FCC: al via il super-WiFi

La commissione statunitense approva il piano per la "liberazione" delle frequenze inutilizzate. Si prevedono connessioni wireless più veloci e applicazioni tecnologiche innovative. Ma le emittenti televisive invitano cautela

Roma – La liberazione dei white space delle frequenze radio è cosa fatta: con una decisione insolitamente unanime, i commissari della Federal Communications Commission hanno approvato le nuove regole per la concessione delle frequenze inutilizzate ad applicazioni senza obbligo di licenza. L’industria tecnologica (assieme a FCC stessa) esulta e promette nuove rivoluzioni telematiche e non solo , mentre chi le frequenze le usa per diffondere contenuti televisivi ci va con i piedi di piombo e dice di voler monitorare da vicino la situazione per valutarne l’impatto sulle trasmissioni.

Con il voto delle scorse ore FCC conclude un percorso già avviato un paio d’anni or sono: le frequenze inutilizzate, presenti come frequenze “intermedie” nella parte di spettro elettromagnetico generalmente assegnata alle trasmissioni televisive terrestri, dovevano essere dedicate ad applicazioni di connettività super-veloce e quindi alla diffusione capillare dell’accesso broadband a Internet anche nelle zone meno servite degli Stati Uniti.

Questi due anni sono serviti ad FCC per dialogare con l’industria e trovare una soluzione condivisa ai non pochi problemi tecnici posti dalla liberazione dei white space : applicazioni come il super WiFi – termine coniato dalla stessa commissione di Capitol Hill – si sono dovute scontrare con il pericolo di interferenze sul segnale televisivo, così come la FCC ha dovuto tenere in debita considerazione le esigenze di quelle organizzazioni che impiegano microfoni wireless in ampi spazi ad accesso pubblico.

La soluzione individuata da FCC è un compromesso che dovrebbe accontentare sia l’industria tecnologica che le emittenti televisive: il corretto funzionamento dei dispositivi di connessione sui white space viene garantito dall’istituzione di uno speciale database di geolocalizzazione aggiornato quotidianamente, archivio da cui gli apparati dovranno ricavare la giusta configurazione per evitare di generare indebite interferenze sulle attività di broadcasting delle emittenti.

Sparisce invece l’obbligo di implementare la capacità di scansionare le frequenze per valutare quelle più adatte da utilizzare per la connessione wireless: questo genere di tecnologia non era gradito all’industria IT, timorosa di veder crescere i costi e la complessità tecnica dei dispositivi di connessione.

Per i microfoni wireless è prevista la liberazione di due canali “vuoti” in generale, mentre grandi utilizzatori come i teatri di Broadway o gli organizzatori di eventi sportivi di richiamo avranno la possibilità di chiedere direttamente a FCC la concessione di una fetta di spettro più larga dovessero i due canali di cui sopra rivelarsi insufficienti.

Google, Microsoft e i grandi nomi della tecnologia accolgono con favore le nuove regole della FCC, sottolineando (nelle parole di Google) la possibilità per le “tecnologie wireless di prossima generazione” di emergere e diffondere la connessione broadband a Internet come mai era stato possibile fino ad ora . Positivo il giudizio anche di Public Knowledge , che evidenza l’importanza dell’evento ricordando come FCC non concedesse frequenze dello spettro per applicazioni senza licenza da 20 anni a questa parte .

Com’è a questo punto prevedibile, a non essere particolarmente entusiaste sono al contrario le emittenti televisive che per mezzo dell’associazione NAB (National Association of Broadcasters) dicono di voler esaminare molto da vicino le decisioni di FCC sui white space prima di pronunciarsi. “Il principale obiettivo di NAB in questo procedimento è stato quello di garantire l’accesso libero da interferenze a notizie, intrattenimento ed eventi sportivi di alta qualità fornito dalle stazioni televisive gratuite e locali”, ha dichiarato il vicepresidente di NAB Dennis Wharton.

Alfonso Maruccia

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • pietro scrive:
    bell'articolo
    lo dedicherei volentieri a tutti quelli che vorrebbero introdurre una patente per usare internet.
  • Undertaker scrive:
    Sembra una legge italiana
    Un patentino per creare un blog ?In Italia abbiamo giá l'obbligo di iscrizione al solito, parassitario "ordine professionale" per chi gestisce un sito di informazione on-line, cosa ci vorrebbe a rendere obbligatorio anche il patentino, da rilasciare a discrezione dei soliti burocrati ?
    • rover scrive:
      Re: Sembra una legge italiana
      Beh, ci manca di finanziare l'integralismo islamico e l'ortodossia religiosa e poi siamo in fotocopi perfetta,
      • Funz scrive:
        Re: Sembra una legge italiana
        - Scritto da: rover
        Beh, ci manca di finanziare l'integralismo
        islamico e l'ortodossia religiosa e poi siamo in
        fotocopi
        perfetta,Sostituisci "islamico" con "cattolico" e ci siamo.Però "loro" sono "loro" e invece "noi" siamo "noi", eh!
Chiudi i commenti