Francia, Twitter e l'antisemitismo

I gruppi ebraici di Parigi chiedono che Twitter si adegui alla legge francese. Svelando le identità nascoste dietro hashtag antisemiti. Facebook invece sotto accusa in Germania per la mancanza di anonimato
I gruppi ebraici di Parigi chiedono che Twitter si adegui alla legge francese. Svelando le identità nascoste dietro hashtag antisemiti. Facebook invece sotto accusa in Germania per la mancanza di anonimato

Una contesa in terra francese tra Twitter e le organizzazioni ebraiche: la piattaforma di microblogging ha ricevuto una richiesta formale affinché siano rimossi cinguetti contenenti messaggi antisemiti.

La controversia è finita davanti a un giudice di Parigi, al quale Twitter ha spiegato di dover ottenere il via libera da parte della giustizia statunitense per poter procedere alla comunicazione delle identità che si celano dietro gli hashtag considerati offensivi #unbonjuif (“un buon ebreo”) e #siJetaisNazi (“se fossi un nazista”). Il caso legale sarebbe scoppiato in seguito alle pressioni che un gruppo di studenti avrebbe esercitato sulla corte francese affinché Twitter si conformasse alle leggi d’Oltralpe sull’odio razziale .

Una questione, quella relativa alla tutela della privacy sui social network, che è di attualità anche in Germania. Un commissario addetto alla protezione dei dati personali nello stato Schleswig-Holstein, situato a nord del paese, ha infatti minacciato Mark Zuckerberg di procedere con l’imposizione di una multa pari a 26mila dollari (19,6mila euro) poiché la policy di Facebook violerebbe la legge nazionale secondo la quale i cittadini possono utilizzare i media mantenendo l’anonimato.

Una imposizione che Menlo Park sembra non voler accettare dal momento che si tratterebbe proprio di quelle regole che garantiscono la sicurezza della piattaforma. ( C.S. )

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