Firefox Chrome, presto su questi schermi?

Il responsabile del progetto Firefox anticipa quello che dovrebbe essere il futuro del browser open source, e il futuro fa apparentemente rima con Chrome/Chromium. Occorrono nuovi approcci per una visione rinnovata

Roma – Mark Mayo ha svelato i piani che Mozilla sta preparando per il futuro di Firefox, un browser che nei prossimi anni potrebbe cambiare radicalmente – e in una direzione che scatena discussioni sia nella community che all’interno della stessa fondazione statunitense. Alla fine Mayo è costretto a rifinire i suoi pensieri: la rivoluzione riguarderà la UI, non la piattaforma sottostante.

Le parole di Mayo vanno prese con la dovuta attenzione, visto che a scriverle è il vice-presidente senior di Mozilla e “responsabile di tutto ciò che riguarda Firefox”: in post recente pubblicato su Medium , il dirigente ha svelato l’esistenza del Progetto Tofino , una “esplorazione” nel mondo dei browser gestita dagli stessi autori di Firefox.

Tofino, però, non è Firefox ma qualcosa di nuovo: l’approccio che ha portato al rilascio della storia versione 1.0 del browser open source non è più adeguata ai tempi, suggerisce Mayo, e per Tofino gli sviluppatori hanno scelto di utilizzare i framework Electron e React .

Electron è basato su Chromium, la base open source da cui Google trae le release di Chrome: il futuro di Firefox sarebbe in sostanza Chrome, dicono in molti , un risultato finale prevedibile già oggi con la “chromizzazione” del browser Mozilla i pieno divenire a partire dai componenti aggiuntivi .

La discussione scatenata dal suo post iniziale ha poi costretto Mayo ad aggiornare l’articolo, confermando che Tofino è un esperimento che riguarda sono la componente dell’interfaccia di Firefox e non l’infrastruttura di base.

Anche in futuro, rassicura il VP Mozilla, Firefox sarà basato su Gecko e sulle tecnologie create dalla Fondazione. Quale che sia il destino di Tofino, infine, almeno per i prossimi anni Firefox continuerà a essere competitivo grazie al nuovo engine multi-processo in arrivo grazie al progetto e10s.

Alfonso Maruccia

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