Facce di indiziati su Yahoo Japan

Il noto portale ha deciso di collaborare con la polizia giapponese mettendo al posto di banner i volti di cinque ricercati in fuga. E lo ha fatto gratuitamente. C'è chi parla di clamoroso errore
Il noto portale ha deciso di collaborare con la polizia giapponese mettendo al posto di banner i volti di cinque ricercati in fuga. E lo ha fatto gratuitamente. C'è chi parla di clamoroso errore


Tokyo (Giappone) – Yahoo Japan si trasformerà in una bacheca per le fotografie dei ricercati. La Polizia giapponese ha annunciato che le immagini delle cinque persone saranno pubblicate sul noto sito Web. Tre fuggiaschi farebbero parte di Aum Shinrikyo , la setta che nel 1995 si è resa responsabile degli attacchi con il sarin nella metropolitana di Tokyo.

Gli altri due sarebbero delinquenti comuni, uno accusato di omicidio e l’altro di possesso illegale di armi. Il portale attiverà dei link correlati direttamente con alcuni distretti di polizia nazionale.

Si tratta di un’iniziativa frutto della collaborazione della Polizia nazionale e della dirigenza Yahoo e che – viene specificato – si deve al desiderio di far fronte all’aumento della criminalità. Un esperimento che sembra avere già dato i risultati sperati la scorsa estate quanto la Prefettura di Tokushima aveva avuto il permesso di mettere online, sempre sulle pagine di Yahoo Japan, la fotografia di un sospettato di omicidio.

Yahoo Japan è il portale online giapponese con il più alto numero di iscritti: 13 milioni di utenti. E le sue politiche in Oriente continuano a sorprendere. Lo scorso settembre Reporters Sans Frontières aveva acceso i riflettori su una possibile connivenza del noto portale con le autorità cinesi , che erano alla caccia di un cyber-dissidente. Senza contare la censura applicata su contenuti online scottanti , almeno per la cittadinanza cinese.

Secondo qualcuno anche la collaborazione con la polizia nipponica è un segnale di allarme: le persone ricercate sono dei sospettati e i più critici ritengono che Yahoo non avrebbe dovuto prestarsi alle necessità di indagine della polizia oppure, dice qualcun altro, avrebbe potuto farlo in modo più “neutro” accettando una compensazione economica per la pubblicazione. Se i portali diventano gli uffici degli sceriffi – attaccano alcuni osservatori – si torna nel mondo del FarWest o si inaugura l’era del FarEast?

Dario d’Elia

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

09 11 2005
Link copiato negli appunti