ENEA e ENI: insieme per la transizione energetica

ENEA e ENI: insieme per la transizione energetica

ENEA e ENI hanno firmato un accordo di collaborazione triennale per investire congiuntamente sulla transizione energetica attraverso la ricerca.
ENEA e ENI hanno firmato un accordo di collaborazione triennale per investire congiuntamente sulla transizione energetica attraverso la ricerca.

ENEA e ENI vogliono unire le forze per lavorare in modo congiunto sulla strada della transizione ecologica ed energetica. Le parti hanno infatti annunciato la firma di un Joint Cooperation Agreement che prevede una collaborazione triennale per “lo sviluppo di prototipi, tecnologie e processi innovativi, studi di fattibilità e analisi di scenario, lo scambio di competenze e conoscenze e la promozione di iniziative congiunte per un valore di oltre 8 milioni di euro costituito dall’apporto di risorse umane, tecniche e finanziarie da entrambe le parti“.

ENEA e ENI per la transizione energetica

In queste ore il ministro Cingolani è stato chiaro e laconico: il costo dell’energia è destinato a rimanere alto a lungo, erodendo pertanto quei già risicati margini di investimento precedentemente disponibili per lavorare nella direzione di nuove tecnologie per l’approvvigionamento energetico ed il progressivo abbandono dei combustibili fossili. La crisi ucraina ha gettato le buone intenzioni fuori dai binari ed ha esaltato le difficoltà già precedentemente esistenti. L’accordo tra due colossi quali ENEA ed ENI è un tassello tutto italiano per resistere alle difficoltà attuali e continuare a nuotare controcorrente per il raggiungimento dell’obiettivo.

Non si tratta di obiettivi di breve periodo, ma dell’individuazione di una strada percorribile attraverso tecnologie promettenti e metodologie praticabili. Così Claudio Descalzi, Amministratore Delegato Eni:

Grazie anche a un rapporto di collaborazione sempre più stretto con il mondo accademico e della ricerca, Eni sta notevolmente accelerando il suo percorso di sviluppo e applicazione di nuove forme di energia pulita. Il legame tra Eni e i centri di ricerca di eccellenza come ENEA assume un ruolo sempre più profondo e decisivo per poter tracciare insieme il futuro dell’energia, catalizzando competenze e capacità per implementare tutte le soluzioni disponibili in tempi rapidi. Gli obiettivi imprescindibili che ci siamo dati al 2050, in termini di completo abbattimento delle emissioni nette dei nostri processi industriali e prodotti, implicano un ruolo prioritario e strategico dell’R&D. Solo attraverso una risposta comune e l’applicazione di tutte le tecnologie disponibili potremo infatti vincere questa grande sfida.

Claudio Descalzi (ENI) e Gilberto Dialuce (ENEA)

A fargli eco è il Presidente ENEA, Gilberto Dialuce, secondo il quale la ricerca è l’elemento chiave in grado di sbloccare interessi e ambizioni che oggi possono fare la differenza:

Quest’intesa consente di mettere le nostre competenze, infrastrutture e capacità di innovazione a disposizione di un’azienda leader a livello internazionale come Eni su temi strategici quali la decarbonizzazione, la sostenibilità e la transizione energetica ed ecologica attraverso l’attuazione di progetti concreti. L’accordo si inquadra nell’ambito della nostra mission nel campo della ricerca applicata per sviluppare partnership con le imprese, trasferendo tecnologie innovative e servizi avanzati per la crescita e la competitività.  Quest’intesa, inoltre, rafforza la collaborazione già in atto con Eni nel Cluster Tecnologico Nazionale Energia, nel campo della fusione nucleare e in altre iniziative per l’economia circolare, il solare a concentrazione e l’accumulo termico.

Gli ambiti operativi saranno variegati: dai superconduttori HTS alle rinnovabili (solare a concentrazione e sistemi combinati di generazione e stoccaggio termico), passando per supercomputing (probabilmente con baricentro sul potenziale del Green Data Center), economia circolare, processi di valorizzazione degli scarti, biogas e altro altro ancora.

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Pubblicato il 23 feb 2022
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