Facebook, un bot implacabile contro le app

Il bot del social network sta facendo strage di applicazioni potenzialmente segnate come spam dagli utenti. Gli sviluppatori insorgono ma Facebook consiglia di non collezionare troppi feedback negativi
Il bot del social network sta facendo strage di applicazioni potenzialmente segnate come spam dagli utenti. Gli sviluppatori insorgono ma Facebook consiglia di non collezionare troppi feedback negativi

Un nuovo giustiziere si aggira per i meandri del social network in blu: è il bot progettato per mettere automaticamente al bando quelle applicazioni considerate come spam dagli utenti. Gli sviluppatori protestano ma Facebook dice di aver fatto tutto in accordo con il feedback ricevuto dagli utenti.

Recentemente la percentuale di “app” Facebook messe al bando è cresciuta in maniera sostanziale, e la causa del fenomeno va ricercata negli aggiustamenti fatti al bot ammazza-app che lo hanno reso più aggressivo di quanto non fosse in passato.

Facebook spiega che il bot ora integra “un nuovo sistema di enforcement che prende maggiormente in considerazione il feedback degli utenti”, e se una applicazione ha collezionato un eccessivo feedback negativo di persone che si sono viste “spammare” le cartelle dei messaggi allora è altamente probabile che quella app verrà disabilitata o privata di certe funzionalità.

Gli sviluppatori in buona fede, per protestare contro la messa al bando automatica, possono sempre “fare appello” attraverso un apposito link, dice Facebook, mentre sono in sviluppo nuovi strumenti di analisi per monitorare il feedback degli utenti e porre rimedio agli eventuali futuri “picchi” di feedback negativi.

Tutto risolto dunque? Non proprio: alcuni sviluppatori già dicono di aver perso fiducia in Facebook come “piattaforma” di gestione del traffico utente, pensando per il futuro a sfruttare il social network per acquisire “clienti” e migrare il traffico altrove.

Alfonso Maruccia

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28 06 2011
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