FLoC? Non in Europa, ci sono timori sulla GDPR

FLoC? Non in Europa, ci sono timori sulla GDPR

Google per ora intende mantenere la soluzione FLoC lontana dall'Europa poiché potrebbero sussistere rischi in ottica GDPR: ogni cosa a suo tempo.
Google per ora intende mantenere la soluzione FLoC lontana dall'Europa poiché potrebbero sussistere rischi in ottica GDPR: ogni cosa a suo tempo.

Google vuol andare oltre i cookie di terze parti ed ha messo a punto un sistema denominato FLoC (Federated Learning of Cohorts), ma se rivoluzione dovrà essere, non prenderà comunque il via a partire dal continente europeo. Google, infatti, potrebbe avere uno scoglio legale da affrontare che andrebbe a mettere in forse le basi del progetto: meglio attendere, insomma, e verificare che i prossimi passi possano essere mossi con una certa sicurezza.

Google: niente FLoC in Europa, per ora

La novità è emersa in occasione del meeting Improving Web Advertising Business Group (IWABG) per voce dell’ingegnere Google Michael Kleber, il quale ha semplicemente preso tempo: “per nazioni come quelle europee, non avvieremo fin da subito i test per gli utenti di quell’area“. I motivi? La GDPR e la Direttiva ePrivacy. Sebbene Google al momento non approfondisca i propri timori, la sensazione è che ci sia il timore di affrontare troppo frettolosamente l’Europa. Meglio approcciare il problema con maggior cautela, insomma: “Stiamo per avviare le prime sperimentazioni negli USA ed in altre nazioni selezionate, ma ci aspettiamo di rendere disponibili i test a livello mondiale in un momento successivo“.

Google ben conosce le sensibilità europee sul tema e ben comprende quando delicato sia il passaggio verso l’era post-cookie. La disamina dell’EFF ha già bocciato la logica delle coorti, chiedendo che si riversasse in questo passaggio ben più ambizione e ben maggior rispetto della privacy. FLoC resta tuttavia al centro della strategia di Mountain View e l’Europa dovrà semplicemente attendere: dopo i primi test sarà possibile affrontare la questione GDPR con tutta la calma necessaria, per trovare le giuste soluzione e per garantire all’adv un nuovo strumento utile per far leva su sistemi di tracciamento che mantengano alte le performance dell’advertising pur nel rispetto dei dati personali.

Quanto bisognerà attendere? Poco, secondo lo statement messo a disposizione da Google: “Riguardo Privacy Sandbox in Europa siamo impegnati al 100% e stiamo lavorando per avviare i test il prima possibile“.

Fonte: Techcrunch
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24 03 2021
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