GameStop: un nuovo CEO per un nuovo business

Nominato il nuovo CEO di GameStop: è George Sherman, a lui il compito di adeguare il business del gruppo ai cambiamenti del mondo gaming.

GameStop: un nuovo CEO per un nuovo business

Che l’universo videoludico stia mutando è fuori discussione. I segnali ci sono tutti: una distribuzione sempre più ampia dei titoli in formato digitale anziché su supporto fisico, l’ingresso di un big come Google con la propria piattaforma di cloud gaming (Stadia), il possibile arrivo di una console Xbox senza lettore di dischi. I protagonisti del settore sono chiamati ad abbracciare il cambiamento, inclusi coloro che hanno costruito il proprio impero sulla compravendita di piattaforme e titoli: tra questi anche GameStop.

GameStop: George Sherman è il nuovo CEO

Il gruppo ha nominato oggi il suo nuovo CEO. Si tratta di George Sherman, figura di esperienza con alle spalle un passato professionale in realtà come Victra (Verizon), Advance Auto Parts, Best Buy Services, Home Depot e Target. Il suo non sarà un compito facile, dovrà mettere in campo una nuova strategia, adatta a risollevare un business che negli ultimi anni si è dimostrato tutt’altro che in salute: nel 2017 sono stati chiusi centinaia di punti vendita a livello globale e lo scorso anno si è parlato della trattativa per una possibile acquisizione.

Insomma, il brand dovrà affrontare un necessario percorso di metamorfosi così da scongiurare il rischio di compiere gli stessi errori, per fare un esempio, commessi da Blockbuster nel settore dell’home entertainment all’alba dell’era dello streaming. Queste le prime parole dell’amministratore delegato, affidate a un comunicato ufficiale.

Porto con me un’esperienza significativa maturata con altri retailer che sono passati con successo da importanti trasformazioni.

Fonti ritenute vicine ai vertici della società hanno riferito al portale VentureBeat che la nomina di Sherman costituisce il primo tassello per la creazione di ciò che può fin da ora essere identificato come “GameStop 2.0”. L’obiettivo di lungo termine è quello di svestire progressivamente i panni di retailer per calarsi in quelli di “cultural experience”. I negozi dovrebbero essere man mano trasformati in luoghi di aggregazione dove le community di gamer potranno recarsi per provare i titoli prima del loro acquisto. Pare che il mercato dell’usato continuerà in ogni caso ad essere centrale nell’attività del gruppo.

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Fonte: GameStop
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