Facebook blocca un gruppo che dona mascherine

Facebook ha fermato un gruppo che raccoglieva fondi per donare mascherine a medici e infermieri: è stato un errore nel mezzo di una battaglia persa.
Facebook ha fermato un gruppo che raccoglieva fondi per donare mascherine a medici e infermieri: è stato un errore nel mezzo di una battaglia persa.

Facebook sta combattendo una battaglia comune contro il Coronavirus, cercando di ottimizzare la propria redditività in un momento tanto complesso, ma al tempo stesso ne sta combattendo anche una interna contro le fake news che rischiano di compromettere la community e l’esperienza sul social network. Mentre la prima battaglia è spesso affrontata nel migliore dei modi, la seconda è al momento costellata di insuccessi: l’affossamento di un gruppo che dona mascherine ai lavoratori del mondo della sanità è solo l’ultimo dei casi.

Il gruppo donava mascherine a medici e infermieri

Chi naviga sul social network ha sicuramente più volte dovuto affrontare medesimo problema in queste settimane: pubblicità continue di pacchi di mascherine di dubbia provenienza e dubbia efficacia, spalmate sulla pubblicità del proprio news feed con costanza e nel medesimo flusso di ogni tipo di notizia falsa spammata sempre dai medesimi account. Ci si impegna così a segnalare i falsi e lo spam, ma senza riuscire ad ottenere il benché minimo risultato. Ecco perché poi rattrista vedere che chi sfrutta il social network per fin di bene si trova con in mano un pugno di mosche.

Nella fattispecie il gruppo bloccato è emerso grazie alla notizia raccontata dal New York Times, il quale ha rilevato l’affondamento delle performance della meritevole pagina che raccoglieva fondi da 3500 sottoscrittori organizzando una donazione per quei lavoratori che, esposti in prima fila contro la Covid-19, hanno bisogno di materiale di protezione di qualità.

Per Facebook non è semplice, sia chiaro: il numero di utenti, gruppi e pagine rende molto complesso riuscire in un’opera di pulizia capillare ed efficace. Discorso diverso, però, è valutare quanto poco qualitativa sia la capacità del gruppo di riuscire un minimo nel filtro di contenuti palesemente truffaldini: il falso positivo è dunque la punta di un iceberg del quale tutti ben conoscono la presenza. L’affossamento del gruppo in oggetto è avvenuto sotto i colpi di un algoritmo poco raffinato che ha considerato fasulli i contenuti e ha ritenuto meritevole di ban la community: Facebook si scusa e promette il rilancio della pagina in tempi brevi, ma nel frattempo la pagina è stata affossata mentre centinaia di adv continuavano a scorrere.

In epoca di percezioni belliche, ogni errore è una ferita. La situazione sta in realtà migliorando dopo settimane nelle quali si è visto di tutto, ma la collaborazione che gli Stati chiedono contro falsi annunci e fake news merita sicuramente un impegno ulteriore.

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07 04 2020
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