Facebook mette il search nel Graph

Il motore di ricerca Graph Search è ora a disposizione in beta per gli utenti anglosassoni. Il social blu sfida Google per l'advertising. E, forse, non solo quello

Roma – Più di un miliardo di iscritti, con oltre 240 miliardi di fotografie condivise e un trilione (mille miliardi) di connessioni social. Che si tratti di contenuti, preferenze o informazioni personali, il colosso Facebook parrebbe essere riuscito a replicare in un’unica piattaforma le naturali dinamiche d’interazione tra singoli individui e comunità o gruppi sociali. “Oggi annunciamo una nuova modalità di navigazione tra queste connessioni, per renderle più utili – si legge in un comunicato pubblicato dalla newsroom del sito in blu – L’abbiamo chiamata Graph Search, e inizia oggi in anteprima limitata, in versione beta”.

Primi sguardi su Graph Search
Presentata nel corso di una conferenza stampa al quartier generale di Menlo Park, la nuova feature sarà innanzitutto a disposizione di un numero limitato di utenti in lingua inglese. Facebook vuole infatti ascoltare il parere dei suoi iscritti prima di accantonare la versione beta e dunque aprire il servizio a tutti. Con Graph Search il social network californiano sembra vicinissimo al suo grande sogno: trasformarsi in un vero e proprio motore di ricerca, come un equivalente di Google nella ricerca di persone, interessi e gusti .

graph search

Ma occhio a mettere in parallelo il vecchio search con il nuovo. “Graph Search non è la ricerca generalista sul Web”, ha spiegato in conferenza stampa un gongolante Mark Zuckerberg. Nell’esempio illustrato dal CEO, la ricerca sul Web prevede l’immissione della chiave di ricerca hip-hop per poi ottenere milioni di risultati con annessi link. Il funzionamento di Graph Search prevederà invece la digitazione della più lunga domanda a quali tra i miei amici piace l’hip-hop?

La prima versione beta della nuova feature in blu prevede in sostanza quattro aree di ricerca: persone, fotografie, luoghi, interessi. Gli utenti anglosassoni potranno cercare persone che vivono nella stessa città, così come fotografie risalenti ad un determinato periodo della vita , ad esempio l’infanzia. Nella lista delle amicizie si potrà scoprire a chi piace un determinato ristorante vegano, chi adora il rap e così via.

E la privacy?
Per ammissione dello stesso Zuckerberg, “Graph Search è un progetto davvero enorme”, frutto dell’indicizzazione di post, informazioni e contenuti caricati dagli utenti nel corso degli anni. I più mattacchioni si sono divertiti a digitare query come uomini a cui piacciono le maggiorate oppure amici a cui piace il Ku Klux Klan . In sostanza, tutte le attività social – dai semplici like ai post – sono finite all’interno del motore di ricerca.

In un breve filmato caricato su YouTube, i responsabili di Facebook hanno offerto qualche suggerimento per evitare che determinate informazioni finiscano restituite dalla feature Graph Search. Agli utenti non basterà nascondere una determinata foto dalla Timeline, perché quest’ultima resterà comunque nel flusso degli aggiornamenti e dunque nel search. Bisognerà invece rimuovere il tag per evitare che gli altri trovino tutto tramite query .


(Inevitabili) risvolti di mercato
Con la collaborazione di Bing – che fungerà da motore di ricerca di default quando gli utenti si avventureranno al di fuori dei confini di Facebook – Graph Search dovrebbe trasformarsi in una miniera d’oro per i vertici del sito in blu. Sulla scia di Google, il social network a stelle e strisce potrebbe aggiungere i classici risultati sponsorizzati a quelli organici in base alle attività degli utenti iscritti.

Allo stato dell’arte, sono gli algoritmi di Facebook a decidere quali risultati – ad esempio, tra i ristoranti di San Francisco – debbano essere visualizzati per primi dagli utenti, in particolare da quelli effettivamente interessati a spendere una certa cifra per andare a mangiare fuori a cena.

La stessa partnership con Bing – è bene ripeterlo, il search engine di Microsoft non opera all’interno di Facebook, ma solo all’esterno – porterà il social network ad ampliare la sua fetta di guadagni legata all’advertising. Ad esempio, all’immissione di query poco social come prenotare un volo per Las Vegas, l’utente verrà reindirizzato verso i più accurati e completi risultati di Bing .

L’annuncio di Graph Search non sembra tuttavia aver impressionato particolarmente gli investitori: il titolo di Facebook è infatti sceso del 2,74 per cento nella giornata di ieri , fino a 30,1 dollari. Nelle parole del CEO Mark Zuckerberg, il primo obiettivo della nuova feature è migliorare le esperienze di navigazione degli utenti, in attesa di opportunità di business che verranno in un secondo momento.

Se Facebook pensa ai giornalisti – “potranno scoprire fonti potenziali e trovare un esperto da intervistare per reportage e inchieste” – Graph Search avrà certamente un impatto sul tradizionale funzionamento del sito californiano. Dai risvolti di mercato ai possibili dubbi per la privacy, la piattaforma social intraprende un nuovo cammino verso la riproduzione digitale del tessuto sociale contemporaneo.

Mauro Vecchio

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