Gateway si sbarazza di Amiga

Nuovo capitolo nella sofferta storia dell'Amiga, il glorioso home computer che oggi passa nelle mani dell'ennesima società che spergiura di averne a cuore le sorti


San Diego, USA – Per i fan dell’ Amiga il 31 dicembre 1999 non ha rappresentato soltanto la fine simbolica di un millennio, ma anche l’ennesimo passaggio di mani del trademark Amiga.

Gateway , la precedente proprietaria del mitico marchio Commodore, ha infatti venduto il nome Amiga e le relative specifiche hardware ad Amino Development, una piccola società fondata proprio da un ex-Gateway, Bill McEwen, licenziato qualche mese fa dal suo incarico di direttore merketing di Amiga Inc. (sussidiaria di Gateway).

Nell’accordo Gateway ha comunque mantenuto la proprietà delle tecnologie Amiga sviluppate sotto la sua guida, dal 1997 fino ad oggi. Gateway è infatti interessata ad utilizzare queste tecnologie, fra cui il sistema operativo Amiga Operating Environment, per lo sviluppo di Internet appliance.

Bill McEwen si è detto molto eccitato da questo acquisto e ha promesso – ma quante promesse nella storia dell’Amiga! – che oggi si potrà davvero riprendere quel lavoro iniziato 15 anni fa, anno di nascita dell’Amiga.


Bill McEwen è un personaggio che in passato ha guadagnato il rispetto della comunità amighista, ma oggi avrà il non facile compito di ricominciare tutto daccapo e mantenere le promesse fatte. E di promesse, nella storia dell’Amiga, ne sono state mantenute davvero poche.

Sotto il suo presidente Jim Collas, Amiga Inc. per molto tempo illuse i suoi utenti circa la possibilità di far rivivere la gloriosa macchina nell’Amiga MCC (Amiga Multimedia Convergence Computer), un personal computer d’avanguardia che avrebbe dovuto adottare il sistema oeprativo AOE, basato su kernel Linux, ed in grado di emulare perfettamente gli Amiga classici. Purtroppo Collas ha dovuto sottostare alla volontà di Gateway , che non era certo quella di imbarcarsi in un’avventura così ambiziosa e considerata a rischio. Così Collas fece le valigie e, tutt’oggi, non si sa che fine abbia fatto: la speranza degli amighisti è che possa trovare un posto di dirigente nella neo società capeggiata dall’ex-collega Bill McEwen.

Di progetti paralleli sull’Amiga ne esistono però altri due, oltre quello ufficiale di Amino, e sono Phase 5, che sta lavorando su di un “super Amiga” basato su kernel Neutrino di QNX, ed il Phoenix Platform Consortium, un gruppo di fan dell’Amiga coalizzatosi nello sviluppo di una macchina del tutto innovativa ma compatibile con i modelli classici.

Chissà, forse il 2000 poterebbe rappresentare una data storica anche per uno degli home computer più “incompresi” della storia.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti