Facebook, maxi risarcimento per far pace con le major

Il social network avrebbe deciso di accordarsi con le etichette discografiche sborsando decine di milioni di dollari. Un obolo valido sia come risarcimento danni per la violazione del copyright messa in atto dagli utenti, sia come mossa strategia per competere con Netflix e Amazon Prime

Roma – Secondo indiscrezioni Facebook sarebbe pronta ad offrire una considerevole quantità di denaro alle etichette discografiche per appianare le controversie che al momento le vedono contrapposte, ottenere il permesso per i propri utenti a utilizzare musica protetta da diritto d’autore per i propri video e avere due anni per introdurre un proprio sistema di identificazione e segnalazione automatica dei contenuti in violazione.

La cifra non è stata ancora chiarita nel dettaglio ma si parla di “centinaia di milioni di dollari”: d’altra parte andrebbe a coprire tutti gli utilizzi fatti di contenuti protetti tramite le condivisioni sul social network, che negli ultimi anni si sta imponendo con YouTube come la piattaforma preferita per la visione di video in streaming, e tutti quelli che si faranno almeno nei prossimi due anni.

La decisione di Facebook è il frutto di una negoziazione portata avanti negli ultimi mesi con le etichette discografiche , con la quale il social si è impegnata anche ad adottare un sistema per identificare e segnalare la musica che viola il diritto d’autore: due anni l’orizzonte temporale che serve a Facebook per introdurlo, per questo si è parlato non solo di compensazioni per il passato, ma anche di una possibile soluzione per tutti i prossimi utilizzi.

La cifra di cui si parla adesso, tuttavia, sembra non solo destinata ad appianare una più o meno certa causa legale per la violazione del diritto d’autore messa in atto dagli utenti che postano video sul social network (in parte gonfiata nelle cifra dal momento che si tratta spesso di utilizzi che rientrano nella dottrina statunitense del fair use ), ma anche a servire come offerta di pace e collaborazione tesa dal social network ai detentori dei diritti.

Come tra l’altro ha già estensivamente spiegato Zuckerberg, per esempio presentando l’ ultima trimestrale , nei prossimi anni i video guideranno il business di Facebook che è determinata a superare YouTube su questo fronte (superando la condivisione di foto e testi) e a incentrare su questi contenuti i propri introiti pubblicitari: fondamentale sarà pertanto la strategia impiegata a migliorarne la qualità fin da subito.

In questo senso il pagamento assumerebbe la forma di un vero e proprio accordo di licenza che permetterebbe, da un lato, agli utenti di continuare a caricare video con colonne sonore note o altri contenuti protetti da diritto d’autore senza il rischio di vederli rimossi e, dall’altro, a Facebook di iniziare a collaborare con le major, soprattutto in vista del lancio di Watch, il nuovo hub dedicato ai video in streaming sul modello di Netflix e Amazon Prime, che punta anche alla produzione di serie originali.

Claudio Tamburrino

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  • ... scrive:
    ma come????
    Gli ameri-cani che possono incularsi i cinesi una volta tanto con pieno diritto e cosa fanno li lasciano andare? ma checXXXXX sta succedendo?
    • ... scrive:
      Re: ma come????
      Stanno sprecando il loro tempo per difendere gli ideali della sinistra fabiana. In parole povere si sono rinXXXXXXXXti.
    • jack scrive:
      Re: ma come????
      Succede che questa non è una lotta "americani contro cinesi" ma un ente pubblico di uno stato a confronto con un'azienda privata di un'altro stato, con le leggi in vigore nel primo.Non è la stessa cosa.
      • amucina scrive:
        Re: ma come????
        E in più ci sono questioni politiche, davanti alle quali un'azione truffaldina perde il suo carattere fattivo per acquisirne uno strategico.Ma il popolo bue non discerne queste cose: è appunto una lotta americani-cinesi, buoni-cattivi, come all'asilo.
      • ... scrive:
        Re: ma come????
        - Scritto da: jack
        Succede che questa non è una lotta "americani
        contro cinesi" ma un ente pubblico di uno stato a
        confronto con un'azienda privata di un'altro
        stato, con le leggi in vigore nel
        primo.
        Non è la stessa cosa.mmm, sara'. ma il XXXXXo che in passato ha finanziato la campagna elettorale del XXXXX invoco' l'aiuto di quest'ultimo contro i musi gialli che a detta sua gli avevano copiato il telefonino stondato...
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