Galactica in liquidazione. E ora?

Con la messa in liquidazione del provider si dovranno chiudere tutti i rapporti ancora in sospeso. Galactica è stata uccisa dalla flat


Roma – Galactica, il provider milanese considerato uno dei pionieri della rete italiana, è in liquidazione non potendo più reggere la situazione di mercato che si è venuta a creare.

Un’assemblea straordinaria dei soci di Galactica si è tenuta a Milano lo scorso 20 settembre e ha decretato lo scioglimento della società e dunque la messa in liquidazione. Una “transizione” verso il decesso che porta con sé numerose magagne commerciali da risolvere.

La prima riguarda il rapporto di Galactica con dealer e rivenditori, che nelle scorse ore Galactica ha informato della situazione, chiedendo loro di astenersi “dal raccogliere richieste di adesione della clientela a qualsivoglia offerta commerciale di prodotti GALACTICA, evitando quindi di raccogliere la sottoscrizione di qualsivoglia cliente su moduli contrattuali predisposti da GALACTICA S.p.A., non essendo consentito alla Liquidazione di intraprendere nuove operazioni”.

La seconda importante questione è quella del rapporto con i propri utenti. Dopo il fallimento della flat-rate di Galactica, infatti, sono rimasti aperti diversi contenziosi sulla fornitura del servizio e sui pagamenti. In molti attendono ancora rimborsi da Galactica, rimborsi che a questo punto potrebbero farsi attendere a lungo. Ed è ovvio che in una situazione di così grande incertezza siano in molti a chiedersi, nei forum e sui newsgroup, quale destino avranno i soldi versati.

Ma a cosa si deve la messa in liquidazione di Galactica? La prima ragione sta evidentemente nelle pesanti perdite accumulate dal provider nel corso dell’ultimo anno che, come ha ammesso la stessa azienda, ha puntato tutto sul modello flat-rate e su un contratto commerciale con Telecom Italia andato in scadenza senza che se ne potesse ottenere il rinnovo. Altra ragione è sicuramente la cattiva “fama” che oggi circonda Galactica, dopo mesi e mesi di problemi proprio con i suoi servizi flat, conditi da un ADSL che per il provider milanese non è mai veramente decollato.

Una fama che il provider non si è scrollato di dosso neppure dando vita alla più massiccia offensiva finora mai registrata da parte di un operatore internet italiano contro l’ex monopolista Telecom Italia.

Ad aver “ucciso” Galactica è stato il servizio di flat-rate. Questo appare indubbio sebbene l’attuale management dell’azienda fino a questo momento abbia evitato qualsiasi commento ufficiale sulla questione.

Quando è stato lanciato, il servizio flat-rate di Galactica si proponeva come il primo servizio del genere in Europa. Un “precorrere i tempi” che si è rivelato dannosissimo al destino stesso dell’azienda.

Ma il lancio è stato accompagnato anche da un errore macroscopico che si è poi tradotto in uno degli elementi chiave dell’insoddisfazione degli utenti. La flat-rate, infatti, veniva pubblicizzata ovunque, on e off line, come una possibilità di collegamento 24 ore su 24 per sette giorni alla settimana. E si aggiungeva come grazie a questa nuova modalità di accesso ad internet, l’utente italiano potesse finalmente godere di un servizio “all’americana” che rimuoveva la schiavitù della tariffazione a minuto, da sempre invisa agli utenti.


La flat-rate è stata così intesa da tutti quasi come una “linea dedicata”, un servizio a cui poter accedere in qualsiasi momento per il tempo desiderato. E sui newsgroup si raccontava della rivoluzione con un formidabile passaparola che ha consentito a Galactica di disporre in poche settimane di migliaia di utenti affamati di connettività.

Da lì il passo per arrivare all’intasamento delle linee è stato breve. Da un lato l’utenza, pronta a rivendicare in qualsiasi sede una sostanziale libertà di collegamento, e dall’altro Galactica, impegnata in una tardiva operazione di sensibilizzazione sulla reale natura della flat e sull’impossibilità di considerare il collegamento dial-up alla stregua di una connessione dedicata. E mentre cambiava il tono della pubblicità, Galactica ha lanciato una serie di opzioni alternative, inventando le flat serali e notturne, quelle “semiflat” che hanno portato altre migliaia di utenti ad abbonarsi ai suoi servizi.

Un’orda di italiani che finalmente aveva la possibilità (offerta via via anche da altri operatori, alcuni dei quali oggi già finiti fuori mercato) di collegarsi senza guardare l’orologio, e dunque utenti e navigatori bramosi di ottenere qualcosa di nuovo e di più dalla modalità di accesso a canone forfetario. Sono così cominciati i problemi: le prime difficoltà di Galactica a fornire tutta la banda necessaria, un Customer Care non in grado di gestire una crescente quantità di reclami da parte di molti utenti, una pubblicità che continuava ad attirare nuovi utenti.

Le proteste sono poi sfociate in una vera e propria “rivolta” online contro Galactica quando si è palesato il problema invalicabile della scadenza del contratto di fornitura di linee a canone forfetario da parte di Telecom Italia. Un’evenienza che ha provocato prima la trasformazione delle flat di Galactica in connettività “ad ore”, con un massimale di tempo di connessione per ogni tipologia di contratto, e poi la chiusura stessa del servizio flat.

Galactica esce dunque di scena e con lei uno dei primi e più importanti provider italiani. In molti si chiedono come verranno risolte le pendenze economiche, ma molti di più si chiedono quale sarà in Italia il futuro delle flat-rate, il cui numero continua a scendere .

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  • Anonimo scrive:
    La buonauscita dopo il disastro
    Questo qua ha messo in crisi la Telecom e pretenderebbe 30 miliardi di buonache?Ma va a dar via il ...Un azionista incacchiato.
  • Anonimo scrive:
    L'Italia é proprio bella !!!
    Certo che questa é bella: questo viene messo a capo di un impero costruito con i soldi dei cittadini, che dovrebbe fornire un servizio pubblico e lui fa di tutto per:- continuare a rubare soldi ai cittadini con tariffe esorbitanti.- coinvolgere un'azienda di stato (i soldi ce li abbiamo messi noi, sottolineo) in uno sporchissima frode allo stato stesso a vantaggio dei manager: Telecom Serbia.- impedire un modello di busisness libero nelle nuove tecnologie.- lasciare l'Italia nel medioevo tecnologico per poter rubare più soldi possibili.- continuare a pagare milioni di tecnici telecom che probabilmente vengono reclutati in centri per subdotati mentali (ma li avete mai visti ? ma ne avete mai trovato uno che superi il QI di uno scimpanzè ?)- fare pubblicità che sembrano la conferenza episcopale del tipo "la telecom migliora il mondo"...- pagare fior di miliardi a Leonardo di Cacchio per stare in un prato con un palm a cercare di parlargli, spaventando gli insetti.E LUI SI PIGLIA MILIARDI E MILIARDI. IN UNO STATO NORMALE UNO COSI' SAREBBE ACCUSATO DI QUELLO CHE HA FATTO : CRIMINI CONTRO L'UMANITA'.Ma si sa... in italia il capitalismo é ovviamente all'italiana e grazie all'italico "eh... ma..." i governi, di qualsiasi colore siano non possono fare nulla, perché sono deboli ed asserviti...
    • Anonimo scrive:
      L'Italia é .....
      Premetto subito che sono per il libero sviluppo ma:- Scritto da: Anonimo
      Certo che questa é bella: questo viene messo
      a capo di un impero costruito con i soldi
      dei cittadini, che dovrebbe fornire un
      servizio pubblico e lui fa di tutto per:

      - continuare a rubare soldi ai cittadini con
      tariffe esorbitanti.- ora che sono arrivati i privati vedremo le tariffe che faranno! Scommettiamo che...
      - coinvolgere un'azienda di stato (i soldi
      ce li abbiamo messi noi, sottolineo) in uno
      sporchissima frode allo stato stesso a
      vantaggio dei manager: Telecom Serbia.- Roba sollevata dal Berlusca e combricola! Al massimo gli hanno fregato i soldi a Mediaset e a quelli brucia che loro non hanno ricavato nulla! Ma da quando mai quelli di destra si sono informati sull'affare Telecom Serbia? Gli interessava solo perchè avevano in ballo i propri interessi!
      - impedire un modello di busisness libero
      nelle nuove tecnologie.Vedremo vedremo i nuovi padroni privati come svilupperanno il business libero! AHHAHA! "Fuori i soldi e avrai tutto". T
      - lasciare l'Italia nel medioevo tecnologico
      per poter rubare più soldi possibili.Se non altro andavano allo stato (nel bene o nel male) ora vano ad un privato vedi come chiederà più soldi possibile! Mai visto un privato che ne chiede di meno dello stato?
      - continuare a pagare milioni di tecnici
      telecom che probabilmente vengono reclutati
      in centri per subdotati mentali (ma li avete
      mai visti ? ma ne avete mai trovato uno che
      superi il QI di uno scimpanzè ?)I tecnici dei privati non sono sempre preparati! Chiama Fastweb e fatti dire che tipo di modem viene montato sulla linea a fibra ottica! NON LO SANNO!!! (ho chiamato 3 volte!)
      - fare pubblicità che sembrano la conferenza
      episcopale del tipo "la telecom migliora il
      mondo"...Bhe Omnitel, Blue o che sono sulla stessa riga!
      - pagare fior di miliardi a Leonardo di
      Cacchio per stare in un prato con un palm a
      cercare di parlargli, spaventando gli
      insetti.Ora che ci sono i privati sarà la stessa cosa! Bombardamenti di pubblicità e costi sempre maggiori! E' sempre così!
      E LUI SI PIGLIA MILIARDI E MILIARDI. IN UNO
      STATO NORMALE UNO COSI' SAREBBE ACCUSATO DI
      QUELLO CHE HA FATTO : CRIMINI CONTRO
      L'UMANITA'.Bhe si miliardi miliardi daccordo ma crimini.......

      Ma si sa... in italia il capitalismo é
      ovviamente all'italiana e grazie all'italico
      "eh... ma..." i governi, di qualsiasi colore
      siano non possono fare nulla, perché sono
      deboli ed asserviti...Daccordissimo!



      • Anonimo scrive:
        Re: L'Italia é .....
        Ma per favore... non facciamo i difensori dell'industria di stato che ha creato i peggiori danni che si possano immaginare...Comunque il punto é proprio questo... a me non interessa nulla di quello che fanno Wind o Infostrada (che comunque restano aziende pubbliche in quanto in mano all'ENEL), ma Telecom é in una situazione di monopolio che é stato creato dallo stato e che, una volta fuori controllo dello stesso, é frustrante per l'intera economia: nessuno nel libero mercato avrebbe mai potuto raggiungere un monopolio "naturale" come quello di telecom ==
        le scelte sono due:- mantenere di proprietà pubblica il bene pubblico- eliminare questa situazione di monopolio di fattoPoi é ora di finirla con una retorica statalista come la tua e con la italica "paura del mercato": se il mercato in italia sembra fallire é solo perché non é mai stato veramente libero, ma sempre intriso delle complicità politiche che anche nel caso di telecom sono chiare...Quelli che come te sono per lo statalismo hanno già ritardato lo sviluppo economico italiano di decine di anni... se avete paura della libertà non possiamo farci nulla... andate in russia dove altri la pensano come voi.
  • Anonimo scrive:
    GODO!
    Godo!
  • Anonimo scrive:
    30 Miliardi di pedate...
    Se vuole ne posso dare anche di più...Che pensi a chi vive con un milione e mezzo, brutto zozzone..
  • Anonimo scrive:
    CHE???
    TRENTAMILIARDI DI CALCI SULLE GENGIVE GLI DOVREBBERO LIQUIDARE !
  • Anonimo scrive:
    gli sta di un bene...
    come godochi di spada ferisce...
    • Anonimo scrive:
      Re: gli sta di un bene...
      Sarebbe bella una distribuzione equa e percentuale alla bolletta media degli ultimi 2 o 3 anni (da quanto era a capo della Telecom mister Colaninno?) di tutto quel patrimonio con tutta la clientela privata (non le ditte)...Ma si sa, queste sono utopie!
      • Anonimo scrive:
        Re: gli sta di un bene...
        MaurizioB scrisse:
        Sarebbe bella una distribuzione equa e
        percentuale alla bolletta media degli ultimi 2 o
        3 anni (da quanto era a capo della Telecom mister
        Colaninno?) di tutto quel patrimonio con tutta la
        clientela privata (non le ditte)...
        Ma si sa, queste sono utopie!Che ci fai con 30 miliardi?30 miliardi diviso 25 milioni di abbonati al fisso, fa poco più di 1000 Lire l'uno!
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