Gadget difettosi? No, complicati

Una singolare ricerca dell'Università Tecnica di Eindhoven conferma che molti consumatori acquistano beni hi-tech ma poi non riescono ad utilizzarli: sono complessi e richiedono troppe energie
Una singolare ricerca dell'Università Tecnica di Eindhoven conferma che molti consumatori acquistano beni hi-tech ma poi non riescono ad utilizzarli: sono complessi e richiedono troppe energie


Amsterdam – Le leggende metropolitane che hanno accompagnato il successo dell’era PC ora trovano un fondamento statistico nell’ultima ricerca effettuata dall’ Università Tecnica di Eindhoven. Secondo Elke den Ouden, responsabile del progetto, il 50% dei prodotti elettronici riconsegnati dagli acquirenti per sospetti gravi malfunzionamenti non avrebbero alcun tipo di problema .

In pratica, un numero consistente di consumatori non sarebbe in grado di far funzionare correttamente l’hardware di nuova generazione. E la colpa, sempre secondo il ricercatore olandese, non sarebbe solo ed esclusivamente da imputare all’incapacità dei consumatori ma anche alle case produttrici. Responsabili, a suo dire, di non curare troppo il design e in molti casi di fornire istruzioni troppo complicate .

Lettori MP3, sistemi home cinema, media center e tanti altri gadget si dimostrerebbero, dopo l’apertura della confezione, troppo difficili da istallare e utilizzare. I dati confermano che negli Stati Uniti il tempo massimo che un consumatore destina al set-up e alla comprensione delle funzioni di un dispositivo è di 20 minuti . Dopo di che scatta la riconsegna al negozio.

Bisogna però ricordare che il programma di restituzione statunitense è ben diverso da quello europeo. Oltreoceano si può riconsegnare il prodotto nei tempi pre-stabiliti, anche in assenza di anomalie, senza dover incorrere nel terzo grado del negoziante. In Italia, forse, ci si impegna un po’ di più proprio perché i negozianti si dimostrano sempre un po’ infastiditi dalle restituzioni e qualcuno frappone ostacoli di varia natura al diritto di recesso.

Elke den Ouden ha deciso di mettere alla prova anche un gruppo di quotati manager fornendo loro una serie di prodotti elettronici realizzati dalla Philips. Entro un weekend sarebbero dovuti riuscire a far funzionare correttamente i gadget: ebbene, nessuno dei partecipanti ha raggiunto l’obiettivo .

“La maggior parte dei problemi riguarda proprio il processo di studio del design. La prima fase di sviluppo è senza dubbio quella meno efficiente”, ha dichiarato Ouden.

Dario d’Elia

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

07 03 2006
Link copiato negli appunti