Denuncia per Meta: i messaggi di WhatsApp non sono cifrati

Denuncia per Meta: i messaggi di WhatsApp non sono cifrati

Il Procuratore del Texas ha denunciato Meta per pratiche ingannevoli, in quanto le conversazioni di WhatsApp sono accessibili ai dipendenti e terze parti.
Denuncia per Meta: i messaggi di WhatsApp non sono cifrati
Il Procuratore del Texas ha denunciato Meta per pratiche ingannevoli, in quanto le conversazioni di WhatsApp sono accessibili ai dipendenti e terze parti.

Dopo quella per Netflix, il Procuratore Generale del Texas (Ken Paxton) ha presentato una denuncia contro Meta per pratiche commerciali ingannevoli. L’azienda di Menlo Park avrebbe mentito sulla protezione della privacy offerta da WhatsApp, in quanto i messaggi degli utenti possono essere letti dai dipendenti e terze parti.

WhatsApp permette l’accesso ai messaggi?

Nella denuncia è scritto che, a partire dal 2016, all’inizio di ogni chat di WhatsApp viene specificato l’uso della crittografia end-to-end per messaggi e chiamate, quindi solo le persone che partecipano alla conversazione possono leggerli e ascoltarle. Secondo il Procuratore del Texas, questa affermazione è falsa. Oltre 3 miliardi di utenti credono che le loro comunicazioni siano private e inaccessibili a terze parti.

Durante una testimonianza al Senato degli Stati Uniti, il CEO Mark Zuckerberg aveva dichiarato che l’azienda non può accedere ai messaggi. Un’indagine del Dipartimento del Commercio e alcuni insider hanno invece confermato che i dipendenti di Meta possono accedere alle comunicazioni degli utenti. Altre indagini hanno verificato che i messaggi possono essere visualizzati dopo l’invio.

L’azienda di Menlo Park ha quindi violato la privacy degli utenti texani e il Deceptive Trade Practices Act con le sue pratiche ingannevoli. Il Procuratore chiede al giudice di emettere un’ingiunzione permanente che impedisca l’accesso alle conversazioni da parte dei dipendenti di Meta e di imporre una sanzione di 10.000 dollari per ogni violazione.

Il portavoce dell’azienda californiana (Andy Stone) ha dichiarato:

WhatsApp non può accedere alle comunicazioni cifrate degli utenti e qualsiasi affermazione contraria è falsa. Combatteremo questa causa, continuando a difendere la nostra solida reputazione in materia di protezione dei messaggi.

Pavel Durov, CEO di Telegram, afferma da anni che la crittografia end-to-end di WhatsApp non garantisce la privacy. Recentemente ha evidenziato che si tratta della più grande frode ai danni dei consumatori della storia.

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Pubblicato il
22 mag 2026
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