non consentite dall’art. 3 del decreto legge n. 115 del 9 agosto 2022 (Aiuti bis), convertito nella legge n. 142 del 21 settembre 2022. In base alle risposte pervenute e alle segnalazioni dei clienti, l’autorità ha avviato i procedimenti istruttori e adottato i corrispondenti provvedimenti cautelari nei confronti di A2A, Acea, Edison, Enel, Engie, Eni Plenitude e Hera.

Il suddetto art. 3 del decreto stabilisce che:

Fino al 30 aprile 2023 è sospesa l’efficacia di ogni eventuale clausola contrattuale che consente all’impresa fornitrice di energia elettrica e gas naturale di modificare unilateralmente le condizioni generali di contratto relative alla definizione del prezzo ancorché sia contrattualmente riconosciuto il diritto di recesso alla controparte. Fino alla medesima data sono inefficaci i preavvisi comunicati per le suddette finalità prima della data di entrata in vigore del presente decreto, salvo che le modifiche contrattuali si siano già perfezionate.

Le modifiche unilaterali del contratto e le nuovi condizioni economiche dell’offerta comunicate dai sette fornitori ai loro clienti erano valide a partire da una data successiva all’entrata in vigore del decreto. Pertanto non possono essere applicate fino al 30 aprile 2023. Nonostante le proteste dei clienti, le sette aziende avevano confermato le modifiche peggiorative (aumento dei prezzi).

I sette fornitori dovranno sospendere l’applicazione delle nuove condizioni economiche, mantenendo o ripristinando i prezzi applicati prima del 10 agosto 2022. L’esecuzione del provvedimento deve avvenire entro 5 giorni. In caso di inottemperanza verrà irrogata una sanzione compresa tra 10.000 e 5 milioni di euro.

L’autorità ha calcolato che le comunicazioni di variazione delle condizioni economiche sono state inviate a 7.546.963 clienti, di cui circa 2.667.127 avrebbero già subito un ingiustificato aumento di prezzo. Durante la fase preistruttoria, AGCM ha rilevato che circa la metà delle 25 aziende contattate ha rispettato il decreto o revocato gli aumenti illegittimi.

Aggiornamento (14/12/2022): le aziende hanno comunicato che presenteranno ricorso contro la decisione dell’autorità antitrust.

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Pubblicato il 13 dic 2022
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