Option+Spazio, e una bolla di chat fluttua sopra qualsiasi cosa si stia facendo. Si scrive la domanda, Gemini risponde senza dover cambiare finestra, aprire un browser o perdere il filo. Google ha lanciato l’app Gemini nativa per Mac un giorno dopo aver reso disponibile la sua app con AI Mode su Windows, e la scorciatoia da tastiera è tutto ciò che serve per richiamarla.
Se sembra un déjà-vu… è perché assomiglia a Spotlight. Solo che al posto della ricerca file c’è un modello AI che vede il proprio schermo e risponde in base al contesto.
App Gemini su Mac, cosa può fare
Basta condividere una finestra e Gemini analizza ciò che si sta guardando per rispondere alla domanda, un foglio Excel, una pagina web, un documento. È possibile caricare file, foto e documenti da Google Drive. Generare immagini, video o musica. Riprendere conversazioni precedenti collegate al proprio account Google, come su Gemini web e mobile.
Prima di condividere lo schermo, l’app chiede il permesso di accedere alle informazioni del sistema. Un passaggio necessario che almeno non viene dato per scontato.
Alla conquista del desktop
ChatGPT e Claude hanno le loro app Mac da mesi. Ma fanno un passo in più rispetto a Gemini, possono eseguire azioni sul computer per conto dell’utente. Claude con Computer Use naviga, clicca, scrive. ChatGPT con la sua versione desktop fa altrettanto. Gemini per ora guarda e risponde, non agisce.
Perplexity è un altro concorrente con app desktop dedicata. La corsa è a chi diventa il riflesso automatico quando si ha una domanda: Option+Spazio per Gemini, la scorciatoia ChatGPT, il launcher Claude. Ogni azienda vuole essere l’AI che si apre per prima e la scorciatoia da tastiera è il campo di battaglia più piccolo e più importante del mercato.
Disponibilità
L’app è gratuita, disponibile in tutte le lingue e i Paesi dove Gemini è supportato. Richiede macOS Sequoia 15.0 o successivo.