Elitel, l'attesa continua

Il Tribunale di Milano rigetta il reclamo contro Telecom: dovrà essere oggetto di una causa ordinaria. Intanto l'azienda confida nell'amministrazione straordinaria

Milano – Sarà un’estate calda per Elitel , che oggi non può ancora fare previsioni sul proprio futuro: il Tribunale di Milano ha deciso di rigettare il reclamo presentato contro Telecom Italia per il taglio delle linee telefoniche, ritenendo che il caso possa essere esaminato dai magistrati nel corso di una causa ordinaria. E ancora è incerta la possibilità di applicare all’azienda la procedura di amministrazione straordinaria, che le consentirebbe di proseguire le attività.

La questione del taglio delle linee dovrà dunque essere trattata in altra sede. “La decisione del Tribunale non ci sorprende – ha dichiarato il Presidente di Elitel Giorgio Fatarella – il nostro era un atto dovuto ma le ragioni sono complesse e richiedono tempi adeguati. Sebbene la decisione non sia favorevole alla mia società, le motivazioni del Tribunale di Milano non ci danno torto, anzi rimandano la decisione alla causa ordinaria, con l’applicazione di una richiesta danni per la parte lesa”.

“L’atto su cui Elitel basa le proprie ragioni – spiega Fatarella – è la denuncia di Telecom Italia per abuso di posizione dominante, clausole vessatorie e utilizzo abusivo della gestione della rete, depositata in Corte d’Appello lo scorso martedì 17 luglio”. Il numero uno di Elitel replica anche alle dichiarazioni rilasciate da Telecom Italia Wholesale a Il Sole 24 Ore : “Se Telecom aveva garanzie appropriate sui debiti come ha dichiarato alla stampa, perché non le ha escusse ed incassate prima di tagliare le linee? Perché ha considerato Elitel inadempiente e non ha incassato il credito immediatamente dato che esistevano le coperture? Perché ha voluto danneggiare i clienti Elitel, che sono rimasti senza servizio?”.

“La verità – si autorisponde Fatarella – è che Telecom Italia non ha mai avuto le garanzie citate a tutela dei propri crediti e ora ha preferito la strada del taglio delle linee, sebbene sia l’unica che certamente non le consentirà di recuperare in alcun modo i suoi soldi, perché le consente di appropriarsi illegittimamente dei clienti di Elitel, senza assumerne i dipendenti: il risultato è che più 2.000 persone rimarranno senza lavoro e che oltre 400.000 utenti potrebbero passare a Telecom Italia”.

L’accusa che Fatarella lancia all’incumbent è di aver adottato una politica di winback non corretta: “La responsabilità di quanto è accaduto è stata attribuita unicamente a Elitel, che erogava il servizio mentre Telecom Italia, che di fatto ha staccato le linee, ha contestualmente iniziato a contattare i clienti Elitel per proporre la propria offerta commerciale. La prova di questo comportamento illegale è che da venerdì 20 luglio tutti i clienti ADSL di Elitel sono connessi nuovamente a Internet proprio attraverso Telecom Italia. Questo significa che tutte le informazioni relative ai clienti Elitel, sono state trasferite da Telecom alla propria rete commerciale retail”.

Tutto ciò potrà dunque essere discusso nell’ambito di una causa ordinaria, così come stabilito dal Tribunale di Milano, che dovrà ricostruire la vicenda. Ma ai giudici del capoluogo lombardo presto spetterà anche un’altra decisione: l’ammissibilità di Elitel alla procedura di amministrazione straordinaria. Una soluzione che, se accolta, permetterebbe al gruppo di congelare la posizione debitoria, evitare le conseguenze del fallimento e proseguire le attività, preservando il posto di lavoro per i lavoratori dipendenti in forza alla società, che però conta numerosi collaboratori parasubordinati.

Nella migliore delle ipotesi, l’azienda dovrà affrontare un altro scoglio: qualora accedesse ai benefici della legge Prodi Bis e si vedesse concedere l’amministrazione straordinaria, Elitel potrà chiedere e ottenere da Telecom Italia il ripristino delle linee che sono state tagliate nella prima metà di luglio, ma si troverà anche a dover fare i conti con il consistente esodo degli utenti che sono migrati altrove, il che comporta un drastico ridimensionamento del proprio portafoglio clienti.

Dario Bonacina

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