Fate fuori l'equo (s)compenso, grazie

Il superbollo su dispositivi e supporti torna al centro grazie ad un emendamento di Maurizio Acerbo (PRC) che traccia una via d'uscita dall'incubo. Previste flebo di fondi pubblici per la SIAE, per evitare che ci rimanga

Roma – Cancellare tout court equo compenso e SIAE è il sogno non tanto segretamente coltivato da molti ma, tentando di cercare l’inevitabile via del compromesso, nelle scorse ore Maurizio Acerbo , deputato di Rifondazione, ha proposto una via di mezzo: un suo emendamento chiede la cancellazione dell’equo compenso e una formula di compensazione per la SIAE.

L’idea è che abolendo l’equo compenso, il superbollo statale sui supporti vergini e i dispositivi di memorizzazione, si possa ottenere un rilancio dell’industria dei supporti . Un tempo fiorente, come ben sanno i lettori di Punto Informatico , è oggi un settore industriale che in Italia è stato fatto a pezzi proprio da quel prelievo forzoso: sparando verso l’alto i prezzi, la tassa ha indotto i consumatori a rivolgersi a produttori e distributori esteri. Non solo: ha anche agevolato le attività disoneste di produttori e negozianti disposti ad aggirare l’equo compenso, ossia ad agire illegalmente pur di offrire CD, DVD e altri materiali registrabili a prezzi d’occasione.

Contro tutto questo si scaglia l’emendamento che, come accennato, prevede anche che alla SIAE sia garantito comunque un gettito da 73 milioni di euro , una somma simile a quella che la Società degli Autori e degli Editori rastrella ogni anno dai dispositivi e dai supporti tassati.

Il nuovo meccanismo introdotto nella proposta si basa proprio sull’idea che, abolendo il superbollo, calino i prezzi e, di conseguenza, aumentino le vendite. Il maggior gettito dell’IVA delle vendite “derivante dall’eventuale incremento”, dunque, verrebbe destinato alla SIAE. Qualora la somma non arrivasse a 73 milioni di euro, la Società verrebbe comunque compensata per l’importo mancante.

L’emendamento è peraltro “soft”, nel senso che prevede un periodo di sperimentazione per verificare che l’abolizione del superbollo significhi effettivamente un ritorno all’acquisto da parte di quegli italiani che ormai da anni sono usi rivolgersi a distributori internazionali per i propri acquisti.

Nella Relazione Tecnica che accompagna l’emendamento, Acerbo ricorda come l’introduzione dell’equo compenso abbia comportato proprio il fiorire delle attività illegali: “Secondo i dati dei produttori si è passati da un volume di vendite legali di 266 milioni di euro per cd e dvd registrabili nel 2003 a soli 101 milioni nel 2006. E, quindi, un calo del gettito dell’IVA pari al 20%, cioè: (165*20)/100 = 33 milioni di euro”.

Da qui, dunque, l’idea che l’IVA in una situazione nuova possa riportare all’Erario quei 33 milioni di euro, più tutto ciò che può derivare dal ritorno nella legalità del mercato oggi illegale. “Dal 2003 ad oggi – scrive Acerbo – la domanda complessiva di supporti registrabili è sicuramente aumentata per l’effetto della massiccia diffusione di apparecchi per la registrazione che equipaggiano ormai tutti i computer nonché dei videoregistratori digitali, ma si è rivolta in prevalenza al mercato illegale”.

Di seguito il testo integrale dell’emendamento:

EMENDAMENTO 2.032 ACERBO

Dopo l’art.2 è inserito il seguente:

Art. 2-bis (Norme a favore dell’industria dei supporti di memorizzazione)

1.Anche al fine di rilanciare l’industria della produzione dei supporti di memorizzazione, per gli anni 2008, 2009 e 2010 è sospeso, in via sperimentale, il compenso di cui agli articoli 71-septies e 71-opties della legge 22 aprile 1941, n.633.
2.Il maggiore gettito dell’IVA derivante dall’eventuale incremento, per gli effetti del comma 1, delle vendite dei supporti e dispositivi di memorizzazione oggetto dell’equo compenso di cui agli articoli 71-septies e 71 opties della legge 22 aprile 1941, n.633 è destinato alla Società Italiana Autori ed Editori.
3.Nel caso in cui non si verifichi l’ipotesi di cui al comma 2, ovvero il maggiore gettito sia inferiore a 73 milioni di euro, alla Società Italiana Autori ed Editori è assicurata una compensazione, in aggiunta all’introito di cui al comma 2, fino al raggiungimento di 73 milioni di euro complessivi.
4.Rimangono fermi i criteri di ripartizione, tra gli aventi diritto, del compenso.
5.Il Ministro delle Attività produttive riferisce annualmente al Parlamento riguardo l’andamento del mercato dei supporti e dispositivi di memorizzazione in relazione all’applicazione del presente articolo.

e, di conseguenza, alla Tabella A, voce “Ministero dell’Economia e delle Finanze” apportare le seguenti modifiche:

2008: -73.000
2009: -73.000
2010: -73.000

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  • andy61 scrive:
    l'anello più debole della catena ...
    Come risulta evidente, l'anello più debole della sicurezza sono gli utenti.Per quanto uno possa essere bravo, non è possibile impedire ad un utente di accettare un messaggio che gli propone cose interessanti o allettanti.Blindare un computer non è uno scherzo neanche per gli addetti ai lavori, figuriamoci per la maggior parte degli utenti che lo utilizzano soltanto per navigare, posta, chat, e per accedere alla propria banca.In aggiunta se le persone hanno un soldo in più in tasca, lo spendono per comperarsi un gioco in più, piuttosto che un antivirus.Visto che è responsabilità dello stato proteggere i propri cittadini, quello che può attivamente e concretamente fare è di affrontare seriamente l'argomento nelle scuole, negli uffici, alla televisione (magari con brevi spot o cartoni animati), e finanziando lo sviluppo e l'aggiornamento di antivirus open e gratuiti.L'alternativa è quella di non consentire ai cittadini di avvalersi della magistratura, nel caso abbia subito danni a causa di un utilizzo avventato del proprio computer, se questo non risulti adeguatamente protetto.E peggio ancora di rendere i cittadini personalmente responsabili dei danni occorsi a terzi, se si dimostra che il proprio computer è stato mezzo per perpetrare il reato, sempre se il computer non risulta adeguatamente protetto.È forse pensabile di varare una legge per cui i computer non possano essere venduti con un antivirus precaricato, preconfigurato, e con un contratto di aggiornamento illimitato? Direi di no.Ovviamente come è mio uso, sto facendo l'avvocato del diavolo: una tale responsabilizzazione del cittadino è impensabile.D'altra parte se i governi si facessero i conti in tasca, e vedessero quanti soldi dei cittadini vengono spesi per indagare sui danni provocati da informatici malintenzionati, probabilmente potrebbero venire fuori dei bei budget per progetti di ricerca e per la realizzazione di prodotti e servizi di supporto alla sicurezza per i cittadini.Al momento la sicurezza rimane un fatto legato alla disponibilità personale di tempo, voglia, comprensione dei problemi, ed anche di soldi.
    • battagliacom scrive:
      Re: l'anello più debole della catena ...
      - Scritto da: andy61
      Come risulta evidente, l'anello più debole della
      sicurezza sono gli
      utenti.

      Per quanto uno possa essere bravo, non è
      possibile impedire ad un utente di accettare un
      messaggio che gli propone cose interessanti o
      allettanti.

      Blindare un computer non è uno scherzo neanche
      per gli addetti ai lavori, figuriamoci per la
      maggior parte degli utenti che lo utilizzano
      soltanto per navigare, posta, chat, e per
      accedere alla propria
      banca.

      In aggiunta se le persone hanno un soldo in più
      in tasca, lo spendono per comperarsi un gioco in
      più, piuttosto che un
      antivirus. suq eusta prima parte sono daccordo al 100%, gli utonti non se ne fregano nemmeno un po della sicurezza del proprio pc, perchè credono che scaricando un antivirus crakkato (sempre e solo norton), siano al sicuro da ogni virus. Gli utenti che accettano le e-mail sono quelli che non sono informati e che nn sappiano che cosa sia lo spamming (+ del 50%).
  • Er Pol scrive:
    *Quasi* chiunque (cit.)
    "Cerchiamo di incoraggiare il pubblico ad installare antivirus e firewall: è qualcosa che dovrebbe fare chiunque possieda un computer".Mi pare ovvio che parlava per gli utenti Windows..Ciao
  • cri scrive:
    me ne vado
    e non vi leggero' piu, visto che in alcuni casi i miei messaggi sono stati cancellati me ne torno in usenet dove la censura non esisteaddio
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