Garante Privacy tra Facebook, la persona e chi la impersona

Pur avendo base europea in Irlanda, con una semplice sede commerciale in Italia, l'authority dello Stivale ha stabilito che il social network debba attenersi alle leggi italiane. E consegnare i dati personali, compresi quelli condivisi a nome di terzi

Roma – Facebook ha una sede legale in Italia, e anche se non si occupa direttamente del trattamento dei dati personali degli utenti italiani è tenuta a rispondere alle richieste formulate dal garante della privacy. Dovrà per questo collaborare alla soluzione di un caso incentrato su un furto di identità, e sulle bizze di un account fake, che a nome della vittima ha condiviso sulla piattaforma immagini diffamanti, collegate ad un tentativo di estorsione.

Il provvedimento del Garante Privacy muove da una segnalazione inoltrata da un utente italiano nel mese di novembre. L’utente, professionista e rappresentante di istituzioni locali, a seguito di un contatto su Facebook con un secondo utente e a seguito dello stabilirsi di una amicizia mediata dal social network, dopo un periodo di corrispondenza privata, aveva subito un tentativo di estorsione . Al suo rifiuto di assecondare alle richieste, l’aguzzino aveva creato un account a suo nome , condividendo immagini modificate e video artefatti anche a sfondo pedopornografico, ritenuti “gravemente lesivi dell’onore e del decoro oltre che dell’immagine pubblica e privata del ricorrente”.

La vittima si era messa in contatto con Facebook Ireland per segnalare l’abuso: oltre a richiedere l’eliminazione dell’account che lo rappresentava indebitamente, poi accolta da Facebook senza rimuovere in maniera permanente i dati, il ricorrente chiedeva che l’azienda gli fornisse, oltre a tutti i propri dati e le proprie comunicazioni, anche tutti i contenuti caricati dall’account fake . Ha ottenuto da Facebook le istruzioni per accedere e scaricare i propri dati, operazione a cui ha provveduto autonomamente, e per i dati dell’account fake Facebook gli ha raccomandato di consultare il centro assistenza “per maggiori informazioni in merito a forze dell’ordine e questioni di terzi, incluso informazioni sulle citazioni in ambito civile”.
L’utente vittima del suo emulo non si è ritenuto soddisfatto e si è rivolto all’authority italiana.

Il Garante italiano ha in primo luogo dovuto deliberare su una questione non scontata, la giurisdizione del caso . L’orientamento dei diversi paesi europei è ancora poco uniforme: ad esempio la giustizia tedesca ha escluso che l’authority locale possa imporre alcunché ad un’azienda che ha sede in Irlanda e si attiene alla sua peculiare legislazione , mentre nel contesto europeo il caso sollevato contro Facebook dall’attivista Max Schrems, che ha portato al decadimento degli accordi Safe Harbor, suggerisce che i garanti abbiano diritto e dovere di agire a nome dei cittadini del paese che rappresentano. L’authority italiana ha scelto di confrontarsi con le decisioni della Corte di Giustizia dell’Unione europea, per esempio con il caso tra Google e le autorità spagnole che è sfociato nell’ istituzione del diritto all’oblio, e ha stabilito che al caso è applicabile il diritto italiano . Se è vero che Facebook Italy s.r.l. “ha per oggetto la fornitura di servizi internet e di servizi di vendita, la vendita di spazi pubblicitari on-line, il marketing ed ogni attività connessa ” e che l’azienda italiana non è direttamente incaricata del trattamento dei dati, spiega il Garante, il trattamento “viene comunque svolto nel contesto delle attività di Facebook Italy s.r.l.” e “le attività delle due società sono inestricabilmente connesse poiché l’attività svolta da Facebook Italy s.r.l. è volta a rendere economicamente redditizio il servizio reso da Facebook Ireland Ltd”.

Confrontandosi con il quadro normativo italiano, dunque, il Garante ha stabilito che il ricorrente abbia diritto ad accedere a tutti i dati che lo riguardano , compresi quelli inseriti e condivisi dal falso account , in quanto si tratta di “informazioni, fotografie e contenuti che si riferiscono alla sua persona”. Facebook avrebbe mancato di fornirli all’utente vittima del furto di identità, al quale è stato semplicemente suggerito di provvedere autonomamente, senza però la possibilità di accedere ai contenuti caricati dall’utente terzo.

L’authority ha così ordinato a Facebook di interrompere immediatamente il trattamento dei dati oggetto del contendere, conservandoli sui propri server in vista di possibili interventi dell’autorità giudiziaria. Il social network, ha stabilito poi il garante italiano, è tenuto a “comunicare in forma intelligibile al ricorrente tutti i dati che lo riguardano detenuti in relazione ai profili Facebook aperti a suo nome” e di informarlo riguardo ai termini e alle condizioni del trattamento, nonché dei “soggetti o le categorie di soggetti cui i dati sono stati comunicati o che possono venirne a conoscenza”.

Gaia Bottà

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  • mentre altrove scrive:
    google avanza
    Google avanza mentre apple piglia scorfani i n faccia da BMW e Daimler:http://www.digitaltrends.com/cars/bmw-and-daimler-end-apple-car-development-talks/
    • Funz scrive:
      Re: google avanza
      - Scritto da: mentre altrove
      Google avanza mentre apple piglia scorfani i n
      faccia da BMW e
      Daimler:

      http://www.digitaltrends.com/cars/bmw-and-daimler-Sources close to the matter claim that BMW and Daimler exited the talks over concerns about who would lead the project, and most importantly over which company would own the data. Wireless security and car hacking are hot-button issues in the industry right now, and apparently <b
      Apples desire to store vehicle data on the iCloud </b
      was a major point of contention.Nessuno che commenta la parte che ho evidenziato? :pSolo un appartenente ad un ramo diverso della famiglia dei Primati può pensare di guidare un'auto che manda tutto quello che fai su un server negli USA.Per quanto non mi stiano simpatiche le due case automobilistiche, qui hanno fatto assolutamente bene a mandare a quel paese Apple.E mi auguro che da noi (UE, dico, ché in Italia prima che se ne accorgano...) si diano una mossa a mettere regole su questo punto, prima che arrivi pure Google o qualcun altro.
  • Surak 2.0 scrive:
    in un mondo normale...
    ..sarebbe la politica, quindi nelle varie nazioni e a livello di ONU, a pretendere che le varie società ed Università creassero queste auto visti gli enormi vantaggi sociali, non solo a livello di minori incidenti,che si avrebbero oltre agli enormi risparmi economici. Contemporaneamente, sempre la politica, metterebbe in atto politiche economiche che vadano preventivamente a risolvere i problemi del settore auto e collegati, che avrebbero un tracollo invece di aspettare che le lobby facciano a gara con chi ce l'ha più lungo a danno dei cittadini
    • Trollone scrive:
      Re: in un mondo normale...
      - Scritto da: Surak 2.0
      enormi risparmi economici. Contemporaneamente,
      sempre la politica, metterebbe in atto politiche
      economiche che vadano preventivamente a risolvere
      i problemi del settore auto e collegati, che
      avrebbero un tracollo invece di aspettare che le
      lobby facciano a gara con chi ce l'ha più lungo
      a danno dei
      cittadiniPensa alla lobby dei tassisti, non si riescono a rilasciare nuove licenze altrimenti: proteste e Blocco del traffico.Spunta fuori Uber: proteste e Blocco del traffico.Siamo come alla guerra del vinile contro il CD......e il CD è già passato di moda.
      • Surak 2.0 scrive:
        Re: in un mondo normale...
        - Scritto da: Trollone
        - Scritto da: Surak 2.0


        enormi risparmi economici.
        Contemporaneamente,

        sempre la politica, metterebbe in atto
        politiche

        economiche che vadano preventivamente a
        risolvere

        i problemi del settore auto e collegati, che

        avrebbero un tracollo invece di aspettare
        che
        le

        lobby facciano a gara con chi ce l'ha più
        lungo

        a danno dei

        cittadini

        Pensa alla lobby dei tassisti, non si riescono a
        rilasciare nuove licenze altrimenti: proteste e
        Blocco del
        traffico.

        Spunta fuori Uber: proteste e Blocco del traffico.Proprio per questo bisognerebbe iniziare adesso a costruire l'accettazione di questa novità che cambierà l'economia dei prossimi decenni.Si ha anche più tempo per un compromesso accettabile da tutti.Riuscire a capire ed adeguarsi per tempo al futuro, comporta immensi vantaggi e minore resistenze al costo di una piccola spesa aggiuntiva d'investimento.E' come è stato per le auto..in negativo.Se all'inizio del secolo scorso avessero capito quanto avrebbe contato l'auto nei 100 anni successivi non si sarebbero limitati spesso ad asfaltare le mulattiere e le strade centrali dei vari borghetti, ma avrebbero fatto strade nuove, diritte e magari affiancate alle ferrovie (che per loro natura dovevano essere il più dritte possibili) così che sarebbero state più corte e quindi avrebbero richiesto meno costi di manutenzione nei decenni successivi o alternative per intasamenti perché magari nella vecchia mulattiera, ad un certo punto, c'è lo spigolo di una casolare o un'altra forma di inutile strettoia.Ne avrebbero avuto beneficio anche gli automobilisti dato che una strada dritta non solo è più corta ma fa consumare meno benzina per le accelerazioni. Non è improbabile che il solo consumo aggiuntivo di un decennio della seconda metà del secolo scorso avrebbe ripagato la costruzione di tutta la rete di strade ex novo invece di usare le mulattiere ed asfaltarle.Per lo stesso principio..se riteniamo concreta che a breve le auto a guida autonoma siano realtà diffusa... quali accordi e quali spese vanno tagliate o fatte oggi perchè non risultino sprechi o freni di domani? Questo una politica intelligente si chiederebbe

        Siamo come alla guerra del vinile contro il CD...
        ...e il CD è già passato di moda.E un esempio, ma non tutto funziona così.Li è stata l'industria stessa ad aver avuto interesse a sostituire il prodotto, ma già con la virtualizzazione della fruizione della musica ..ha avuto da ridire e ha frenato molte possibilità perchè andavano contro il suo interesse.Un caso più simile a quello delle auto è quello dei cinema (inteso sia come locali di fruizione dei film che come sistema economico) che ha dapprima imposto delle finestre lunghe per la messa in onda dei film in tv..e ancora che si parlava di tv in bianco e nero con il tubo catodico, poi sono uscite le videocassette e la lobby cinematografica ha imposto una finestra di uscita mediana (un tempo, se non sbaglio, era... dopo 1 anno dall'uscita al cinema la videocassetta e dopo due la prima tv) ed in questa maniera ... usavano il loro peso politico per raddoppiare o triplicare i guadagni a danno della libera scelta del consumatore. Per le auto a guida autonoma..il rischio è che il settore auto ed affini) imponga tali limitazioni da renderle oggetti di nicchia per decenni
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