Freenet tasta il polso a chi ci crede

Il Project che realizza una rete libera da ogni forma di censura e controllo chiede una mano. Per sostenere il suo sviluppo si può versare anche un contributo minimo direttamente alla board di gestione di Freenet e a Ian Clarke
Il Project che realizza una rete libera da ogni forma di censura e controllo chiede una mano. Per sostenere il suo sviluppo si può versare anche un contributo minimo direttamente alla board di gestione di Freenet e a Ian Clarke


Web – Freenet accetta donazioni. L’annuncio che la rete progettata da Ian Clarke può ora essere finanziata con qualsiasi somma da qualsiasi utente della Rete sta rapidamente facendo il giro del mondo, vista l’importanza storica attribuita al progetto.

Ora chiunque può recarsi sul sito del Freenet Project e versare quanto può attraverso Paypal o altri meccanismi direttamente alla board che gestisce lo sviluppo della rete o a Ian Clarke, il giovane scozzese, “la mente” dietro la nascita di Freenet.

Le donazioni sono ora rese possibili dal fatto che la board del progetto ha messo in piedi una corporation non-profit ed è dunque anche fiscalmente pronta a gestire un aiuto che, com’è probabile, arriverà copioso dai quattro angoli del pianeta.

“Lo scopo di questa corporation – si legge in una nota pubblicata sul sito – è di contribuire allo sviluppo e alla diffusione di soluzioni tecnologiche capaci di spingere verso la distribuzione democratica dell’informazione su Internet”.

E, andando dritto al cuore e alla valenza epocale di Freenet, la dichiarazione continua spiegando: “Scopo di questa organizzazione è di garantire a tutti l’accesso libero, non mediato, non censurato e imparziale a qualsiasi genere di informazione accademica, scientifica, letteraria, sociale, artistica, creativa, libertaria, culturale, a idee ed opinioni, senza interferenze o limitazioni da parte di interessi di stato, privati o altri”.

Come noto, Freenet è un progetto. in via di sviluppo ormai da più di un anno. che allontana sul piano tecnico la possibilità di una censura sia sui materiali digitali che vi circolano all’interno che sulla sua stessa esistenza.


Freenet consente infatti di mettere a disposizione di tutti i nodi della sua rete qualsiasi materiale, senza associazione di indirizzi o numeri che possano far risalire a chi quei contenuti ha pubblicato o chi li ha scaricati sul proprio computer.

Allo stesso modo ogni “nodo” si propone come “replicante” delle informazioni disponibili in modo “distribuito” e “non organizzato”, talchè la chiusura di un nodo non provoca alcuna perdita di dati o di stabilità della Rete stessa. Inoltre, risulta estremamente complesso persino identificare l’ubicazione di un nodo Freenet.

Tutte caratteristiche che rendono questa rete un dirompente grimaldello contro le censure internazionali. Per comprendere lo spirito di Freenet, basta dare un’occhiata alle dichiarazioni da Ian Clarke in questi mesi, come: “Non c’è copyright che tenga, il problema è la censura e Freenet lo risolve”.

Lo sviluppo di Freenet segue la licenza open source “doc”, la GNU GPL, e ha così ottenuto un certo supporto da parte di numerosi programmatori indipendenti. Supporto che ora, con la possibilità di versare dei contributi al Freenet Project, potrà essere moltiplicato, in modo da arrivare più rapidamente alla risoluzione delle molte questioni tecniche che ancora rendono difficile una diffusione “a pioggia” di Freenet.

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18 03 2001
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