Per il momento la leadership di ChatGPT non è messa in discussione, ma la forte crescita fatta registrare da Gemini nel corso degli ultimi mesi lascia intendere che si prospetta un 2026 in cui potremmo assistere a un avvicendamento. Le statistiche e le dinamiche rilevate da Similarweb a inizio gennaio, analizzando il traffico globale, sono in linea con quelle del mese precedente.
Il dominio di ChatGPT vacilla: Gemini guadagna
Il market share dei chatbot AI vede quello di OpenAI ancora saldamente in testa nel settore, con il 64,5% della quota. Sam Altman e i suoi dovranno però darsi da fare per evitare che il -22,2% fatto registrare da gennaio 2025 si traduca in un tracollo. In verità ci stanno già provando, come dimostra (tra le altre cose) il lancio odierno dello spazio Salute. Nello stesso periodo, il concorrente di Google ha guadagnato il 15,8% portandosi all’attuale 21,5%.

Sul terzo gradino c’è DeepSeek al 3,7%. Ricordiamo che il servizio cinese risente dei tanti ban ricevuti in giro per il mondo, Italia compresa. Appena giù dal podio troviamo Grok di xAI ed Elon Musk, con il 3,4%, nell’ultima settimana al centro di polemiche e indagini per la funzionalità che ha permesso di rimuovere i vestiti a qualsiasi fotografia, anche a quelle che ritraggono bambini. Seguono poi Perplexity (2,0%), Claude (2,0%) e Copilot (1,1%).
Il progetto AI di Microsoft merita una menzione a parte. Sembra non riuscire proprio a ingranare, nonostante gli sforzi compiuti dalla software house e la volontà di infilarlo ovunque, rendendolo onnipresente nel sistema operativo Windows 11. Quest’ultima strategia non paga e anche i protagonisti del mondo PC stanno iniziando a parlarne in modo esplicito. È il caso di Dell, che in occasione dell’evento CES 2026 ha preso posizione dichiarando di voler fare un passo indietro sull’intelligenza artificiale, tornando a proporre computer con un approccio diverso, più tradizionale e meno legato alla necessità di promuovere questa specifica tecnologia a tutti i costi.