Facebook mette mano alle pubblicità politiche

Si accende il dibattito sull'inefficacia dell'algoritmo di sicurezza finora adottato e sul senso di ritornare, come recentemente annunciato dal social network, a interventi umani nella revisione delle ads a sfondo politico

Roma – Facebook ha introdotto un nuovo aggiornamento nelle linee guida per i suoi inserzionisti al fine di risolvere, o almeno contrastare, il problema legato all’advertising politico sulla sua piattaforma, sfruttato da Potenze straniere per influenzare elezioni politiche di altri altri Stati: dove non può arrivare l’intelligenza di un algoritmo, dovranno nuovamente intervenire gli umani, attraverso un processo di revisione dei contenuti .

La questione è quella del cosiddetto Russiagate , ovvero lo scandalo secondo cui vi sarebbero legami diretti tra la squadra del 45esimo presidente degli Stati Uniti e il Cremlino. L’inchiesta si è aperta a seguito della condivisione del neo eletto Presidente Trump di alcune informazioni altamente riservate con i vertici di Mosca: da allora è stato coinvolto direttamente dalle autorità il genero di Trump (nonché suo senior advisor alla Casa Bianca) Jared Kushner. Facebook e Twitter hanno gettato benzina sul fuoco, confermando – a seguito di indagini interne – che vi sono state attività non proprio limpide tra giugno 2015 e maggio 2017 (il periodo della campagna elettorale a stelle e strisce che ha portato all’elezione di Trump): circa 100.000 dollari spesi su 3.000 messaggi pubblicitari connessi a 470 account o pagine “non autentici” su Facebook e 201 account su Twitter .

Il tutto è complicato dal fatto che alcuni rapporti hanno evidenziato come Facebook abbia depennato i riferimenti alla Russia in un precedente rapporto sulle possibili influenze nelle elezioni politiche pubblicato già ad aprile: sul punto il social network si è limitato a dire che al tempo non vi era sicurezza dell’influenza russa su determinate attività, ma certamente Facebook si trova ancora sotto osservazione da parte del pubblico e delle autorità, in particolare da parte del Congresso che continua le sue indagini sulla questione.

Ad annunciare il nuovo sistema di controllo degli advertising è stato lo stesso social network con una email indirizzata ai suoi inserzionisti : “Sottoporremo un maggior numero di inserzioni allo scrutinio umano. In particolare saranno tutte le nuove campagne pubblicitarie che avranno un’impostazione di targeting potenzialmente rischioso (ad esempio quelli associati ad argomenti come la politica, la religione, l’etnia e le questioni sociali) ad essere sottoposte alla revisione da parte del nostro team.

Il cambiamento (almeno momentaneo) di strategia ha un primo riflesso sul tempo di pubblicazione degli annunci, un ritardo destinato a diventare sempre più ininfluente: Facebook ha annunciato di avere l’obiettivo di assumere oltre mille persone nel corso del prossimo anno per provvedere alla revisione manuale delle inserzioni acquistate dai suoi clienti .

Nel frattempo, peraltro, la scelta di Facebook di fare un passo indietro e affidarsi ad umani piuttosto che algoritmi non è immune da polemiche: in particolare l’accusa è quella di non aver previsto l’impossibilità da parte di un software di comprendere il linguaggio umano, dall’altro l’inadeguatezza degli algoritmi adottati per cercare di controllare le inserzioni prima della loro pubblicazione.

Accusa, peraltro, che il Chief security officer di Facebook Alex Ramos ha subito dimostrato di voler contrastare: da Twitter ha attaccato i giornalisti intervenuti sulla questione, da un lato celebrando accademici e altri studiosi che affermavano che fosse facile individuare notizie false e contenuti propagandistici e sminuendo i problemi di scala correlati al numero di inserzioni costantemente pubblicati su Facebook.


Claudio Tamburrino

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  • Soloperoggi scrive:
    La macchina
    Ma poi ci invia il numero della previdenza sociale?
    • Aroldo Fringuello scrive:
      Re: La macchina
      - Scritto da: Soloperoggi
      Ma poi ci invia il numero della previdenza
      sociale?No, con l'ultimo aggiornamento che ho rilasciato in Italia adesso manda il codice fiscale.
  • xte scrive:
    Vedo un altro punto
    pensate a Google Maps: sino a poco prima del suo annuncio se ci avessero descritto il progetto di un patchwork di foto aeree e satellitari da ricoprire il pianeta avremmo probabilmente detto: UAU, carino, ma pressoché impossibile per risorse di calcolo richieste. Se prima della StreetView ci avessero descritto la StreetView avremmo probabilmente detto: UAU, carino, ma Maps (layer aereo) è già un mostro, questo è un altro livello.Ora pensate a un "maps live" formato da uno streaming quasi-continuo di foto/video da svariate sorgenti: telecamere montate sulle auto, già obbligatorie in vari paesi a fini assicurativi, normalmente NON connesse, smartwatch, futuri smart-occhiali, smartphones tenuti all'orecchio, foto scattate in ogni luogo per i più svariati motivi ecc. Improbabile vero? Richiede risorse enormi...Tra qualche anno ne possiamo riparlare. Se poi vogliamo metterci che al mondo stiamo assistendo alla crescita di giganti sempre più grandi che diventano di fatto la sola fonte di tecnologia, conoscenza, informazione del mondo ecc... I complottisti avrebbero molto da scrivere, ma qui non c'è alcun bisogno di segrete stanze, basta guardarsi intorno, in piena luce.
  • muskio scrive:
    la somma è superiore ai singoli
    Musk ha ragione.Non è tanto il singolo apparecchietto o la singola tecnologia a fare la differenza.A fare la differenza è (sarà) l'insieme di tutto questo, incrociato e sinergico.E dato che la tecnologia la controllano un pugno di aziende, cioè un pugno di uomini non posso che dare ragione al Musk
  • Nameless scrive:
    ______________
    ma perchè quella che consente la guida autonoma non è forse una forma (evolutissima) di AI? nel suo caso però è cosa buona e giusta, vero?
    • Zack scrive:
      Re: ______________
      Dipende solo da chi tira furoi i soldi e quindi acqua al suo mulino- Scritto da: Nameless
      ma perchè quella che consente la guida autonoma
      non è forse una forma (evolutissima) di AI? nel
      suo caso però è cosa buona e giusta,
      vero?
    • Lollo scrive:
      Re: ______________
      - Scritto da: Nameless
      ma perchè quella che consente la guida autonoma
      non è forse una forma (evolutissima) di AI? nel
      suo caso però è cosa buona e giusta,
      vero?In realtà l'AI non c'entra una beata cippa, c'entra dove si trova l'AI e cosa fa.Una macchina guida e l'AI è nella macchina, con una rete addestrata a priori.La fotocamera di Google anche prima che lo dicesse Musk si capisce subito che è un mostro. Una fotocamera che metti in casa, sempre collegata al cloud, che decide da cosa fotografare e quando e invia i risultati al cloud è una idea mostruosa, e non importa quanto uno venga pagato per asserire il contrario, è assurda punto e basta.
  • sono la morte e anche altro scrive:
    Dont be evil
    signori... google e: Dont' be evil! Fidatevi se vi dice che le foto non stazioneranno sui loro clud.Penso proprio che vi prenderanno per il culd!
    • Fan innamorato di Bertuccia il macaco scrive:
      Re: Dont be evil
      Non abbiamo scelta... ogni nostro movimento è già tracciato, le nostre menti profilate...Non è Google, non è Apple, non è Microsoft... E' il sistema."Il Sistema" prossimamente sui grandi schermi!
    • peeeeeppo scrive:
      Re: Dont be evil
      don't be evil, be satanic!
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